giovedì 2 dicembre 2010

Gioventù e maturità crescente

Blog dicembre 2010


 

Di questi tempi non si sente parlare d'altro che di giovinezza in tutte le sue espressioni e si sottovaluta la maturità che avanza: nello sport (è chiaro), nella moda (si può capire) ma in specie nei comportamenti quotidiani e nello stile di vita per cui persone mature e adulte si atteggiano, per non essere criticate, a giovani poco più che adolescenti, suscitando talvolta un sorriso bonario di compatimento che può talvolta essere scambiato per invidia.

Ciò è dovuto ad una esigenza profonda di mantenere positività, energia viva e sempre rinnovabile, originalità e adeguamento costante ai cambiamenti che avvengono con grande rapidità nella società in cui viviamo, suggeriti dai mass-media, ma questo è il senso positivo che percepisce una persona adulta, non sicuramente i giovani che mancano di esperienza e di ideali morali adeguati, essi ne colgono solo gli aspetti esteriori privi del minimo sostegno morale fondato sulla esigenza di una crescita personale e li esasperano al massimo; basti notare la funzione martellante dei mass-media che trasmettono modelli sempre nuovi in ogni campo, dalla tecnologia più avanzata, alla moda e alla cultura del corpo, all'arredamento più originale e giovanile della casa, ma è molto difficile sentire, salvo rare eccezioni, reali proposte e stimoli a mantenere giovane non solo il corpo ma anche la psiche, per aumentare l'energia mentale creativa, per superare la paura e le negatività in genere e il decadimento non solo fisico, per sviluppare concrete capacità di affrontare una crescita morale e spirituale della persona.

Indubbiamente siamo nel periodo storico in cui ognuno, giovane o anziano, è lasciato a se stesso libero di seguire ciò che meglio fa per lui per autorealizzarsi ma tale parola autorealizzazione, se viene accolta come programma di vita, è uno stimolo notevole a lavorare sul proprio carattere per migliorarlo affrontando gli eventi quotidiani come occasioni di prove e di sfide con se stessi; ma così come si svolge la vita sociale e morale cominciando dalla famiglia e dalla scuola alle relazioni interpersonali a tutti i livelli, i valori della forza e della originalità, della novità e della curiosità, della modernità e dell'aggiornamento continuo proprio della giovinezza, sono valori solo esteriori privi di qualsiasi significato ideale riferendosi all'esteriorità e all'apparenza perché la maggioranza dei giovani ha paura della vita, non ha certezze spirituali, non è stimolata a capire il senso profondo delle esperienze, in poche parole non sa sfruttare a pieno gli aspetti positivi della gioventù, quando questa passa, allora i più sensibili se ne accorgono.

Invece le persone mature in crescita, se si risvegliano ai bisogni spirituali che con l'età si fanno sempre più forti ed impellenti, possono veramente attraverso lo sviluppo della consapevolezza e l'interesse per una crescita evolutiva, raggiungere un soddisfacente stato di serena accettazione, di consenso e stima di sé.

Sulla carta i maturi crescenti hanno diverse possibilità di sentirsi più realizzati ma hanno un nemico temibile che li attacca subdolamente e non li molla, i modelli di efficienza e di bellezza fisica molto condizionanti ma estremamente superficiali. I maturi, a seconda dell'età, (la sapienza numerologica la suddivide in 3 cicli di 27 anni ciascuno) avvertono gli stimoli, intorno ai 50, per sviluppare una conoscenza che scenda più in profondità e risponda ai quesiti esistenziali: - Chi sono io? Che senso hanno la vita e la morte, le malattie e le esperienze negative? ricercando risposte soddisfacenti che diano sicurezze e un sereno stato d'animo di equilibrio e armonia.

Analizzandosi con obiettività ci si accorge che quanto più si avanza nell'età, tanto più nelle persone sensibili e mature si accende il bisogno di certezze interiori e interessi che soddisfino la voglia di conoscersi e conoscere. Se poi una persona matura conserva il suo entusiasmo giovanile, la curiosità e il desiderio di aggiornarsi e modernizzarsi continuamente, ritengo che avanzi crescendo nella giusta misura.

Molti rimpiangono la propria giovinezza perché hanno perduto diverse occasioni e possibilità di realizzare ciò che ancora desiderano ma in compenso apprezzano molto di più il loro stato attuale e quegli sprazzi di vitalità giovanile che spesso capitano; nessuno meglio di un maturo sa apprezzare la bellezza e tutti gli aspetti giovanili specie nelle esperienze sentimentali non superficiali ma consapevolmente vissute e in quelle di lavoro e di cultura.

Il maturo sa che cosa dà nei sentimenti, nelle emozioni e nei pensieri, sa cosa prende in cambio ma nella maggioranza dei casi dà di più a meno che non sia un inconsapevole, insensibile e complessato con molti aspetti del suo carattere non espressi armoniosamente e al momento giusto in giovinezza.

Voglio far capire ai maturi crescenti come me, o giù di lì, che la vita offre occasioni di ricercare e apprezzare ed esprimere, valori decisamente soddisfacenti: l'amicizia amorevole, la conoscenza a tutti i livelli, l'arte attiva cioè creativa e come fruizione del bello, la disponibilità e la condivisione partecipazione alla vita altrui, l'attività culturale in cui si esprimano i frutti di esperienze di studio e ricerca, l'amore per la natura per tutto ciò che offre a persone sensibili ….. purché si conservi l'animo aperto all'apprezzamento del bello, del vero e del bene.

La domanda bruciante è però questa: - Come la mettiamo con la decadenza del corpo fisico? La risposta è per ognuno uno stimolo a cercare il giusto equilibrio tra fisico e psicomentale nel senso che occorre senz'altro rendersi conto di certi limiti che si accentuano sempre più col tempo, accettarli e conviverci senza lasciarsi troppo condizionare.

Nella ricerca di tale equilibrio si manifesta il valore e lo spessore dell'individuo; conosco persone in età avanzata, 85-90 anni e oltre, che mantengono la mente lucida e attiva e una psiche piena di interessi e disponibilità verso il prossimo e la vita in genere, con cui è sempre motivo di arricchimento parlare e frequentarli; non sono quelle persone che ti scaricano addosso l'elenco dei loro disturbi e malattie pretendendo attenzione ma partecipano e condividono le esperienze altrui con spirito giovanile: è una conquista che non tutti sanno fare ma sarebbe giusto almeno tentarci.

Il corpo fisico va rispettato e curato ma inteso anche come strumento della mente e del cuore nel senso che non deve essere solo goduto fine a se stesso ( molte persone lo curano soltanto per goderne l'aspetto esteriore narcisistico) ma come mezzo per realizzare intenti e aspirazioni, progetti e sogni.

