venerdì 9 maggio 2014

blog maggio 2014



Blog maggio 2014
L’ENERGIA-AMORE UNIVERSALE NEL QUOTIDIANO

         Il problema quotidiano che tutti viviamo, provando spesso paure e solitudine, preoccupazioni e talvolta disperazione e ansia, è che ci sentiamo “sconnessi”, distaccati, altro dall’energia che crea unione e calore con il suo flusso, gioia e positività e anche piacere e godimento.
          Come mai proviamo stati d’animo di separazione inquieta e insoddisfazione che ci fanno “starnazzare”, girare a vuoto e provare, tra l’altro, un’infinità di dolori fisici e malessere generale? Potrebbe esserci una semplice spiegazione, che può anche non soddisfare completamente: la sofferenza comincia quando non riusciamo a soddisfare, a realizzare un desiderio, anche il più banale e piccolo; subentra delusione, amarezza e senso di impotenza e insoddisfazione, perché  quel desiderio che ci dovrebbe dare piacere sicurezza e affermazione di un nostro Ego, ci sfugge, allora si innesca un processo di immagini-pensieri al negativo che colora di “nero” il nostro stato psichico e condiziona il presente e il futuro della nostra esistenza.
          In quel momento dimentichiamo il principio scientifico quantico: se pensi negativo, attiri il negativo, se pensi positivo, attiri il positivo, che dovrebbe sostenerci e darci la forza per affrontare e superare la prova-sfida di quell’attimo.  Cala la fiducia in noi stessi, siamo aperti al flusso indistinto di emozioni, immagini, pensieri e sentimenti del passato, che trovando un varco nella nostra coscienza, non consapevole, irrompono con forza distruttiva nella nostra attività psicospirituale creando separazione e ansia, paura e pessimismo.   
          Cosa possiamo fare? Molto, veramente tanto, se capiamo una volta per tutte il significato non solo verbale ma l’energia che sprigiona la parola AMORE.  Va analizzata a diversi livelli: uno, fisico energetico, che si può capire studiando alcuni principi della fisica quantica, l’altro, direi morale e spirituale, che si conosce e pratica, se si approfondisce il senso della forza-amore secondo la tradizione religioso-esoterica, non solo cristiana ma anche di altre dottrine…. Io partirei da quest’ultimo livello: esiste, infatti, una forza, un’energia universale che pervade tutto e tutti, riconosciuta anche nella scienza quantica come Matrix Divina, l’IO SONO,  e può essere da ognuno riconosciuta in sé e attivata, cioè usata a scopo altamente evolutivo per risolvere ogni problematica nel senso più ampio della parola. Come si presenta? E’ sufficiente citare le parole di S. Paolo apostolo nella sua I° lettera ai Corinzi: “ L’amore sopporta tutto, l’amore è benefico, non conosce l’invidia, la superbia, non offende, non ricerca il proprio vantaggio, non s’irrita, non pensa male, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. L’amore scusa tutto, pervade ogni fede, ha tutta la speranza, sopporta ogni cosa”.
            Tali parole si prestano a diverse interpretazioni ma la più giusta è quella che riconosce loro la capacità di accettare gli Ego personali disciogliendo la preponderanza dell’IO personale. Come può agire nel nostro quotidiano? Occorre fare una chiarificazione pratica molto utile per capire il comportamento da seguire: quando ero ufficiale dell’esercito, mi  colpì una lezione tenuta da un superiore esperto di “arte militare”, che distingueva due concetti importanti, apparentemente simili per un profano ma molto significativi per un addetto ai lavori, alla gestione della cosa militare: strategia e tattica.
         Strategia è un piano, un programma da realizzare in lunghi tempi, per esempio, la difesa del territorio nazionale da invasioni nemiche o l’attacco delle forze militari a nazioni straniere, quindi, un piano che comporta scelte, organizzazione e una precisa direzione verso cui dirigere la macchina militare. Strategia, quindi, riferendosi al lavoro interiore individuale per crescere e maturare, significa scegliere e pianificare un programma di vita diverso, vivo e attivo per tutta la vita perché è lo sforzo, il lavoro che porta risultati davvero eccezionali, se si persiste con costanza nella loro realizzazione. Il piano evolutivo, strategico,  è questo: sviluppare sempre più l’accettazione, la consapevolezza, il perdono e l’amore che sopporta tutto, è benefico……pervade ogni fede e ha tutta la speranza.
