domenica 1 luglio 2012




Blog luglio 2012

CONSIDERAZIONI SULLA CANALIZZAZIONE DELL’ARCANGELO METATRON SUL DENARO

La nuova frontiera del successo

    E’ molto importante prima di parlare dell’uso e del modo di procurarselo, sapere che cosa è e che cosa rappresenta il denaro; esso è un pezzetto di carta o una moneta metallica cui corrisponde per convenzione internazionale una quantità d’oro o di argento, metalli preziosi alla base del sistema monetario, per cui si potrebbe scambiare una valuta con il suo corrispondente in oro o argento. Questa è la realtà del denaro!

    Ma a che cosa serve? Esso è un mezzo di scambio di energie: io lavoro, consumo energie fisiche o mentali, alla fine della mia prestazione ricevo in cambio valuta cartacea o metallica corrispondente alla mia opera, con cui io posso procurarmi ciò che voglio; quindi, denaro=scambio, è il mezzo per scambiare energie e non ha in sé il giudizio di buono o cattivo, questo dipende dall’uso che se ne fa.

    Il suo uso è molto personale ed è legato al modo di essere della persona, alle sue emozioni, sentimenti e pensieri; di questi tempi il sentimento che condiziona il rapporto con il denaro è la paura o di averne poco, insufficiente per vivere o di averne tanto da crearsi problemi di carattere sociale o tributario. E’ fondamentale capire che sul denaro si riversano tutte le emozioni, aspettative e convinzioni che condizionano la vita di un individuo.

    Come? Noi sappiamo, e chi non lo sa ancora, lo apprenda ora e non lo dimentichi, che l’energia pensiero è un tipo di energia elettromagnetica che scorre liberamente da ogni essere umano viaggiando nell’etere secondo la legge dell’attrazione, frequenze simili si attraggono; se esprimo sentimenti, emozioni e pensieri improntati, ad esempio alla paura, al dolore, al pessimismo, alla brama,  all’impotenza e al biasimo, questi bloccheranno il naturale scorrere positivo della mia energia con effetti negativi, cioè, se desidero denaro per le mie necessità, lo allontano perché per attirarlo occorre lasciare scorrere l’energia al positivo (ciò vale anche per qualsiasi altro problema); viceversa, se mi mantengo positivo emettendo energia fluida, gioiosa, disinvolta e leggera ma di apprezzamento del denaro e di quello che mi permette di fare e avere, sicuramente il ritorno sarà efficace e positivo: in sostanza, il denaro è governato dalla nostra energia che gli scorre dietro e che governa la nostra vita.

    Occorre però smantellare certe credenze, certi miti che snaturano il senso giusto del denaro: la prima credenza, la più temibile, è che il denaro non sia spirituale, che appartenga alla materialità; questa è veramente una errata opinione che disorienta e falsa la realtà dei fatti concreti della vita. Senza ricordare a tutti che la realtà visibile e invisibile è creazione di Dio (lo si chiami come si vuole), basti pensare a tutta l’energia che sta dietro alla produzione del lavoro-denaro: le idee, i progetti per realizzarle, l’attività, i sentimenti, le emozioni e i desideri che accompagnano ogni produzione del denaro, non sono energie spirituali, frutto della mente e del cuore di ogni individuo?

    Ciò che distorce il senso obiettivo e reale del denaro, è il giudizio personale o comune sull’uso che se ne fa o sulla sua provenienza, che però non toglie nulla obiettivamente al valore intrinseco del denaro, frutto dell’attività spirituale umana, discutibile ma sempre spirituale.

    Altra credenza deviante è quella che separa il mondo materiale da quello dello spirito, cioè che per arrivare ad altezze spirituali occorra fare come un voto di povertà per rinnegare i desideri materiali che allontanano dalla spiritualità: nulla di più errato ed aberrante!!!! Poteva andare bene in altri tempi quando si seguivano discipline per mantenere la propria concentrazione sulle modalità di una espansione spirituale, ora non più, ora non si fa più distinzione fra una vita spirituale e una dedita ai valori materiali, perché è ormai subentrata la consapevolezza di una unità inscindibile di vita, la spiritualità è ormai patrimonio acquisito per tutti, chi non se ne rende conto, è perché non ha consapevolezza!!!