Quando il fisico è considerato strumento per una realizzazione spirituale nel mondo materiale, non è più esso che condiziona ma la coscienza, lo spirito dell'individuo che lo conduce e guida; ci sono tantissimi esempi di persone molto anziane per le quali la vita sembra essersi arrestata, nel campo della scienza, della medicina, della religione, della cultura e delle esperienze socio-politiche non solo del nostro paese, che esprimono saggezza sofferta e sperimentata, come una luce indicante la direzione da seguire per una vita che merita di essere affrontata e vissuta con amore.

Il giovane raramente può essere faro di luce perché deve consumare il suo karma ricco ancora di desideri, istinti e impulsi che vanno vissuti fino in fondo per essere realizzati ed esauriti. Ecco perché si stimolano i giovani a sviluppare la consapevolezza delle proprie potenzialità pregi e difetti, appunto perché così riescono a rafforzare le energie che daranno frutti ricchi nell'età matura.

Insomma la vita va capita e apprezzata nel suo ritmo di sviluppo ciclico: infanzia, adolescenza, gioventù e maturità crescente per sfruttarne tutte le occasioni che può offrire sempre in rapporto al karma personale. L'aspetto che crea talvolta un non so che di rabbia è che si capiscono certe verità e realtà quando le occasioni sono già passate ma, consolazione tardiva ma sempre valida, la consapevolezza ben gestita conserva il senso dell'eterno, cioè il continuo rapporto con la spiritualità che rettamente intesa supera le barriere del tempo. Credete, non sono solo parole!! Si tratta di superare le normali barriere del tempo e dello spazio da cui la nostra mente terrena è condizionata (la fisica quantistica aiuta molto in questo senso), allora la maturità crescente si accetta, si apprezza e diventa fonte di soddisfazione e gratificazione perché fa conoscere aspetti, anche nell'amore, che un giovane sotto la tempesta degli ormoni che impazzano non può immaginare né vivere. Provare per credere!!!


 


 

blog dicembre 2010

mercoledì 1 dicembre 2010

giovedì 4 novembre 2010

blog novembre 2010

ACCETTAZIONE CONSAPEVOLE DI SE'


Risulta ormai da molto lunga esperienza che le persone che si conoscono nella loro natura fisica e psico spirituale e di conseguenza sviluppano accettazione consapevole e stima di sé, in poche parole si amano, raggiungono più facilmente successo, soddisfazione e senso di completezza in tutte le loro manifestazioni di vita.
Quindi, riconoscere la necessità di amarsi e rispettarsi apprezzandosi e la pratica quotidiana della accettazione e dell'amore di sé, sono la via più sicura, la base su cui costruire una solida vita spirituale, intessuta di pensieri, sentimenti ed emozioni vere, che conduce ad una conoscenza reale e molto soddisfacente delle leggi e del senso della vita con conseguenze dirette sulla propria realizzazione; altrimenti è come costruire castelli di sabbia sulla riva del mare e vivere in una continua illusione di essere.
Ma si deve procedere per gradi: 1) accettarci come siamo fisicamente e il nostro livello culturale, sociale e spirituale con la consapevole determinazione e intento di fare qualcosa per migliorarci; 2) convincerci con fermezza che i cosiddetti difetti non sono altro che alcune nostre caratteristiche che si esprimono non sempre al positivo.
A questo punto però occorre chiarirci a fondo le idee sul modo di valutare noi stessi e in specie su chi può esprimere giudizi validi sul nostro stato di essere e di comportarci: infatti, le qualità che noi abbiamo ed esprimiamo nel vivere quotidiano, sono caratteristiche radicate nel nostro essere (DNA spirituale), sono il bagaglio di vite e vite di esperienze negative e positive, sempre oggetto da parte nostra di rispetto, di analisi e conoscenza per migliorarci, se lo vogliamo.
Se tali peculiarità possono creare difficoltà, conflitti e contrarietà in relazione con il prossimo, allora saremo impegnati in una seria ricerca per stabilire se sono effettivamente le nostre caratteristiche o quelle degli altri a creare nella dinamica dei rapporti interpersonali conflitti e difficoltà; è un lavoro molto sottile che richiede onestà e capacità di controllarsi e valutare obiettivamente il nostro operato.
Però quando facciamo un elenco per avere una visione d'assieme delle nostre doti caratteriali, non dobbiamo lasciarci prendere dall'impulso di giudicarle negativamente: infatti, dietro tali giudizi ci sono condizionamenti sociali, culturali, della moda dei tempi e ciò non deve togliere fiducia ed energia al serio ricercatore di consapevolezza e armonia con se stesso e con gli altri.
Viene spontanea la domanda: - Ma chi ha stabilito e con quale diritto che le misure del fisico femminile debbano essere quelle e proprio quelle pubblicate nelle riviste di moda o altre? (Questo è un problema molto pesante che condiziona il mondo delle adolescenti e oltre di tutti i paesi sviluppati, con gravi conseguenze a tutti i livelli). E chi ha decretato per legge che le prestazioni sessuali di un uomo comune debbano svolgersi secondo i modelli dei film erotici sostenute da determinate misure dell'organo sessuale? (Altro problema con gravi risvolti nei rapporti di coppia)
Se ci si libera da tali condizionamenti, il rapporto con se stessi diventa più positivo, naturale e costruttivo perché si giunge alla conclusione che noi tutti siamo fatti così e così e che i giudizi positivi o negativi sulla nostra più profonda identità dipendono spesso da fattori esterni a noi; solo se riconosciamo la obiettiva necessità di cambiarci in alcuni nostri aspetti del carattere o del fisico, lo dobbiamo fare per soddisfare noi e non per il modo comune di giudicare e valutare.
Allora siamo fatti così e ci dobbiamo amare e difendere permettendo solo a noi di operare i cambiamenti voluti (compito non facile ma possibile); dobbiamo effettuare la trasformazione di noi stessi con le dovute cautele, con il dovuto rispetto e con stima e considerazione, insomma con infinito amore, partendo sempre dalla concreta realtà del nostro essere. (Ci si può aiutare per conoscerci con la numerologia karmica, studio profondo della natura umana)
I sensi di colpa, di incapacità e di inadeguatezza, che ci hanno perseguitato fin da giovanissimi, scompaiono perché ci si accorge che, da un'analisi obiettiva e serena, nascevano da mancanza di amorevole disponibilità e considerazione verso noi stessi, non ci accettavamo o anche da carenza di amore in età infantile e adolescenziale o da rigidezza morale dovuta ad ignoranza di certe regole di comportamento che solo l'esperienza insegna.
Sì, proprio l'esperienza che con gioia e dolore ti fa capire e apprezzare il segreto della crescita. Tale maturazione psicospirituale non avviene così per caso, è sempre conseguenza di eventi e situazioni che stimolano le forze profonde dell'individuo, spesso con sofferenze, paure e mancanza di fiducia e lo spingono a mettersi in gioco e a buttarsi nelle prove e nelle sfide che vissute con consapevolezza fanno capire la via da seguire.
Superata la fase viva della prova vissuta, si capisce che quell'esperienza è servita a far capire una determinata cosa, la giustezza o meno di un certo comportamento, insomma è stata uno scatto di vita, anzi certe persone affermano che proprio nei momenti più difficili di dolore e sofferenza riescono a raggiungere alti livelli di consapevolezza e di profonda stima e accettazione di sé.
In quei momenti ripassano in rassegna gli eventi più importanti della loro esistenza e li inquadrano, direi, in un programma di crescita evolutiva portando rispetto e gratitudine proprio a quelli che li hanno fatti più soffrire, sembrerebbe strano ma il nostro Io profondo sa riconoscere e giudicare persone ed eventi con saggezza e amore.
Durante tale esperienza, cadono il rancore, la rabbia e il risentimento che comunemente si sentono nei confronti della vita e delle persone, nasce nel cuore una serenità e una pace costruttiva che giace e sonnecchia nelle profondità della nostra anima, dovute al fatto che ci sentiamo uniti, fusi e compenetrati nel nostro Io reale, conseguenza di un processo che inizia dall'accettazione diretta di se stessi.
E' doveroso affermare che per giungere a tale serena pace si possono seguire molte vie e tecniche, ce ne sono sul “mercato” moltissime più o meno valide e adatte ai diversi individui, ognuno rettamente intenzionato, troverà la sua. Però occorre affermare con fermezza che è necessario fare esercizi quotidiani come quelli che si consigliano nell'autoterapia, via semplice ma efficace che richiede solo attenzione e costanza nel ripetere determinate formule per sanare, rigenerare e rafforzare aspetti del carattere e del fisico.