          La quantistica ci insegna che l’energia-pensiero è creazione, ci rende simili alla divinità in noi, entusiasmo (non siamo una scintilla divina?), perciò dobbiamo pianificare dove vogliamo arrivare e far nascere in noi il desiderio-scelta che attiva la volontà; siamo ancora però a livello teorico, fondamentale ma che richiede una attuazione concreta ed immediata, come? Ora occorre tirare in ballo l’altro concetto dell’arte militare: tattica, che significa concretizzare momento per momento sul campo i minimi particolari del piano strategico. Per me, ufficiale, significava ordinare ai miei soldati artiglieri, le esercitazioni quotidiane dalla sveglia alla libera uscita e alla ritirata e poi rendere conto ai miei superiori, giornalmente e a breve scadenza,  dei risultati ma anche delle difficoltà, impedimenti ed ostacoli incontrati.
         Tornando a noi, dobbiamo renderci conto che è necessario operare quotidianamente  per attuare le nostre scelte cioè per affrontare e superare le prove-sfide quotidiane, per fare ciò occorre seguire una certa “tattica” cioè “connetterci” con le energie angeliche con preghiere, formule, esercizi di respirazione, meditazioni e altro, prima fase più difficile ma fondamentale, poi, abituarci con pazienza ad analizzare i singoli eventi, situazioni e rapporti cercando di capirne cause, significati e messaggi intrinseci (c’è sempre un avvertimento in ogni caso).
           Un esempio: la mattina mi sveglio arrabbiato, negativo e insoddisfatto, deluso e malcontento, condizione molto frequente per molti, cosa posso fare? Innanzitutto non criticare, non pensare male, non ricercare sempre il proprio vantaggio, non irritarsi né invidiare o offendere nel pensiero chicchessia, infatti, se seguo la corrente energetica negativa, attiro situazioni, rapporti e fatti fastidiosi e negativi, non si scappa, la fisica quantica insegna… se invece “mi connetto”  all’energia positiva, la situazione, lo stato d’animo può decisamente cambiare: accetto il mio malessere, entro in esso con determinazione e coraggio vagliandone tutti gli aspetti negativi, mi accorgo subito che le cause possono essere  le più diverse, cattiva digestione, sogni strani effetto di ricordi o esperienze deludenti, dolorose o di sofferenze precedenti oppure lo scorrere naturale della corrente karmica dal passato o i miei bioritmi di cui è bene conoscere l’andamento. Dopo l’accettazione, aspetto passivo del processo, uso l’energia di “amore attivo”, la presenza di spirito, l’entusiasmo, il vigore e la creatività, la fantasia, la fiducia e la comprensione…..mi accorgo, infine, che sono “scocciato” perché le cose non sono andate come volevo io, come avevo programmato anche  per assecondare i miei desideri troppo personali, i miei Ego reclamano e vogliono sempre soddisfazioni dirette e immediate. Ma non è sempre possibile ciò!! Spesso rinunciando al momento, si possono ottenere, al momento giusto, i risultati tanto sperati.
            Se ci sforziamo di apprezzare il senso della vita quotidiana, specie nei minimi particolari, entriamo nel flusso energetico positivo, per alcuni può essere godimento e gioia, felicità, unione con il divino in sé, con sfumature mistiche, ma in tutti può nascere la gratitudine, il compiacimento per se stessi  e il mondo che ci circonda. Tale modo di comportarsi verso il primo stato d’animo della mattina, si potrebbe applicare  alle situazioni, ai rapporti ed eventi quotidiani in ogni ambito di vita: la forza-amore= accettazione, unione, attiva la sensibilità individuale, la fantasia, la creatività e soprattutto il senso di appartenenza al tutto, IO Sono l’IO SONO, per cui diventa sempre più facile affrontare e superare le condizioni e le situazioni anche le più difficili, nasce l’apprezzamento per ogni minima azione, anche la più umile, che fatta con amore può dare soddisfazione.
           Io mi sono creato un’immagine-simbolo che mi accompagna fedele ogni momento della giornata per tutta la mia vita: un faro di luce calda rosadorata, che partendo dal 3° occhio, entra nel cervello, nel cuore e nel plesso solare, illumina, riscalda e discioglie l’oscurità, la separatività, la frammentarietà e la disarmonia.     Ti senti disarmonico con il tuo/a partner? Dirigi il fascio di luce calda nel tuo cuore ma soprattutto nella tua mente, brucerai così ogni contrasto e separatività, fastidio e rabbia: provalo e vedrai!! Ti sfugge l’obiettivo di successo, di sicurezza nel lavoro? Illumina la tua mente, cancellerai ogni fastidio e insicurezza, sfiducia e paura: prova e vedrai!! Sei triste, ti senti solo malinconico e sconsolato? Guardati intorno senza “occhiali neri” e coglierai mille occasioni per apprezzare la bellezza, la gioia e anche il piacere e il godimento…… Molte volte ti sarà capitato e ti capiterà di provare una sensazione strana e domandarti: - Ma cosa mi manca per sentirmi felice e realizzato almeno per un breve periodo? (bisognerebbe domandarselo spesso) La risposta può essere: -Abbandonati alla energia gioiosa in te (ce l’hai) e blocca il gioco perverso della tua mente…….. Ciò significa usare l’energia-amore dell’Io Sono…….