      Ci sono ancora altri sentimenti e credenze che possono ostacolare l’afflusso del denaro: l’idea troppo condizionante che un karma di rinunce e sofferenze passate possa bloccare il flusso di denaro e non ci faccia sentire degni di meritarlo, i sentimenti di biasimo e vergogna per l’insoddisfacente posizione nel mondo attuale che non garantisce una sopravvivenza accettabile, l’eccessiva brama di ricchezza e potere e la non accettazione di sé. Ma rimane in ognuno di noi un potente e condizionante residuo di paure legate a idee sorpassate: che sia sbagliato e contro lo spirito in evoluzione possedere beni e denaro, che non siamo degni di vivere bene sulla terra, il timore del successo e della ricchezza per paura del fallimento e della perdita di ciò che si ha; tali paure devono essere letteralmente sostituite da una scelta attiva e consapevole: l’amore e la gioia per la vita!!! Solo con tale scelta si potrà sentire  come realtà viva e concreta l’abbondanza, il benessere e la soddisfazione per quel che si ha e si avrà e che sarà usato con più fantasia e profitto.

     Ma l’aspetto più importante di tale scelta attiva e consapevole è che non basta solo pensarla, occorre sentirla con tutti noi stessi, sentimenti emozioni e pensieri insieme creano le giuste frequenze; quindi, pensieri per capire ciò che si vuole, poi sentimenti ed emozioni profonde totali che emettono le giuste frequenze, sono queste che sviluppano il potere di realizzare ciò che pensiamo e sentiamo ( mente e cuore uniti danno la fusione dell’individuo con l’universale).

    Certo che per ottenere risultati,  si richiede una trasformazione completa dell’essere ma ciò non deve far paura, anzi, deve spingere sempre più a riconoscere e apprezzare la nostra parte umana che reclama inconsciamente di questi tempi la gioia di vivere, l’abbondanza, il benessere, la spontaneità, il piacere e la leggerezza del vivere e non la sofferenza, la privazione, la povertà e il malessere.

    Sta proprio a noi vivere il nostro tempo con le emozioni, i sentimenti, le impressioni e le trepidazioni che sono quanto di più personale e prezioso appartenga alla nostra esistenza.  

    Per capire l’importanza della nostra umanità personale, basti riflettere sulla differenza che corre  fra il modo di svolgere il proprio lavoro quotidiano per dovere o per piacere con gioia ed entusiasmo, differenza enorme!!!!

     Il calore, la gioia, la passione, la dedizione, la leggerezza e l’amore che mettiamo in ciò che facciamo per scelta è uno dei fondamenti della ricchezza! Infatti, le emozioni e lo stato d’animo dell’innamorato della vita sono la sorgente delle alte frequenze del nostro essere entità rice-trasmittenti energetiche. Non sono più giustificate, dal punto di vista evolutivo, le insofferenze, la critica, il senso di non accettazione di sé  per eventuali o reali ingiustizie subite e lo scaricarne la colpa ad altri, persone o istituzioni, è importantissimo e fondamentale amarsi e accettarsi, rispettarsi e stimarsi per ciò che siamo e possiamo divenire (tutti abbiamo enormi potenzialità che vanno conosciute e sviluppate); così facendo avremo la certezza di fondere e unire la nostra parte umana, con tutti i pregi e difetti, alla nostra parte Divina, presente in noi anche se sopita, nascosta e poco conosciuta. Queste non sono solo parole ma una realtà che tutti possono e devono sperimentare!!!

    Il rapporto necessario con il denaro, mezzo di scambio, è l’occasione oggi unica  e irripetibile per riconoscere il condizionamento della paura, del dolore e della sofferenza e per liberarsene definitivamente accettando con calore e gioia le nuove energie di amore; è la nuova frontiera da raggiungere con un amorevole lavoro di trasformazione di se stessi: accettazione, apprezzamento e stima di se stessi vuol dire amore e vivere in amore significa attirare denaro, benessere  e ricchezza, non ci sono ma o se che possano ritardare o bloccare tale processo di trasformazione o contraddire tale realtà.