Esercizi

Occorre fare una distinzione sul tipo di esercizi da eseguire: se sono di carattere interiore, cioè di rafforzamento e di sviluppo di qualità psicomentali e spirituali, di consapevolezza e di esperienza di dimensioni diverse, ti devi concentrare sull’idea o schema mentale, molto chiari e precisi nei particolari, da realizzare con costanza e determinazione, fino a quando non hai risultati apprezzabili; se, invece, sono di carattere operativo, cioè legati al contesto quotidiano, nel senso che richiedono lo sviluppo di qualità relative ai rapporti relazionali o a situazioni concrete, allora devi sforzarti di controllare e dominare le tue reazioni per realizzare la qualità scelta: l’accettazione consapevole o il rispetto dell’altro, o la comprensione ecc…
Ecco gli esercizi relativi all’accettazione degli aspetti negativi del corpo fisico: 1) guardati con serena obiettività allo specchio con sguardo critico, ma rivolto a riconoscere e ad apprezzare particolari e caratteristiche positive mai prima scoperte del tuo corpo (ce ne sono molti che tu ignori perché male informato), accettali, dapprima compenetrandoli di sentimenti positivi, poi, consapevolmente riconoscili e apprezzali, (ci devi credere fermamente) recitando una formula simile per 15-20 volte: “Mi accetto totalmente riconoscendo e apprezzando tutti quegli aspetti fisici che mi caratterizzano, molto personali e originali”.
Quelli relativi alle qualità interiori: 2) fatti un esame consapevole delle tue potenzialità e qualità positive, dei tuoi limiti e difetti, ma in modo sereno e obiettivo non autodistruttivo e negativo, come spesso accade, per riconoscere specialmente i pregi e per fare leva su di essi al fine di suscitare fiducia e considerazione di te stesso; quindi in uno stato di rilassamento, ripeti 15-20 volte questa formula: “Mi accetto totalmente con rispetto e considerazione, animato dalla volontà di migliorare e potenziare i miei pregi; sono serenamente armonico e equilibrato”.
Quelli relativi al controllo delle reazioni nel contesto quotidiano, (ripeti 15-20 volte): 3) “ Capisco il comportamento di quella persona (nominarla) e l’accetto perché ognuno ha le sue peculiari caratteristiche, come io ho le mie, da comprendere e da rispettare; 4) ”Accetto questa situazione perché mi fa conoscere un aspetto di me, che voglio migliorare”.

Modalità degli esercizi

Un consiglio molto importante (prima di iniziare gli esercizi) da seguire e ricordare è quello di non combattere con la normale ragione sentimenti ed emozioni, forme pensiero e quadri mentali che sorgono durante la recita o l’ascolto delle formule per un semplice motivo: quando si lotta contro un pensiero o un desiderio per sostituirlo con altri, si finisce purtroppo per potenziarli. Pertanto, è consigliabile non opporre alcuna resistenza conscia o inconscia, perché la ripetizione monotona della formula finisce con lo spazzare via ogni interferenza.
Le modalità dell’esercizio sono semplicissime: rilassarsi per alcuni minuti, distesi o seduti, appena svegli o prima di addormentarsi o in altri momenti e ripetere 15-20 volte la formula a memoria o leggerla o ascoltarla registrata con voce calma e suadente.

Alcune formule mirate

Desideriamo fornire al lettore l’elenco delle formule mirate a risolvere i singoli problemi iniziando con una di base mirata a rafforzare o a suscitare l’accettazione e la fiducia in sé come individuo autonomo e indipendente:
1) Mi accetto totalmente nel corpo e nella mente apprezzandomi come sono nei limiti e nei pregi, riconoscendo aspetti positivi e costruttivi; sono animato da grande entusiasmo e volontà di migliorarmi per diventare una persona positiva, attiva e creativa;
e con altre due che mirano ad una disponibilità ed apertura alla forza amore e alle esperienze varie della vita:
2) Espando continuamente ed inesauribilmente la forza Amore aprendomi con generosità altruismo e positività per mia libera scelta a rapporti, situazioni ed eventi anche difficili e conflittuali, senza volere nulla in cambio;
3) Apprezzo intensamente ogni aspetto della mia vita vivendo il presente con la gioia di essere di vivere e di amare e con entusiasmo creativo; sono sempre vivo, pieno di interessi e iniziative.
Ora suggeriamo altre formule mirate a risvegliare una forza interiore tale da creare serenità ed entusiasmo nel pensare e nell’agire e pieno controllo e dominio sulla negatività che il vivere quotidiano suscita continuamente:
4) Accetto consapevolmente e con disponibilità ogni situazione, sviluppando una notevole forza interiore che mi rende sempre nuovo e sereno, consapevole ed efficiente in ogni attimo con entusiasmo dedizione e grande positività;
5) Vado acquistando pieno controllo mentale ed emotivo sullo sperimentare quotidiano vivendo ogni situazione positivamente dando il mio migliore contributo, libero e gioioso.
6) Sviluppo sempre più equilibrio psicofisicomentale, disponibilità totale verso eventi e situazioni, persone e cose che mi danno serenità e suscitano gioiosa partecipazione con atteggiamento libero, creativo e amorevole disinvoltura.