mercoledì 9 aprile 2014

blog aprile 2014



Blog aprile 2014

Inviare energie-pensiero “all’anima” di una persona per guarirla

           Di questi tempi, quando una persona soffre di una malattia riconosciuta o di sintomi fisici o psicosomatici di difficile interpretazione, viene spontaneo in chi ha interessi affettivi sentimentali o parentali o di amicizia stretta, darsi da fare ad ogni livello, fisico ed energetico per alleviare sofferenze e guarirla completamente. Lodevole iniziativa!! Ma non proprio in piena sintonia con la legge energetica che regola la guarigione, la vera guarigione, quella “dell’anima”. Che significa ciò?
           Quello che sto per dire è un pensiero un po’ strano, non di immediata comprensione per noi che viviamo completamente immersi nella fisicità, nella materialità in un corpo fisico ben strutturato e perfetto sotto certi aspetti, strumento delle nostre sensazioni, emozioni, sofferenze ed esperienze anche dure di dolore e patimento ma insostituibili per la conoscenza del mondo in cui viviamo; se ben riflettiamo, il nostro corpo fisico è “il tempio” sensibile in cui vive racchiusa l’dea-creatrice divina del nostro Ego umano, l’archetipo-uomo, lo spirito portatore del programma evolutivo individuale, quindi, teoricamente non soggetto alle variazioni fisiche terrene. Allora perché ci si ammala e si soffre? Succede nel corso del nostro lungo cammino di vite successive di commettere errori di carattere spirituale e materiale: mancanze, sbagli di interpretazione, leggerezze e azioni ingiuste ripetute, eresie colpe e false concezioni che, ripetute nel tempo, causano effetti che si ripercuotono, secondo la legge di causalità (karma), anche sul corpo fisico; quindi, le cause delle malattie, nella maggior parte dei casi, sono di origine spirituale almeno inizialmente: secondo la legge energetica, pensieri sentimenti ed emozioni lasciano una loro impronta indelebile e influenzano quelle forze che costruiscono il corpo fisico durante la discesa di un’anima nel mondo fisico-sensibile.
           Quindi, ragionando in tali termini energetici, non fisico-sensibili, per guarire una persona da una malattia, occorrerebbe intervenire a livello causale spirituale; il ragionamento, senza dubbio alcuno, fila, è corretto e giusto ma non garantisce un intervento immediato con risultati sempre positivi, come siamo abituati a volere e a ottenere con l’uso di farmaci, terapie e interventi chirurgici, spesso all’avanguardia. Allora nasce il problema spesso molto difficile e impegnativo da risolvere per chi è legato in qualche modo ad una persona: che fare? come intervenire?  Quando la si vede soffrire spesso nascono atroci dubbi sulla possibilità di una sua reale guarigione.
        La riflessione che si deve fare a livello energetico è logica, secondo una visione spirituale più profonda: intervenire con ogni mezzo energetico spirituale a sostegno e guarigione “dell’anima” della persona, del suo Sé superiore che agirà di conseguenza sul corpo fisico ma non si sa come, quando e con quali effetti. Tale intenzione io ed alcune persone di buona volontà la pratichiamo da tempo verso malati di patologie gravi, alcuni dei quali non sanno di essere sostenuti con la tecnica della trasmissione a distanza di energie-pensiero dell’Io Sono. E’ chiaro che essi continuano le cure e le terapie loro assegnate con l’intenzione di guarire, talvolta con risultati positivi. E’ difficile stabilire quale dei due trattamenti prevale nei risultati, comunque l’energia-pensiero trasmessa metodicamente e con intenzione amorevole fa decisamente il suo effetto, in certi casi determinante, aiuta e agevola i processi di risanamento. Infatti, quelle persone più sensibili alla ricezione dell’aiuto energetico, avvertono l’esigenza di un cambiamento nel modo di pensare ed agire nelle diverse situazioni di vita, sembrano essersi rinnovate negli interessi, negli stimoli e nel rapporto con se stesse e con gli altri, sono rinate e quindi è conseguente la guarigione del loro corpo fisico.