    Il vero successo  duraturo e sicuro si ottiene vincendo la paura, il dolore e la sofferenza interiore con l’amore, l’amore, l’amore, la gioia e l’entusiasmo e la spontanea disinvoltura.  

     TALE E’ LA NUOVA FRONTIERA AL DI LA’ DELLA QUALE CI ASPETTA IL GRANDE DONO DELLA FUSIONE DELLA PARTE UMANA NELLA DIVINA, PRESENTE IN TUTTE LE CREATURE!!!


venerdì 1 giugno 2012

blog giugno 2012




Blog giugno 2012

UN’ALTRA VIA DI AUTOREALIZZAZIONE





Questa di cui vi parlerò è una via di autorealizzazione interiore adatta a coloro che non sentono alcuna attrazione o interesse per la conoscenza esoterica o per le varie religioni e dottrine o per altre tecniche e metodi di crescita e sviluppo, perché non hanno tempo a disposizione per studiare o perché vogliono risposte immediate e concrete alle proprie problematiche senza tanta fatica e anche agli eterni insoddisfatti che non sanno cosa fare delle infinite occasioni che la vita offre loro non essendo capaci di sfruttare le loro mille potenzialità che giacciono sopite nell’inconscio. La vita può dare le più alte soddisfazioni ma occorre capire come e quando.

             E’ una “via” molto adatta allo spirito dei nostri tempi, età dell’Acquario=sviluppo dell’anima cosciente, per risolvere i problemi quotidiani indipendentemente dalle richieste karmiche che impegnano gli individui nella lotta per l’esistenza materiale e per la ricerca di sicurezza interiore, al fine di affrontare con consapevolezza tutte le prove della vita. Se verrà seguita e sperimentata con continuità, potrà favorire nella realizzazione di sé e dei propri ideali evolutivi, tutti coloro che si sentono distratti e impossibilitati a studiare, a meditare e a seguire pratiche e riti vari.

Per sviluppare la dinamica di questa via prenderò le mosse da un particolare aforisma, che dice:  “Uomo, vivi ogni attimo dando il tuo massimo contributo ad ogni richiesta che il Karma t'invia, con amorevole e consapevole disinvoltura per amore dell'azione stessa, senza contaminarne la sua essenza eterna, senza alcun condizionamento e senza evadere dinanzi alle richieste troppo pesanti”=Vivi l’attimo presente dando il meglio di te.

Vivere l’attimo senza contaminarne l’essenza eterna, senza evadere dalle richieste, senza lasciarsi condizionare dalle influenze delle potenze dell’ostacolo, come recita l’aforisma, significa vivere con pienezza il presente, disciogliendo pentimenti, rimorsi e condizionamenti dal passato e vincendo la sottile tentazione di proiettarsi nel futuro, per scusare la propria impotenza e incapacità presenti.

         Solo così  sarà concesso di ritrovare la vera libertà interiore e di sperimentare il senso dell’eterno che annulla la separatività, nel tempo e nello spazio (non è solo una esperienza mistica) penetrando nello stato di coscienza in cui tutte le problematiche umane assumono il loro giusto valore senza condizionare la vita psicomentale.

          Per comprendere più a fondo il significato dell’aforisma, desidero richiamare l’attenzione su alcuni aspetti del vivere quotidiano, campo di applicazione di questo strumento, che tutti indistintamente dobbiamo affrontare.

Ogni mattina uomini o donne, ragazzi o ragazze, vecchi o bambini, devono per naturale esigenza compiere una serie di azioni rivolte al proprio corpo fisico: lavarsi, radersi la barba, truccarsi, vestirsi e fare colazione, prime e indispensabili necessità; poi uscire, guidare o prendere mezzi pubblici, intrattenersi con persone per lavoro o per studio o per obblighi sociali, telefonare…..… azioni quasi sempre ripetitive, compiute con scarsa consapevolezza dell'atteggiamento che si assume nel farle.

          Si mangia a casa o fuori in fretta, distratti pensando ad altro, anche quando si fa sesso spesso lo si fa per abitudine senza un certo impegno, calore e creatività, proiettati verso altre esperienze; si finisce col perdere contatto con se stessi e con l’altro. Nasce l’alienazione.