domenica 3 ottobre 2010

Il malessere quotidiano

Blog ottobre 2010


Il malessere quotidiano

Il mattino, quando ci si sveglia, si può provare un certo malessere sia di carattere fisico: dolori diffusi alla cervicale, alle gambe, alla schiena, allo stomaco ….. che di carattere psichico e spirituale, un po' più temibile per le sue ripercussioni sull'equilibrio della persona: incapacità e paura di affrontare problemi, situazioni e rapporti difficili, il male di vivere, disorientamento, confusione, ansia e angoscia accompagnati dalla solita domanda: che devo fare?
Un quadro non molto positivo che sembrerebbe talvolta senza speranza di miglioramento ma purtroppo molto diffuso in questo periodo in cui specie dall'esterno rapporti interpersonali difficili e complicati e mass-media con notizie di situazioni sociali e politiche di casa nostra e internazionali influenzate dal terrorismo, dai disastri ambientali e climatici non fanno altro che influenzare al negativo e condizionare lo stato d'animo delle persone.
Subito una domanda: quale può essere una concausa profonda di tale malessere così diffuso?
Una immediata risposta: mancanza di amore prima verso se stessi e poi verso gli altri.
Infatti, non amare se stessi significa trascurare la parte più sacra e divina di sé, che deve essere conosciuta e accettata, pena la presa in giro di se stessi e lo sforzo inutile di avvicinarsi alla spiritualità e la perdita di reali e concrete energie vitali capaci di aiutare a risolvere i problemi.
Il malessere psicofisico si combatte e si vince molto spesso riconoscendo tutti gli aspetti positivi, pregi e virtù (sono tanti e trascurati) che vanno sviluppati ed esercitati per raggiungere il massimo delle loro potenzialità, ciò significa praticamente rafforzare la propria individualità con la conoscenza, con tutte le tecniche possibili, con tutti i mezzi leciti possibili per rafforzare i propri ego che crescono con la fiducia e la determinazione.
Desidero aprire una piccola parentesi di metodo: se si vogliono raggiungere dei risultati in qualsiasi campo, occorre, almeno al minimo, darsi da fare, mettersi in gioco continuamente, avviare un percorso di prove, esercizi, sfide e ricerca, altrimenti è meglio rinunciare ad una trasformazione di se stessi e dedicarsi con impegno ad interessi normali quotidiani senza grilli in testa.
Il lavoro di rafforzamento dei propri ego è essenziale e basilare, sono le fondamenta in cemento armato dell'edificio del nostro essere che resistono ad ogni scossa sismica.
E' facile constatarlo: ci sono molte persone (io ne conosco) che di fronte a qualsiasi evento anche doloroso reagiscono bene, perché hanno fiducia in sé e fanno funzionare la parte divina (il sé Superiore) che affronta e risolve anche le situazioni più difficili.
Questo potrebbe essere il ragionamento che seguono: “ Caro me stesso, come vedi, io sono fatto così con pregi e difetti, tale è la mia realtà, ad essa non posso sfuggire, però cerco sempre di sfruttare gli aspetti e le energie positive che mi possono permettere, anche nelle situazioni più difficili e disastrose, di mantenere fede a me stesso, di difendere la mia dignità, di riconoscere la mia identità”, tradotto in parole semplici e concrete, significa non abbatterci, riconoscere le nostre specifiche caratteristiche, tutte positive e negative, sforzarci di usarle per risolvere i problemi concreti, pratici che si presentano quotidianamente.
In tale maniera vengono rimossi particolarmente i sensi di colpa, i rimorsi, il senso di non essere all'altezza delle situazioni, sentimenti che avvelenano la psiche.
E' questo il momento dell'accettazione amorevole di noi stessi, quando di fronte all'analisi della nostra vita, balzano chiari tutti i momenti in cui siamo stati così, abbiamo pensato così, abbiamo agito così, con conseguenze evidenti ma abbiamo la certezza di aver fatto certe esperienze; tutte ci hanno condotto dove siamo ora materialmente e spiritualmente, così doveva essere ma guai a sentirci colpevoli o manchevoli anzi dovremmo essere grati al karma che ci ha fatto soffrire e gioire per farci capire il senso della nostra vita, sì, prima della nostra poi dell'esistenza in genere.
Come faremmo altrimenti a raggiungere e apprezzare la serena soddisfazione che solo l'equilibrio e il coraggio, il rispetto, l'accettazione e il perdono di sé e degli altri e lo scioglimento del senso di colpa possono dare?
Occorre capire bene una volta per tutte che quando soffriamo dolori anche fisici
e malessere psicospirituale, è importante sforzarsi di trasformare, all'inizio d'istinto, poi con consapevolezza, lo stato negativo e pesante nel suo opposto positivo, leggero e costruttivo; bisogna fare tale operazione, se no siamo sempre daccapo.
A tale esortazione e consiglio ci sono persone e sono molte, che rispondono: “Ma dove posso trovare la forza, perché di energia psicofisica si tratta, per operare tale cambiamento?”.
La risposta è immediata:” Ci sono mille risorse, mille tecniche, mille modi per suscitarla”: la fiducia in sé, la fede profonda e incrollabile nella positività della vita, l'accettazione e il perdono, l'amore altruistico, la creatività, le terapie psicomentali, la preghiera-telementazione, la coscienza dell'IO SONO........purché ci sia la scelta e la volontà di fare qualcosa, poi la coscienza risvegliata sarà la guida sicura.
E' giunto il momento, è nell'aria da diverso tempo, in cui tutti avvertono che occorre fare uno sforzo, seguire una strada, condividere tentativi di soluzioni comuni, quindi rimbocchiamoci le maniche e con piena consapevolezza diamo il via al processo di trasformazione; non esistono se o ma, perché la posta in gioco è troppo alta: liberarsi dalla paura, dall'ansia,dall'insoddisfazione e dallo sgomento che la società in cui viviamo suscita con le sue imposizioni e la sua logica, quella consumistica: una situazione mi porta guadagno? Allora è positiva, non mi porta vantaggi materiali o morali? Allora è negativa. Chi me lo fa fare a sforzarmi per risultai incerti?
Quindi, liberarsi da tale mentalità è lo sforzo più significativo e risolutore, perché, ripeto; l'esperienza è il mezzo per crescere e maturare, accettarla è giusto, stabilire poi se è negativa o positiva è il passo successivo e solo noi possiamo definirla in rapporto alle possibilità di crescita evolutiva.
Il consiglio più concreto che nasce da tale chiacchierata, sperimentato diverse volte da me e da altre persone intenzionate a guarire da simile “malattia”, è quello di provare, provare e riprovare fino a quando non si ottiene un “minimissimo” risultato che funge da lievito, perché il malessere può essere psicosomatico e quindi guaribile, purché ci sia un minimo di volontà, nulla viene regalato, tutto va conquistato con sacrificio e sforzo. Il cielo non regala più i suoi doni, ce li dobbiamo conquistare noi con i nostri sforzi e sacrifici ed anche con grande gioia.