        In sostanza, ritengo sia giusto indirizzare con ferma e amorevole intenzione energie-pensiero-preghiere “all’anima” di chi soffre di malattie gravi, fisiche e psicosomatiche, perché comunque esse vivificano, accendono forze nuove, volontà di vivere e interessi, magari prima sconosciuti, di crescita e maturazione spirituali, sicuramente anche il fisico ne risentirà positivamente.
         Allora, quando trasmettiamo le energie-pensiero a distanza, seguiamo la logica “dell’essere”, miriamo decisamente al rafforzamento dell’aspetto spirituale di una persona appellandoci alle entità angeliche, ai maestri ascesi e anche ai santi protettori, in questi termini: “Avvolgetela di potenti energie di amore incondizionato che gli susciti la forza della fede, della speranza e del perdono, la fiducia in se stessa, l’autostima, sicurezze interiori e il coraggio di affrontare e superare ogni prova-sfida quotidiana accendendo le la gioia di essere, vivere e amare, l’entusiasmo e l’armonia”, noi non facciamo altro che rafforzare i suoi Ego psicologici fino al Sé Superiore, è una potente ed efficace iniezione di energia-pensiero che sicuramente opera una guarigione vera e reale sicura a livello spirituale.
           Chi invece segue la logica della concretezza immediata diretta  per la guarigione dei sintomi della malattia fisica, può rimanere deluso, anzi, esprimerà un giudizio abbastanza duro: - Chi ragiona in termini spirituali di fronte ad un male grave, è un illuso, visionario, strano, forse anche pericoloso perché potrebbe distogliere la persona dalle cure e dalle terapie medicali spesso molto efficaci. Ognuno è libero di scegliere la terapia pratica che più gli è consona, ma è giusto che si pensi anche, e specialmente, alla cura e alla guarigione dell’anima.
             E’ bene parlarne perché di questi tempi la terapia dell’anima occupa un posto molto importante negli interessi collettivi di carattere spirituale; ci sono molti gruppi che praticano con successi concreti la trasmissione a distanza di energie-pensiero per l’aiuto e la guarigione di persone in serie difficoltà psicosomatiche. Perché non provare?
              Ho posto intenzionalmente l’accento sulla guarigione dell’anima ma occorre anche riconoscere il valore dell’impegno per la guarigione delle malattie fisiche; in moltissimi casi essa per fortuna avviene e quando accade occorre fare altre considerazioni: molti malati attraverso il dolore, la sofferenza fisica si “perfezionano” accettando le proprie condizioni e fanno un notevole passo in avanti nella comprensione di se stessi e della vita in genere, non è una guarigione dell’anima? Superano anche il loro karma; altre, si sentono come guidate nel processo della malattia, superano ogni fase di essa con spirito di sfida e di fiducia in se stesse. Sono infinite le condizioni dei malati, ognuno nasconde in sé un mistero, un modo del tutto personale di vivere e affrontare il male, diretta conseguenza di esperienze vissute in vite precedenti.
              La necessità impellente che si avverte in questi tempi è quella di sostenere, prima di tutto, l’anima, cioè il principio divino in noi, che contiene il programma della nostra evoluzione, poi, secondo i risultati scientifici  della fisica quantica, le energie-pensiero attivate nell’individuo, hanno una influenza determinante sul fisico attivando il processo di guarigione dell’anima=guarigione del corpo.
              