          Se tutto questo agire fosse osservato dal nostro Io Superiore, scaturirebbe un duro giudizio che sarebbe all'incirca questo: “ Povero individuo! Assente, non consapevole di essere vissuto e sventolato al pari di una marionetta, senza identità e coscienza, totalmente offuscato da forze che ancora non è in grado di conoscere”. Pesanti gli effetti: non è in grado di riconoscere il significato di eventi anche gravi e condizionanti la propria vita e di cogliere al volo le occasioni importanti, che danno nuovi significati all’esistenza; non dà importanza alle esperienze vissute, che analizzate ed esaminate con cura esprimono messaggi e informazioni sui propri Ego psicologici per trasformarli positivamente.

           Infatti, è diffusa questa abitudine: dopo aver vissuto una qualsiasi esperienza, si cancella ogni ricordo della medesima, si dimentica, si oblia per paura di ritornarci su, quando, viceversa, si dovrebbe analizzare ed esaminare con il preciso intento di scoprire alcuni aspetti di se stessi, i vari Ego che formano ogni entità umana. Tale tendenza generale a non "autosservarsi" da Io Superiore preclude ogni minima crescita ed impedisce di scoprire  la molteplicità di ostacoli ed impedimenti consci ed inconsci ad una totale apertura e partecipazione alla vita, che esistono in noi stessi.

Come attuarla?   Cosa fare per iniziare a percorrere questa via semplice ed efficace di autorealizzazione?

           Suggerisco all'inizio di continuare a fare tutte le azioni che normalmente si compiono quotidianamente, ma subito dopo qualche istante o la sera, passarle in rassegna, vagliarle, comprenderle, illuminarle, e quindi, giudicarle a confronto di un modello di azione perfetta, esente da ogni possibile contaminazione in modo da scoprirne il senso, il limite e la qualità.

         E' necessario provare e riprovare incessantemente fino al punto che l'autosservazione diventi una vera tendenza, una piacevole abitudine acquisita.

         Nell'osservare quanto si svolge nella propria sfera interiore quale attività dei propri ego psicologici, nel diventare consapevoli delle loro spinte ad agire con l'interesse di ottenere vantaggi materiali (Arimane) o un accrescimento egoico dall'azione compiuta o viceversa, nel preferire la rinuncia ad agire (Lucifero), si risveglia quella Coscienza Superiore che già in sé esprime una nuova risvegliata coscienza, vera identità di ogni individuo.

         A questo punto possono nascere delle domande: perché la maggior parte degli individui, quando la sera si preparano per dormire, alla fine delle loro attività si sentono scontenti, insoddisfatti, spesso pieni di ansie e tensioni, rimorsi…….?   Perché moltissimi giovani si drogano o si stordiscono nell'ascoltare musiche ossessive o correndo con le auto o le moto ad alta velocità?  

Ognuno potrà essere in grado di scoprirlo, se azionerà il meccanismo dell’autoconsapevolezza risvegliando la sua vera identità assopita. Ad una indagine obiettiva scoprirà  sempre presenti nella sua sfera psicomentale, le due spinte ostacolatrici: quella che si rivolge al mondo materiale prendendo per fine tutti quei processi, che la logica dell'avere suggerisce: pensieri comportamenti, atteggiamenti adatti ad ottenere vantaggi materiali (Arimane) o quella opposta  che spinge ad agire con il preciso fine di sentirsi accresciuti egoicamente oppure a rinunciare all’azione per debolezza o per paura di delusione (Lucifero).

Perciò la insoddisfazione, la scontentezza, il senso di non realizzazione, l’ansia e la paura…  rivelano allo sguardo cosciente delle carenze: evasione dalle diverse richieste e responsabilità che l'attimo richiede quale strumento del Karma o azione per ottenere, costi quel che costi, i frutti materiali o morali della sua attività;  perciò, ogni individuo dovrà tramite l'autosservazione scoprire le cause del suo malcontento.

         Il modo più efficace e concreto per dissolvere il malcontento è proprio la consapevolezza che risveglia la coscienza e la progressiva capacità di disidentificarsi dagli Ego che compongono la psiche umana.