Una breve nota personale: ho iniziato a scrivere questo articolo con forti diffusi dolori alle gambe, ebbene, alla fine mi sono sentito vivo e arzillo come un grillo, suggestione? Non credo, sono troppo vecchio ed esperto per cadere in qualsiasi trappola.....


P.S.
Parlando di tale problema con diverse persone intenzionate ad operare in sé cambiamenti profondi e quindi a percorrere il sentiero della consapevolezza, mi sono accorto che tutte arrivano alla scelta di lavorare su se stesse e al quadro abbastanza chiaro dei pregi e difetti su cui operare ma a quasi tutte manca la forza che aiuta, sostiene e crea entusiasmo.
Allora sorge spontanea la domanda:- Come faccio ad ottenerla?
Per rispondere concretamente occorre aprire la parentesi dell'intervento esterno di aiuto, cioè ricorrere con la preghiera-invocazione ad entità altissime che attendono di essere invocate da chi desidera migliorarsi per intervenire e intervengono talvolta miracolosamente: angelo custode, Cristiano Rosacroce, Michele Arcangelo (il più adatto, secondo la tradizione esoterica cristica) e/o altre entità di altre religioni o tradizioni.
Io mi permetto di suggerire una invocazione che a me dà moltissimo.

Michele Arcangelo, ministro della giustizia e dell'amore divini, ti invoco
con umiltà e devozione: Sii costantemente presente nel mio cuore e nella mia mente con la tua infinita luce di verità e amore; aiutami a capire e a
realizzare i processi spirituali che mi aprono all'energia di bellezza
giustizia e amore, base di una vita gioiosa e serena, consapevole e fattiva;
accendi nel mio cuore la fiamma della condivisione, dell'accettazione e del perdono totale di me stesso e degli altri; fa' che ogni momento della mia giornata sia un'occasione di creare e spandere l'amore, la libertà, il rispetto e la verità con entusiasmo e gioia.
Arcangelo Michele, guidami, illuminami e sostienimi con la tua infinita energia di luce e amore durante il lavoro su me stesso e dammi la forza......
Padre nostro.........