         

martedì 11 marzo 2014

blog marzo 2014



Blog marzo 2014
Le logiche dell’ESSERE e dell’AVERE
      Se tu sei, tu hai! Apparentemente sembra un detto sibillino, molto strano e di difficile comprensione, completamente al di fuori della realtà concreta quotidiana; ma non è così, nasconde invece un sottile significato, da spiegare, di notevole attualità e tale da aprire la mente e la coscienza ad ampi orizzonti di novità e sperimentazione; la sua comprensione e  realizzazione può iniziare il percorso verso la libertà da condizionamenti e false credenze.
     Che significa la frase: se tu sei? Il  primo elemento della contrapposizione precisa tra i due verbi, che contraddistinguono la nostra esistenza: essere e avere, realtà ed apparenza, qualità e quantità, spiritualità e materialità, potere spirituale e possesso materiale, è la eterna distinzione tra i due piani, quello morale-spirituale (coscienza e  consapevolezza, sentimenti, controllo emotivo e rispetto, libertà e mente) = essere e quello fisico materiale ( potere e possesso, dominio e autorità, fisicità e materialità) = avere. Tale antitesi è in piena evidenza nel nostro modo di pensare e vivere quotidiano con prevalenza dell’aspetto avere; infatti, in ogni ambito di vita, dai rapporti personali alla salute, dall’autorealizzazione alla cultura alla politica…..balza in primo piano il fattore avere, guadagno, successo, mi spiego: nei rapporti personali anche sentimentali, dopo un po’ di tempo, prevale la ricerca di possesso, convenienza e interesse; nel lavoro,  il guadagno oltre il necessario ad ogni costo e nella salute, il benessere fisico in funzione di una eterna giovinezza astratta e di una bellezza apparente; nella cultura, il sapere e le conoscenze che portano a realizzazioni pratiche ed efficienti di guadagno e di potere; nella realizzazione personale, successo, carriera e volontà di vincere sempre, esaltazione dell’ego; nella politica, non ne parliamo, essere eletti significa assicurarsi per un periodo più o meno lungo, una fonte considerevole di guadagno, oltre  il successo e il potere.
      Da questo elenco sembra che i valori materiali concreti abbiano decisamente il sopravvento nella scala degli ideali che caratterizzano la cultura di una società, diciamo, delle società dei paesi avanzati e di quelli in via di sviluppo. E’ una constatazione dura ma reale che è alla base della crisi totale del periodo storico attuale.
     Siamo allora destinati ad un continuo conflitto tra i valori dell’essere e dell’avere? NO! In questo periodo dell’anima cosciente e consapevole, perché?  Mi spiego: i desideri, specie quelli rivolti al mondo concreto cioè al benessere, alla sicurezza economica ed esistenziale, al godimento al piacere dei sensi, in questo tipo di società e in questa cultura che la sostiene, sono leciti, sarebbe sciocco sforzarsi di ignorarli ed evitarli, quando li respiriamo, li assorbiamo continuamente dalla mattina alla sera, se viviamo una vita normale scandita dai telegiornali, dai programmi televisivi, specie pubblicitari, da letture di giornali, riviste ecc… 
        Ma, se ci fermiamo un attimo e riflettiamo con buon senso e consapevolezza, possiamo riuscire a capire ed evitare la conflittualità. Come?    Prendiamo ad esempio il desiderio di benessere; esso è molto pericoloso e insidioso per le difficoltà che presenta la sua realizzazione, per ogni singola persona a seconda della situazione in cui si trova, della sua cultura e livello evolutivo e della capacità di controllare pensieri, sentimenti emozioni e azioni. Per una persona normale il benessere potrebbe significare avere ogni giorno il sufficiente necessario per vivere dignitosamente soddisfacendo innanzitutto le necessità del mantenimento fisico e poi quelle della mente e dell’animo: mangiare e bere, vestirsi e curarsi e anche muoversi, divagarsi qualche volta e coltivare la mente, e questo è già abbastanza di questi tempi; se non ci si accontenta, allora  si deve sviluppare la volontà di concretizzare la capacità di controllare, i desideri, che se lasciati liberi, galoppano a briglia sciolta creando insoddisfazione, insofferenza, rabbia e paure. Ecco che si passa inavvertitamente dalla logica dell’avere, possesso, potere e acquisizione materiale, a quella dell’essere, consapevolezza, sviluppo e controllo dei desideri e pensieri, impulsi e istinti che, se non conosciuti e tenuti a freno consapevolmente, avvelenano la coscienza: la prova?     Moltissime persone non si accontentano mai di ciò che hanno, anche del sufficiente loro consentito, perché ricercano fuori le sicurezze materiali per soddisfare illusoriamente la mancanza di sicurezze interiori. Chi è sicuro di sé, chi si stima si accetta e si apprezza, controlla anche i suoi desideri, non li reprime o cancella, ma li conduce, in base alle proprie possibilità, alla loro realizzazione con intenzione consapevole provando soddisfazione e gratitudine. Chi non lo è, anche se benestante, soffre perché gli sfugge sempre qualcosa.
