martedì 11 marzo 2014

blog marzo 2014



Blog marzo 2014
Le logiche dell’ESSERE e dell’AVERE
      Se tu sei, tu hai! Apparentemente sembra un detto sibillino, molto strano e di difficile comprensione, completamente al di fuori della realtà concreta quotidiana; ma non è così, nasconde invece un sottile significato, da spiegare, di notevole attualità e tale da aprire la mente e la coscienza ad ampi orizzonti di novità e sperimentazione; la sua comprensione e  realizzazione può iniziare il percorso verso la libertà da condizionamenti e false credenze.
     Che significa la frase: se tu sei? Il  primo elemento della contrapposizione precisa tra i due verbi, che contraddistinguono la nostra esistenza: essere e avere, realtà ed apparenza, qualità e quantità, spiritualità e materialità, potere spirituale e possesso materiale, è la eterna distinzione tra i due piani, quello morale-spirituale (coscienza e  consapevolezza, sentimenti, controllo emotivo e rispetto, libertà e mente) = essere e quello fisico materiale ( potere e possesso, dominio e autorità, fisicità e materialità) = avere. Tale antitesi è in piena evidenza nel nostro modo di pensare e vivere quotidiano con prevalenza dell’aspetto avere; infatti, in ogni ambito di vita, dai rapporti personali alla salute, dall’autorealizzazione alla cultura alla politica…..balza in primo piano il fattore avere, guadagno, successo, mi spiego: nei rapporti personali anche sentimentali, dopo un po’ di tempo, prevale la ricerca di possesso, convenienza e interesse; nel lavoro,  il guadagno oltre il necessario ad ogni costo e nella salute, il benessere fisico in funzione di una eterna giovinezza astratta e di una bellezza apparente; nella cultura, il sapere e le conoscenze che portano a realizzazioni pratiche ed efficienti di guadagno e di potere; nella realizzazione personale, successo, carriera e volontà di vincere sempre, esaltazione dell’ego; nella politica, non ne parliamo, essere eletti significa assicurarsi per un periodo più o meno lungo, una fonte considerevole di guadagno, oltre  il successo e il potere.
      Da questo elenco sembra che i valori materiali concreti abbiano decisamente il sopravvento nella scala degli ideali che caratterizzano la cultura di una società, diciamo, delle società dei paesi avanzati e di quelli in via di sviluppo. E’ una constatazione dura ma reale che è alla base della crisi totale del periodo storico attuale.
     Siamo allora destinati ad un continuo conflitto tra i valori dell’essere e dell’avere? NO! In questo periodo dell’anima cosciente e consapevole, perché?  Mi spiego: i desideri, specie quelli rivolti al mondo concreto cioè al benessere, alla sicurezza economica ed esistenziale, al godimento al piacere dei sensi, in questo tipo di società e in questa cultura che la sostiene, sono leciti, sarebbe sciocco sforzarsi di ignorarli ed evitarli, quando li respiriamo, li assorbiamo continuamente dalla mattina alla sera, se viviamo una vita normale scandita dai telegiornali, dai programmi televisivi, specie pubblicitari, da letture di giornali, riviste ecc… 
        Ma, se ci fermiamo un attimo e riflettiamo con buon senso e consapevolezza, possiamo riuscire a capire ed evitare la conflittualità. Come?    Prendiamo ad esempio il desiderio di benessere; esso è molto pericoloso e insidioso per le difficoltà che presenta la sua realizzazione, per ogni singola persona a seconda della situazione in cui si trova, della sua cultura e livello evolutivo e della capacità di controllare pensieri, sentimenti emozioni e azioni. Per una persona normale il benessere potrebbe significare avere ogni giorno il sufficiente necessario per vivere dignitosamente soddisfacendo innanzitutto le necessità del mantenimento fisico e poi quelle della mente e dell’animo: mangiare e bere, vestirsi e curarsi e anche muoversi, divagarsi qualche volta e coltivare la mente, e questo è già abbastanza di questi tempi; se non ci si accontenta, allora  si deve sviluppare la volontà di concretizzare la capacità di controllare, i desideri, che se lasciati liberi, galoppano a briglia sciolta creando insoddisfazione, insofferenza, rabbia e paure. Ecco che si passa inavvertitamente dalla logica dell’avere, possesso, potere e acquisizione materiale, a quella dell’essere, consapevolezza, sviluppo e controllo dei desideri e pensieri, impulsi e istinti che, se non conosciuti e tenuti a freno consapevolmente, avvelenano la coscienza: la prova?     Moltissime persone non si accontentano mai di ciò che hanno, anche del sufficiente loro consentito, perché ricercano fuori le sicurezze materiali per soddisfare illusoriamente la mancanza di sicurezze interiori. Chi è sicuro di sé, chi si stima si accetta e si apprezza, controlla anche i suoi desideri, non li reprime o cancella, ma li conduce, in base alle proprie possibilità, alla loro realizzazione con intenzione consapevole provando soddisfazione e gratitudine. Chi non lo è, anche se benestante, soffre perché gli sfugge sempre qualcosa.