lunedì 6 settembre 2010

Blog settembre 2010

COSCIENZA UNITARIA

E' molto forte la necessità di sentirsi uniti “al tutto”, nei pensieri, nei sentimenti ed emozioni, perché ci si accorge che l'individuo nella sua personale autonomia, indipendenza e libertà non soddisfa più completamente il desiderio di unione e collaborazione con la natura e con i suoi simili, anzi se non si controlla, se ne allontana sempre più.
Esso non riesce a costruire una comunità senza limiti di razza, di religione, di ceto e di cultura tale da garantire ad ogni essere umano la libera appartenenza al pianeta terra, insieme di natura e umanità, nel pieno rispetto e stima totale reciproca.
Le vie per raggiungere questo ideale così alto di unione con “il tutto” sono infinite, tante quante sono gli esseri umani che le percorrono ma è opportuno subito segnare alcune linee direzionali comuni utili a facilitare tale percorso.
La coscienza unitaria per affermarsi deve essere conosciuta almeno in alcune caratteristiche essenziali che servono a orientare e focalizzare tutta l'energia individuale, mentale ed emozionale al suo raggiungimento.
E' un lavoro particolarmente sottile e fine, dapprima a livello di pensiero, poi a livello emozionale.
Nell'attività pensante ci si dovrebbe innanzitutto familiarizzare con il pensiero altruistico, ciò non significa che si debba soffocare l'egoismo, l'attenzione cioè all'insieme degli interessi, dei bisogni, della convenienza e del vantaggio personali; anzi più è forte il sano senso egoico, la considerazione di essere il centro di ogni relazione e di subordinare a se stesso ogni valutazione della realtà, se subentra il pensiero che esiste anche l'altro con gli stessi problemi e interessi, allora più forte può scattare la tendenza altruistica, il piacere di aiutare, di condividere, la generosità magnanima che avvicina e unisce due livelli evolutivi o sociali, culturali molto distanti tra loro, come l'evoluto e il non evoluto, chi è colto e l'ignorante ….
Ciò è possibile, per esempio, sia sul piano psico spirituale con la trasmissione di energie mentali-vitali a chi ha bisogno attraverso la telementazione-preghiera o con consigli saggi e pertinenti o con l'ascolto disponibile delle sue vicende e problemi personali, sia sul piano materiale con aiuti concreti o ancora con il mettere a disposizione la propria esperienza in un determinato campo senza alcun interesse personale.
Tale forma molto importante di altruismo è possibile quando l'individuo è abbastanza forte, supera controlla e sublima i suoi Ego personali: più è energico e risoluto, maggiori possibilità ha di aiutare ( la domanda successiva è: come si diventa forti energici e risoluti? Fiducia, fede, conoscenza ed entusiasmo).
Se c'è disponibilità verso il prossimo, spessissimo cadono dubbi, rabbie e intolleranze, subentra la condivisione, prima importante manifestazione di Amore. Anche nella difficile e infuocata materia dei rapporti interpersonali è possibile, anzi doveroso, inserire nella corrente dei pensieri il rispetto, la considerazione e l'apprezzamento dell'altro, perché, quando si parla, si ha a che fare con una persona, scatta spontaneamente la critica, il giudizio cattivo, la rivalità, l'insofferenza e l'intolleranza, è troppo umano, prevale, se non si è evoluti, l'egocentrismo:Io sono al centro della realtà, tutto deve passare attraverso di me, attraverso la mia valutazione, quello che penso e dico io è la pura e unica verità.
Non è esagerato affermare ciò perché la vita quotidiana in tutti campi ne è testimonianza: conflitti, liti, rabbia e intolleranza ne sono alcuni effetti.
E' sciocco e indice di scarsa sensibilità e intelligenza lasciarsi afferrare dalla logica della critica troppo personale al comportamento e soprattutto al valore di una persona, cioè proiettare all'altro, che ci fa da specchio, tutti i nostri limiti, difetti delusioni e sofferenze.
Ogni individuo è un mondo a sé con le sue leggi e la sua logica, il suo valore e la sua libertà; non sforzarsi di capire con rispetto il diverso da noi, non è di persona evoluta, attenta alla diversità e unicità dell'individuo, fonte di ricchezza, di novità e curiosità intellettuale e spirituale.
Chi ha o ha avuto esperienza di insegnante, sa quanto deve alla diversità caratteriale dei suoi alunni se i suoi orizzonti spirituali e culturali sono ampi e svariati, ricchi ed eterogenei proprio per la infinita molteplicità dei caratteri e quindi dei comportamenti dei suoi ragazzi. Figuriamoci quando si è a contatto con adulti che portano la loro esperienza, la loro preparazione e direi, la loro umana unicità.
Che costa apprezzare anche la persona più antipatica e scostante, se poi obiettivamente esprime qualcosa di nuovo, interessante e vivo nei suoi interventi in merito ad un problema o a una questione? L'apprezzamento non è indispensabile esternarlo alla persona in oggetto, se si pensa che possa creare problemi avvicinandola, è sufficiente sviluppare dentro di sé stima e rispetto, così si rafforzano le energie positive che si espandono nella realtà circostante creando un nuovo modo di valutare e giudicare impersonalmente e serenamente. Se si fa qualche prova quotidiana di stima e apprezzamento di qualcuno, specie antipatico, di riflesso si rafforza anche la stima per se stessi.
E' un passo notevole verso l'acquisizione della coscienza unitaria che abbatte ogni differenza, separazione e disunione, essa permette di riconoscere e sperimentare la condivisione di vita con gli altri, con il prossimo senza chiusure, pregiudizi, preconcetti o danni.
Cosa significa ciò? Noi tutti siamo martellati da mille desideri, la vita quotidiana specie con gli esempi diffusi dai mass-media ci suscita brame, aspirazioni impossibili, smanie e fantasie che, vissute e subite non consapevolmente, ci separano da noi stessi e dalle cose cui tendiamo, ci creano inganni, rabbie e insofferenze; se non riusciamo ad ottenere certe cose materiali o spirituali, ci sentiamo male, può nascere l'invidia per chi ce le ha e rivalità, che sono come un velo oscuro sulla nostra anima e ottenebrano la coscienza.
Se invece ci sforziamo di condividere con chi vogliamo noi ciò che abbiamo, certo di condivisibile, specie a livello di pensieri, sentimenti ed emozioni, scatta subito la coscienza di unione. Esempio: a me capita molto spesso di sentire e vedere diverse persone gioire e soffrire per le loro vicende personali; io, specie se sono un po' giù di tono, mi sforzo di immedesimarmi nei loro amori, avventure e vicissitudini e anche nelle loro delusioni, rabbie e sofferenze.
E' una esperienza molto efficace perché rompe l'involucro spesso troppo stretto della personalità, tira fuori ciò che sonnecchia nel profondo degli Ego, “il doppio” che ha parecchie assomiglianze con quello degli altri ma soprattutto mi fa partecipare accettando ogni situazione con spirito positivo alle vicende altrui anche senza preconcetti e pregiudizi.
Io dopo tale tipo di esperienza mi sento più aperto e pronto a sviluppare una coscienza unitaria cosmica, mi sembra di appartenere all'universo intero, non sono parole che riempiono la bocca ma rappresentano una reale compartecipazione e condivisione di esperienze con l'altro; provare per credere!!
I problemi si ridimensionano, assumono la giusta prospettiva e spesso perdono il dolore acuto della puntura, anzi può nascere la spinta e la determinazione ad aiutare e sostenere l'altro, si prova piacere, specie chi non ha interessi e stimoli molto forti e impegni e responsabilità condizionanti, come se insieme le prove, le sfide e gli ostacoli si suddividessero alleggerendone il peso.
Nascono coscienza di unione, senso di partecipazione e perché no? Volontà di dedicarsi al bene del prossimo ( naturalmente in quelle persone che hanno nel proprio DNA spirituale la tendenza ad interessarsi dei problemi altrui). Per rifinire il quadro della coscienza unitaria, armonica e “fraterna” si possono aggiungere ancora altre caratteristiche: quando si è abbastanza allenati, la soddisfazione di essere utili con i nostri consigli, aiuti e partecipazione, la disponibilità totale senza interessi personali, sono tutte qualità che la vita quotidiana stimola ad esercitare, quante occasioni capitano!!
Basterebbe mettersi “ a tavolino” la mattina prima di iniziare la vita di relazione per programmare quale delle qualità sopraelencate esercitare e sviluppare.
Non finirò mai di esortare le persone (ma prima ancora me stesso) a mettere in pratica tali conoscenze e a provare gratificazione se riescono.
La linea che passa attraverso la pratica e lo sviluppo della coscienza unitaria è molto efficace anche perché contemporaneamente ha effetti di trasformazione “sul lato oscuro” della nostra personalità, cioè “il doppio” (vedi blog ott. Nov. 2008 su http:// ramponimario.blogspot.com) che condensa tutti i difetti, limiti e carenze ma anche virtù, potenzialità e aspetti positivi su cui possiamo fare affidamento per iniziare l'opera di trasformazione.
Alla coscienza unitaria-cosmica, fa resistenza, si oppone la coscienza individuale sede naturale dell'egoismo che occorre conoscere nelle sue sfumature più sottili e radicate; sono esse che sonnecchiano nelle profondità dell'essere e suggeriscono comportamenti e atteggiamenti discutibili.
Allora, quando decidiamo di agire altruisticamente è chiaro che l'egoismo viene attaccato e superato e con esso gli aspetti più duri della coscienza individuale: da quale forza? Cosa incarna la coscienza unitaria? L 'AMORE, quel tipo di amore che fa agire l'individuo senza interessi personali, senza pretendere nulla in cambio ma unisce, cementa i singoli individui con tutto il loro vissuto (chiaro e scuro) in comuni aspirazioni all'armonia, all'equilibrio attraverso l'accettazione e la comprensione rispettosa delle diversità.
L'ideale che si fa sempre più strada nelle coscienze è proprio la unicità nella diversità.
Ribadisco con forza, è un ideale che può essere realizzato quotidianamente, purché si capisca che la vita ci è data quasi esclusivamente per esercitarci attualmente a concretizzare tale ideale, naturalmente questo è un discorso che comprendono particolarmente quelle persone che sono predisposte per questo programma evolutivo (chissà da quante vite precedenti hanno lavorato in tale direzione!!), vedi numerologia.
Comunque a questo punto è opportuno elencare quegli aspetti “oscuri” che ostacolano la coscienza nel suo cammino verso la consapevolezza; è molto saggio osservarli con lo sguardo della mente perché essi sono il punto di partenza per un lavoro interiore di trasformazione. Sia chiaro una volta per tutte: non si devono soffocare o estirpare violentemente i lati oscuri dei nostri Ego ma capire e guidare con lo stesso atteggiamento del maestro paziente e oculato verso l'alunno talvolta disubbidiente ribelle e trasgressivo.
I “lati oscuri” possono sintetizzarsi in una sola parola: egocentrismo.
Molto importante!! Più è forte, meglio è, mi spiego: l'egocentrismo è la misura della nostra realtà, quindi è il sentimento della nostra identità, individualismo, se è molto sviluppato può portare due effetti: il primo negativo, può essere causa di presuntuosità, di eccessivo orgoglio, quindi intolleranza, rabbia e difficoltà di accettarsi e integrarsi; e ancora è la base della critica cattiva contro gli altri, i loro atteggiamenti e comportamenti, del senso di rivalità e intolleranza, diciamo che sono veramente i lati oscuri della personalità umana, la causa profonda di ogni malessere individuale e sociale che tutte le religioni, le filosofie, le discipline spirituali cercano in tutti i modi di trasformare positivamente.
Il secondo effetto: perché è meglio che il senso dell'Ego sia forte? Perché più si cade in basso, più per reazione si sale in alto, questa è la semplice legge fisica dell'effetto elastico valida anche psicospiritualmente. C'è una profonda ragione, più le esperienze sono dolorose, dure soffocanti e avvilenti, maggiore è la reazione opposta: la ricerca ad ogni costo di superare il dolore con la serenità, l'armonia, il bene, in sostanza con lo sviluppo della coscienza unitaria riflesso speculare al positivo.
Chi vuole vivere senza problemi scartando, rimandando o evitando ostacoli e difficoltà superabili con un po' di coraggio, consapevolezza e accettazione, si troverà poi male perché vivrà nella paura e soprattutto si lascerà sfuggire quelle occasioni che si è attirato lui per karma proprio per crescere e maturare, rischierà di diventare così un ignavo, un pavido o al limite di lasciarsi coinvolgere da distrazioni pericolose: droga, sesso, alcool ….
Quindi, per concludere in maniera concreta, è sufficiente quotidianamente con entusiasmo, intenzione e determinazione sforzarci di superare quella tale prova o sfida che possiamo imporci di nostra volontà per affermare l'altruismo cioè essere benevoli, disponibili, ben disposti e talvolta non troppo coinvolti nei nostri interessi e non sempre “incazzati”, rabbiosi, intolleranti, critici cattivi e acidi.
La vita in fin dei conti è una scuola dove si impara il rispetto, la collaborazione e l'apprezzamento o stima per sé e per gli altri e il senso di appartenenza “al tutto”, parecchi lo avvertono, lo vivono e sono felici, ma tutti lo dovremmo provare!!!