      Sorge spontanea una domanda: - Chi non ha il necessario per vivere una vita dignitosa, il disoccupato o il pensionato al minimo, cosa deve fare e pensare per sentirsi Uomo in senso ideale?
       Chi si trova in situazioni precarie, dovrebbe innanzitutto sforzarsi di capire, non solo la condizione reale attuale: licenziamento, impossibilità di trovare nuovi lavori, pensione minima, ma anche quale aspetto della sua vita interiore è provocato ( gli eventi non capitano mai senza una profonda e talvolta sconosciuta ragione, karma): è forse la volta buona per mettersi in gioco e sfidare la vita, fare un cambiamento di rotta, accettare una spinta a conoscersi più a fondo, a sviluppare qualità prima trascurate: coraggio, autostima e fiducia in sé, rispetto e dignità, creatività e positività? In sostanza, si passa anche in tali condizioni di sofferenza, dalla logica dell’avere a quella dell’essere, grazie alle prove-sfide che stimolano e accendono la consapevolezza e la volontà di scelta.
     Di esempi se ne possono portare illimitatamente in ogni ambito di vita, perché tutta la nostra esistenza è un esempio concreto di tale conflittualità seppure inconscia.
   Scelgo  le relazioni personali, specie sentimentali, che sono un altro campo ricchissimo di esempi che mettono in evidenza sempre più il bisogno essenziale di sicurezza con la ricerca di possesso, di controllo e di potere sull’altro (logica dell’avere), è naturale di questi tempi in cui la falsa cultura dei mass-media martella sui valori della bellezza esteriore, apparire, sul piacere egoistico dei sensi, sull’attaccamento viscerale (gelosia) tra persone legate sentimentalmente, sul desiderio di contatto fisico e di comunicazione per non sentirsi soli, che creano dipendenza, perché chi vive  l’amore in tale modo, dimostra di aver capito poco o nulla del vero sentimento di Amore….
      Lascio al lettore la libera scelta di innumerevoli esempi in ogni ambito di vita, credo che accenderebbe la sua capacità di analisi e di comprensione vera del senso della esistenza, prezioso campo di battaglia per conquistare libertà, coscienza e amore.
      Occorre fare una considerazione finale: di questi tempi  la distinzione fra logica dell’essere e dell’avere non è più valida; anche il ricco, potente e autoritario il cui cervello è una macchina per fare e gestire soldi, ha a che fare con la sua coscienza più o meno inconsciamente; paure, insicurezze, ansie e preoccupazioni lo assalgono con maggiore virulenza e responsabilità; per godersi il benessere, deve ricorrere in qualche modo a rafforzarsi nel carattere:  autoaffermazioni inconsce, meditazioni, preghiere o ricorso a psicoterapeuti? Forse potrebbe essere per lui l’inizio dello sviluppo di una certa autoconsapevolezza.
      In sostanza, l’energia-pensiero che è in noi la prima e più importante manifestazione dell’IO SONO, si fa sentire ed esige, in modo personale, di essere riconosciuta e coltivata proprio nel conflitto quotidiano tra i bisogni materiali per vivere e sopravvivere e quelli spirituali che, una volta capiti, ci danno sostentamento, la forza della conoscenza, della fede e della speranza, della fiducia e della positività, anche con l’aiuto delle entità a noi molto vicine, angeli e arcangeli; dovremmo ringraziare ogni situazione, anche la più difficile, perché il nostro personale destino ci offre l’occasione per conoscerci meglio e rafforzarci. In tale visione della vita dolori, sofferenze e privazioni ma anche gioie e gratificazioni, piacere e godimento sono gli strumenti che ci aiutano a realizzarci, a sentirci sereni e forti cittadini di questo mondo, in fin dei conti, bello e ricco di infinite gradazioni di piacere e sofferenza, sta a noi riconoscerle e viverle consapevolmente.