         Purtroppo si deve fare una dura constatazione: la maggior parte delle persone non riesce a vivere totalmente l'attimo presente né tanto meno ad analizzarlo, perché si lascia condizionare dal suo passato (in quanto non vive il presente) o si proietta nel futuro, per sfuggire alla sua incapacità di dare il suo massimo contributo e, per massimo contributo, si intende un agire  tanto disinteressato e distaccato dai frutti che ne possono scaturire, quanto pieno di entusiasmo e finalizzato ad una crescita personale.

        Questa "via", tra le tante possibili che ogni individuo può percorrere, non richiede altro che una continua e costante presenza di sé a se stessi, una capacità di controllo e dominio sui vari Ego Psicologici. Ciò significa che la nuova Coscienza risvegliata deve abituarsi a guidarli, disciplinarli e soprattutto a stimolarli a dare il meglio di se stessi.

 Tale comportamento non può che procurare una immensa e serena armonia e rafforzare questo nuovo rapporto stabilito tra coscienza risvegliata ed Ego Psicologici da educare e guidare, sempre più simile a quello tra maestro e discepolo, padre e figlio, consigliere e amico, guida e principiante, per dare agli Ego una reale possibilità di "sperimentazione", specie là dove il Karma non offre le occasioni e le condizioni adatte e favorevoli. 

L’individuo impegnato in tale via dovrà solo ed unicamente cercare nel  profondo della sua psiche e della sua mente di stabilire un fiducioso, costruttivo e funzionante rapporto con se stesso da dove attingere nei momenti di grazia impulsi, motivazioni e ideali costruttivi.    

   Perciò, chi vuol migliorare il proprio Karma ed evitare di sperimentare la morte dell'anima, la disoccupazione interiore, la paura e la demotivazione, la noia, la pigrizia e l'apatia, l'indifferenza…… dovrà penetrare ed afferrare la forza del pensare vivente e compiere per libera scelta qualsiasi azione anche la più insignificante, per diventare strumento attivo o, se si sentirà più maturo e pronto, potrà immettere in ogni attimo azioni libere da ogni possibile contaminazione e quindi da ogni eccessivo attaccamento ai frutti che ne possono scaturire, siano essi materiali o morali.

Non hanno importanza alcuna i credo religiosi, dottrinali e morali, ciò che importa è la fiducia in sé, da cui parte la volontà di concretizzare e materializzare il proprio contenuto morale, e la positività, l’ottimismo che evidenziano e valorizzano gli aspetti positivi, anche minimi, che meritano di essere riconosciuti e vissuti.

      Quindi, questa "via di autorealizzazione", esaminata attentamente alla luce della Legge del Karma, della reincarnazione e dell’energia cosmica, è da ritenersi perfettamente valida, perché chi la segue deve concentrare ogni suo sforzo per dare in ogni attimo il migliore contributo possibile alle varie richieste che riceve; ciò gli permetterà  di saldare i debiti contratti in precedenti vite che il Karma ripresenta tramite eventi, situazioni e vari rapporti con persone e cose (quanto si riceve e si dà, è in stretto rapporto con tutto ciò che si pensò e si fece) ed inoltre gli consente di creare "nuove cause" di un migliore destino seguendo la legge dell’attrazione emanando i giusti pensieri positivi. 

L'atteggiamento giusto d'assumere verso la vita e verso se stessi non può che essere ispirato e stimolato da tre ben distinte forze cosmiche che si manifestano nell’intimo di ogni essere umano: il principio superiore (spirito), la forza Amore (anima) e la forza del pensare vivente o volontà o energia cosmica (corpo), che corrispondono alla triplicità o legge ternaria della vita (Pitagora), espressione della Monade Divina che regola la vita  della natura, dell’uomo e dei mondi.

Per percorrere tale via di autorealizzazione con naturale disinvoltura, occorre imprimere nella mente e tenerla costantemente viva e presente, una realtà ormai riconosciuta anche da una buona parte della comune opinione: l’individuo è l'unico responsabile, l'unico artefice di quel karma che sperimenta sistematicamente dalla mattina alla sera, sia di quello che incontra sul piano materiale: eventi, situazioni, condizioni incontri e rapporti…. sia dell'altro sul piano morale o spirituale: capacità, attitudini, qualità atteggiamenti, comportamenti…. per cui tutto ciò che un individuo pensa, sente, vuole ed agisce, viene registrato nell'invisibile libro del suo karma sulle colonne del dare e dell'avere portando con sé i conseguenti effetti positivi o negativi.