P.S.
C'è da fare una riflessione molto importante per capire a quali influssi ostacolatori siamo sottoposti a nostra insaputa quando ricerchiamo la via maestra per noi adatta a risolvere i nostri problemi esistenziali evolutivi.
Sì, perché “il mercato” offre decine e decine di tecniche presentate per via mediatica a lettori e probabili fruitori in seminari, incontri, sedute.......tecniche che sostanzialmente promettono risultati efficaci nella purificazione della mente e nell'accensione delle emozioni, mente e cuore, i due motori di ogni trasformazione interiore.
Sono presentate con parole e immagini altamente persuasive in specie da “guru” di fama nazionale, internazionale, americani, europei e asiatici (ci vorrebbe una pagina intera per elencarne i nomi) che, dietro il pagamento di una certa cifra sempre abbastanza alta, garantiscono effetti immediati sulla cancellazione degli effetti karmici di vite, sull'acquisizione di poteri mentali di controllo e telementazione, sulla guarigione psicofisicospirituale, tutti effetti meravigliosi, magici!!!
Alcuni sono reali senza dubbio,ma non risolutivi di certe problematiche karmiche più profonde che richiedono attenzione, lunga pratica nel tempo, umiltà e costanza sostenute dalla conoscenza degli Ego psicologici e delle forze ostacolatrici, Arimane e Lucifero, che causano malattie, malesseri, conflitti..
Con ciò voglio dire che per ottenere una reale trasformazione di noi stessi e la realizzazione concreta del nostro programma evolutivo, dobbiamo rimboccarci le maniche, affrontare la quotidianità con umiltà e pazienza, entusiasmo e consapevolezza che la mentalità consumistica vuole raggiungere effetti immediati, poteri e conoscenze, in rapporto al prezzo che si paga ma non garantisce a livello spirituale.
Il discorso che giustifica tale comportamento può essere il seguente: “Se il guru si fa pagare una cifra considerevole, il prodotto sarà sicuramente molto valido ed efficace, io ho soldi e desiderio di acquisire potere e conoscenza, quindi pago frequento e il gioco è fatto”.
Io chiedo sempre i risultati a chi ha frequentato seminari e corsi, subito e dopo un po' di tempo: le risposte nell'immediato sono entusiasmanti ma dopo qualche tempo i problemi sono sempre gli stessi; allora è il caso di dire che se non si imbocca la strada in salita della conoscenza di sé e della energia semplice che va usata con umiltà costanza e grande fiducia ed entusiasmo senza delegare ad altri la responsabilità e il peso del lavoro di cambiamento, i risultati non sono efficaci e duraturi.
I suggerimenti per sviluppare la coscienza unitaria sono semplici, non costano nulla, non richiedono la frequenza dipendente di un guru, ma solo un minimo di volontà, di entusiasmo e convinzione e il gioco, impegnativo e divertente, è fatto, tempo e costanza ed esercizio fanno il resto.