      Sorge spontanea una domanda: - Chi non ha il necessario per vivere una vita dignitosa, il disoccupato o il pensionato al minimo, cosa deve fare e pensare per sentirsi Uomo in senso ideale?
       Chi si trova in situazioni precarie, dovrebbe innanzitutto sforzarsi di capire, non solo la condizione reale attuale: licenziamento, impossibilità di trovare nuovi lavori, pensione minima, ma anche quale aspetto della sua vita interiore è provocato ( gli eventi non capitano mai senza una profonda e talvolta sconosciuta ragione, karma): è forse la volta buona per mettersi in gioco e sfidare la vita, fare un cambiamento di rotta, accettare una spinta a conoscersi più a fondo, a sviluppare qualità prima trascurate: coraggio, autostima e fiducia in sé, rispetto e dignità, creatività e positività? In sostanza, si passa anche in tali condizioni di sofferenza, dalla logica dell’avere a quella dell’essere, grazie alle prove-sfide che stimolano e accendono la consapevolezza e la volontà di scelta.
     Di esempi se ne possono portare illimitatamente in ogni ambito di vita, perché tutta la nostra esistenza è un esempio concreto di tale conflittualità seppure inconscia.
   Scelgo  le relazioni personali, specie sentimentali, che sono un altro campo ricchissimo di esempi che mettono in evidenza sempre più il bisogno essenziale di sicurezza con la ricerca di possesso, di controllo e di potere sull’altro (logica dell’avere), è naturale di questi tempi in cui la falsa cultura dei mass-media martella sui valori della bellezza esteriore, apparire, sul piacere egoistico dei sensi, sull’attaccamento viscerale (gelosia) tra persone legate sentimentalmente, sul desiderio di contatto fisico e di comunicazione per non sentirsi soli, che creano dipendenza, perché chi vive  l’amore in tale modo, dimostra di aver capito poco o nulla del vero sentimento di Amore….
      Lascio al lettore la libera scelta di innumerevoli esempi in ogni ambito di vita, credo che accenderebbe la sua capacità di analisi e di comprensione vera del senso della esistenza, prezioso campo di battaglia per conquistare libertà, coscienza e amore.
      Occorre fare una considerazione finale: di questi tempi  la distinzione fra logica dell’essere e dell’avere non è più valida; anche il ricco, potente e autoritario il cui cervello è una macchina per fare e gestire soldi, ha a che fare con la sua coscienza più o meno inconsciamente; paure, insicurezze, ansie e preoccupazioni lo assalgono con maggiore virulenza e responsabilità; per godersi il benessere, deve ricorrere in qualche modo a rafforzarsi nel carattere:  autoaffermazioni inconsce, meditazioni, preghiere o ricorso a psicoterapeuti? Forse potrebbe essere per lui l’inizio dello sviluppo di una certa autoconsapevolezza.
      In sostanza, l’energia-pensiero che è in noi la prima e più importante manifestazione dell’IO SONO, si fa sentire ed esige, in modo personale, di essere riconosciuta e coltivata proprio nel conflitto quotidiano tra i bisogni materiali per vivere e sopravvivere e quelli spirituali che, una volta capiti, ci danno sostentamento, la forza della conoscenza, della fede e della speranza, della fiducia e della positività, anche con l’aiuto delle entità a noi molto vicine, angeli e arcangeli; dovremmo ringraziare ogni situazione, anche la più difficile, perché il nostro personale destino ci offre l’occasione per conoscerci meglio e rafforzarci. In tale visione della vita dolori, sofferenze e privazioni ma anche gioie e gratificazioni, piacere e godimento sono gli strumenti che ci aiutano a realizzarci, a sentirci sereni e forti cittadini di questo mondo, in fin dei conti, bello e ricco di infinite gradazioni di piacere e sofferenza, sta a noi riconoscerle e viverle consapevolmente.