sabato 8 febbraio 2014

blog febbraio 2014



Blog febbraio 2014

Un modo per riconoscere e rafforzare la fiducia e l’autostima

            E’ attualmente una verità-realtà molto diffusa: la necessità di riconoscere la propria identità cioè i propri valori (oltre i difetti), le potenzialità in attesa di essere sviluppate, le caratteristiche positive e i pregi,  le tendenze e le qualità che definiscono una persona nel suo essere e manifestarsi e svilupparle potenziandole alla luce della conoscenza di se stessi e delle leggi che regolano l’energia-pensiero, la legge del karma e dell’attrazione.
        Qualsiasi cammino spirituale si inizi a percorrere per migliorarsi, ad un certo punto si incontra tale necessità da affrontare  confrontandosi con essa: la fiducia in sé e l’autostima. Quando si tratta di crescita personale, di maturazione psicospirituale, viene fuori immancabilmente il problema della fiducia, della sicurezza e dell’autostima che sono le fondamenta su cui costruire la propria identità; infatti, tutte le tecniche per una crescita spirituale sviluppando determinate qualità, attitudini e energie si basano sulla sicurezza interiore o prima, come prerequisito o dopo, come obiettivo da raggiungere.  Perciò è necessario seguire una certa disciplina semplice diretta concreta e praticarla con costanza. Si può iniziare dall’osservazione di alcuni semplici fatti quotidiani considerandoli come occasione per fare l’esercizio dicendosi: - Oggi desidero superare la paura per l’incontro con quella persona importante e poter dire ciò che penso affermando così la mia personalità con diplomazia e determinazione, la mia identità dando il meglio di me stesso. Può capitare che la prima volta non si riesca ma ritentando, alla fine la prova si supera. Le occasioni per esercitarsi sono infinite, ogni momento della giornata può prestarsi a simili esercizi.
       Intanto è opportuno lavorare su di sé con autoaffermazioni e preghiere mirate chiedendo l’aiuto agli arcangeli e a Cristiano Rosacroce, che sicuramente rafforzano la sicurezza, l’autostima e la fiducia in sé; poi, la sera, riflettendo sui contenuti e i modi con cui abbiamo  affrontato le nostre esperienze quotidiane, si può capire molto di noi, riconoscere qualità, magari fino ad allora nascoste, e difetti da correggere, si apre un mondo nuovo che supera i soliti schemi cui si è abituati da una vita ma che ci portiamo dietro con il karma passato. Il lavoro può continuare indirizzando, nel corso della giornata, i nostri pensieri ed emozioni verso quadri mentali ed emozionali positivi in cui siamo noi a prendere decisioni, a controllare  le situazioni, a darci suggerimenti, a discutere attivamente sui problemi in modo da sentirci pronti e allenati quando incontreremo nella realtà situazioni simili a quelle “pensate”. Interiormente, ci si deve sempre sentire all’altezza delle circostanze pensandosi sicuri, stabili e fiduciosi.
        L’obiezione più comune è quella che dice: - Io non gliela faccio più, sono stanco e sfiduciato, privo di stimoli e interessi, in poche parole mi sento “un morto che cammina”. C’è una sola risposta a tale obiezione: - Se sei un Uomo che tiene alla propria dignità con un po’ di orgoglio e amor proprio e con un minimo di volontà, dovresti fare uno sforzo, un tentativo di costruirti la tua identità, sicura forte e ricca di sviluppi futuri molto positivi e gratificanti.