mercoledì 7 luglio 2010

blog luglio 2010

Blog luglio 2010
Riflessioni su una pagina di Stazione Celeste (pubblicata il 31.05.2010)
Avviso ai lettori: la pubblicazione del blog sarà ripresa i primi di settembre, buone vacanze e buono studio!!!!
Nella mia consueta lettura di alcune pagine di Stazione Celeste, come di altri libri e siti interessanti per me ricercatore sempre aggiornato, ho constatato che nella pagina di apertura del messaggio relativo al materiale della settimana 23/30 maggio c'era un riferimento molto preciso e circostanziato ad un fenomeno anomalo accaduto il 25 martedì “ quando i sismografi di tutto il mondo si sono messi a registrare un segnale coerente tra loro; in sostanza i sismografi sparsi in tutto il pianeta hanno disegnato dei grafici molto simili tra loro, come se delle scosse di alta frequenza si fossero propagate simultaneamente su tutto il pianeta ma non percepite consciamente dall'uomo”.
Un ricercatore e canale spirituale norvegese Ananda Bosman sostiene che tale fenomeno è generato dai raggi cosmici che investono il pianeta e che fanno parte di quel processo di trasformazione che ci sta portando verso un nuovo mondo/universo, verso una nuova realtà che parecchie persone sensibili già avvertono da diverso tempo. Il fenomeno si è protratto fino a venerdì 28, (ci sono nel sito delle rilevazioni sismiche relative a venerdì sera) e sabato alle 15,30 il fenomeno era totalmente esaurito. ( Entrando nel sito www. stazione celeste.it del 31.5 si trovano tutti i riferimenti alle pagine web che contengono le rilevazioni sismiche e altre informazioni di carattere scientifico molto interessanti sulla velocità di spostamento del polo magnetico terrestre).
Da quanto ho capito, esiste una correlazione tra l'attività magnetica del sole, i raggi cosmici, che investono il pianeta e le attività sismiche, vulcaniche e i cambiamenti climatici, non sono novità scientifiche ma servono a spiegare certi fenomeni a livello psicofisico umano piuttosto comuni questi giorni e presenti già da qualche tempo nelle persone che hanno una certa sensibilità a quanto avviene nel cosmo di cui facciamo parte integrante in maniera sempre più evidente.
Il 2010 è un anno in cui la terra non smette di tremare (il numero di sismi avvenuti nei primi mesi dell'anno è già superiore a quelli avvenuti in tutto il 2009), le eruzioni vulcaniche (vedi il vulcano islandese e alcuni del Centro America) sono frequenti e ciò significa che la terra sta subendo un processo di trasformazione e di assestamento; quindi, è lecito pensare che anche i nostri corpi si debbano trasformare e adeguare ai nuovi ritmi.
Infatti, il curatore del sito, Pietro, racconta che in quei giorni del fenomeno sismico planetario, si è sentito male e molti altri lettori hanno dato vita ad una rubrica di news-letter molto nutrita di osservazioni e commenti sul proprio stato di salute psicofisico e spirituale, io ne sintetizzo alcuni aspetti: vuoti di memoria, stato confusionale generalizzato, debolezza, insonnia, sogni strani, cambiamenti frequenti di umore, pesantezza e difficoltà a muoversi velocemente e cose strane come manifestazioni di certi poteri di telepatia, di preveggenza ecc...
Anche io, leggendo l'articolo di Stazione Celeste, ho riflettuto molto sul mio stato psicofisico e spirituale e ho notato con serena obiettività, in quei giorni e anche prima, che mi capitava di vivere esperienze inusuali improntate a forte negatività, pessimismo, sogni strani, pesantezza psicofisico...
Allora mi sono chiesto cosa fare in tali situazioni specie di carattere psicospirituale, mi sono risposto: è importante e indispensabile per me rafforzare sempre più lo stretto legame con me stesso, la fiducia, la fede profonda in ciò che credo, la positività, la genuinità delle emozioni e la gioia di vivere; infatti, ritengo che la mossa vincente sia reagire interiormente affermando gli aspetti positivi gioiosi della esistenza; non significa che ci si debba estraniare dalla concretezza dei doveri quotidiani ma spingersi ad apprezzare la bellezza delle cose semplici, le emozioni genuine e spontanee che si possono provare in ogni attimo della giornata, purché si tengano molto ben aperti gli occhi.
Le notizie catastrofiche, che si sentono in tv e si leggono sui giornali hanno soffocato il naturale impulso a sorridere a cantare e a cogliere il lato piacevole e fanciullesco di tutte le situazioni quotidiane (salvo naturalmente quelle effettivamente gravi e dolorose) che dispongono il nostro animo a vivere con serena consapevolezza e positività.
Non è vero che la vita umana sia, in senso assoluto, sempre pesante e difficile, monotona e fastidiosa, piena di dolori e sofferenze gratuite, è sufficiente cambiare frequenza di pensieri per vedere le cose nella loro reale e positiva natura. Un mio maestro di vita, quando ero ancora adolescente e mi lamentavo della monotonia e ripetitività e qualche sofferenza della mia ancora semplice esistenza, mi diceva, con un sorriso benevolo:”Cambia frequenza (stazione radio), sintonizzati su “stazione rosa” e vedrai le cose con altro spirito e con soddisfazione, anche se vivi nella sofferenza, acuisci bene lo sguardo e vedrai cose nuove e buone che sfuggono ai più, distratti e insensibili”.
Proprio in quei giorni di strane sensazioni dovute alle scosse sismiche planetarie, pur non sapendo ancora del fenomeno in atto, ho reagito d'istinto: ho ascoltato della buona musica classica, Mozart e Vivaldi (i miei preferiti), sono andato al cinema a vedere due film piacevoli e ricchi di emozioni e ho programmato nella mia mente progetti futuri molto impegnativi e soddisfacenti che vivo con entusiasmo.
I momenti difficili e pesanti cerco sempre di superarli recitando formule adatte e preghiere-telementazioni. Sono dell'idea che occorre sempre affermare la propria forza interiore, non importano i risultati, valgono gli sforzi e le intenzioni supportate da pensieri positivi, sono questi che ci collegano al cosmo-luce, energia positiva.
Di questi tempi si ha l'impressione di combattere una battaglia contro fantasmi che deformano la realtà, sono immagini mentali suscitate dalle paure, dalle ansie e dalle angosce alimentate dai mass-media, sì, perché siamo continuamente bombardati da messaggi di morte, di guerre, di disastri ecologici, di lotte sociali e politiche, di atti inconsulti contro le persone...
E' giusto e necessario per vivere in un normale stato di equilibrio e consapevolezza, affermare intenzionalmente la propria identità, la propria energia psicofisica e spirituale; come?? ognuno deve sforzarsi di trovare il proprio modo personale, la propria espressione.
Non è più possibile essere passivi e dire: “Le cose passano, come vengono, se ne vanno”, bisogna essere attivi, determinati e pieni di entusiasmo con il preciso obiettivo di non lasciarsi condizionare dagli schemi di pensiero e dai comportamenti usuali: “ tutto va male, tutti sono cattivi, il male è diffuso ovunque, ognuno pensa a se stesso, non dare fiducia e ascolto a chi ti si rivolge perché malintenzionato …......
Non è vero, ai mass-media sfuggono, per un disegno perverso nascosto, le notizie positive: il volontariato è in continuo aumento, moltissime persone fanno del bene, non c'è bisogno di andarle a cercare perché sono intorno a noi, molte altre diffondono esempi e messaggi di verità, di luce e positività che riscaldano il cuore. La positività c'è e si tocca con mano, se si vuole; la negatività è più diffusa perché incontra gente pigra e impreparata, noi non vogliamo far parte di tale schiera molto numerosa, ma essere, nei nostri limiti e possibilità, padroni del nostro presente e quindi futuro sforzandoci di costruirlo con umiltà ma forte determinazione; sono necessari alcuni strumenti: pensiero positivo, emozioni genuine, volontà di liberarci dai consueti schemi mentali e voglia di vivere e amare. Buon lavoro, specie in questa stagione che tende ad offuscare il sano vivere quotidiano con evasioni e pigrizia!!