        Quindi, volontà, pazienza e costanza per iniziare un cammino nuovo sostenuto da autoaffermazioni interiormente e esteriormente da coraggio per affrontare sfide e prove quotidiane. Se sei un Uomo/Donna  dignitoso e fiero, con un minimo di amor proprio, devi farcela. Sensi di colpa, di vergogna e insicurezza all’inizio verranno fuori dal tuo subconscio, ti sbarreranno la strada ma se tieni duro attenendoti alla conoscenza della legge dell’attrazione, del pensiero positivo, facendo esercizi con costanza e amore, riuscirai ad affermare la tua forza personale, la tua identità, sei o non sei un Uomo/Donna?
       Un altro pensiero-emozione importante, che ti può aiutare molto nei momenti di crisi, è quello di sapere che puoi avere un certo valore per qualcuno, potrebbe essere un aspetto secondario ma sempre di un certo effetto, se quel qualcuno è una persona stimata, amata e importante nella tua vita: - Se conto per lui/lei, è segno che un valore intrinseco ce l’ho, a maggior ragione devo rafforzare tale valore.
       Ecco alcuni consigli per rafforzare la propria energia vitale con il pensiero positivo:
1)      Quel che pensi, sei, ricordalo sempre!!!
2)      Cerca di capire con serenità il senso profondo della tua vita, i suoi misteri e anche la “magia” dei momenti belli, unici e indimenticabili, ma anche la vita altrui è sempre un mistero da svelare, spesso di grande valore.
3)      Accettati come sei e credi anche nella forza che chiamiamo “divina” che è racchiusa in te, che ti guida e suggerisce  cosa devi fare in certe situazioni, è di grande aiuto e conforto, difesa e sicurezza.
4)      Rimani fedele a te stesso/a, ai tuoi valori, a ciò che ti risulta giusto, vero e buono perché sperimentato; rafforza con l’esperienza il tuo nucleo interiore, credici, coltivalo e consideralo sacro, anche se talvolta te lo calpestano persone e situazioni.
5)      Sii Uomo/Donna di fede, dignitoso e sicuro dei tuoi poteri e possibilità, credi anche al “miracolo”, se tu vuoi, lo puoi (nei limiti delle tue possibilità).
6)      Guarda la tua vita e quella degli altri cercando i motivi di gioia, di piacere e di bellezza, amore e gratitudine, ce ne sono tanti per tutti e anche per te, basta togliersi gli occhiali neri della negatività, del nervosismo e del pessimismo, delle paure e delle false aspettative.
7)      Sentiti ben centrato, specie quando combatti, soffri e preghi e ricorda sempre che sei “una scintilla divina” ingabbiata nel tuo corpo, tempio dell’anima, che ha l’infinito di fronte a sé, il vero, il bello il giusto….e un radioso futuro, se tu vuoi. 
   Gli esercizi “interni” che si possono fare per rafforzare la fiducia in sé e l’autostima sono infiniti e molto semplici e consistono nel recitare autoaffermazioni e preghiere e nello sperimentarsi con coraggio e spirito nuovo affrontando sfide e prove quotidiane.
   Gli esercizi “esterni” sono i più vari, occorre stabilire volta per volta la prova-sfida da superare, le occasioni nella quotidianità sono illimitate: in famiglia, con il partner,  con i colleghi nel lavoro, con la gente comune….; gli esercizi “interni” sono i prerequisiti che vanno sviluppati con molta attenzione, interesse e amore, si possono sintetizzare in alcune autoaffermazioni:
1) Io Sono calmo/a, sicuro, determinato in quel che faccio; ho piena fiducia in me, coraggio autostima per quel che sono e che ho.
2) Ho fiducia assoluta nelle mie capacità e potenzialità; scopro sempre più i lati positivi del mio corpo e del mio carattere e sono sicuro/a di me in ogni occasione.
         Il consiglio più diretto e utile che si possa dare è quello di sforzarsi di fare esercizi con determinazione e convinzione, perché noi siamo unici, indistruttibili, eterni e perfettibili; è un  nostro dovere accendere e alimentare la “scintilla divina” in noi, non sono solo belle parole ma un programma di vita che merita ogni sacrificio iniziale e tanta gratificazione.