Da tale verità (fondamento essenziale della conoscenza esoterica accettata anche da coloro che pensano che l’individuo si faccia da solo) scaturisce una constatazione: che l’essere umano è schiavo, dipendente e debitore alla vita per quanto riguarda il suo passato (precedenti incarnazioni per chi crede alla reincarnazione o qualità del carattere negative per gli altri) ma può diventare al tempo stesso artefice e signore del suo avvenire; la via di autorealizzazione ne è uno strumento molto valido ed efficace, in quanto può creare le cause di un destino ottimale.

 

L’obiettivo finale, infatti, di tale via di autorealizzazione mira a far cessare ogni affannosa ricerca al di fuori di se stessi e a far scoprire nelle profondità dell’essere, potenzialità, pregi e capacità che per ignoranza o pessima impostazione ricevuta, si ignora completamente di possedere e che pazientemente esercitate danno serenità, sicurezza e uno scopo alla vita.

Perciò consiglio e stimolo ogni individuo a vivere l'attimo presente dando il massimo contributo possibile senza evadere dalle varie richieste, occasioni irripetibili offerte dal karma, per compiere azioni libere da ogni interesse troppo egoistico morale o materiale. La vita quotidiana è ricca di occasioni capaci di suscitare soddisfazione e  talvolta gioia e piacere, basti pensare a compiere le azioni più semplici: mangiare, lavarsi, camminare, comunicare…. con animo sereno, gioioso, grato e lieto per provare un senso di appagamento, di contentezza e godimento che aprono ad un rapporto di positività verso tutto e tutti. Provare per credere!!!

Occorre fare una riflessione molto importante, direi fondamentale per la giusta direzione della via da seguire: non è tanto determinante il tipo di azione da fare, dai grandi effetti in ogni campo e tale da attirare riconoscimenti, plausi e attenzioni, quanto lo spirito con cui si compie: posso spazzare la casa, coltivare l’orto o operare un malato in fin di vita, tenere una lezione di alta scienza con lo stesso atteggiamento di amore per l’azione stessa, con umiltà, piacere ed entusiasmo, gli effetti a livello energetico sono gli stessi, ciò che vale è la carica di positività e amore che impiego per fare qualsiasi azione; dal punto di vista spirituale sono la motivazione e l’energia del pensiero vivente che entrano nel circolo dell’energia universale con effetti non solo personali.   

 Quando ciò non è possibile, che si diventi perlomeno consapevoli di quanto non è ancora  possibile fare, paragonando le attuali azioni imperfette ad un modello di perfezione che tentando e ritentando si spera di realizzare.

Ritirarsi, quindi, nella roccaforte dell’Io per paura, circoscriversi per sdegno contro i mali della società non approda ad effetti concreti ed efficaci, solo la consapevolezza dell’autoanalisi, la fiducia in sé e la volontà di amore sono i validi strumenti dell’autorealizzazione accompagnati dall’entusiasmo, dal calore e dalla volontà creativa.

E’ sufficiente compiere in certi momenti, magari di malinconia o tristezza (mantenendo sempre il tipo di vita abituale), la più semplice azione con il cuore pieno di amore per sentirsi felici, soddisfatti e utili al mondo intero piuttosto che arrovellarsi il cervello per trovare la spinta all’azione eclatante da cui ci si aspettano vantaggi morali o materiali. La propria esistenza deve essere considerata sacra, unica e come un capolavoro d’artista innamorato dell’amore e della vita.



Esercizi



Le possibilità di esercizi sono infinite, quanti gli attimi che viviamo quotidianamente; tuttavia, è consigliabile scegliere durante la giornata alcune occasioni per sperimentare la richiesta e la realizzazione dell'attimo presente. Occorrono fantasia morale, autodeterminazione, libera scelta per cogliere l’idea e una capacità di concretizzarla in azioni.

I campi di applicazione sono tanti: il lavoro, lo sport, l’arte e particolarmente i rapporti sentimentali e personali, la crescita personale ..…

Esempi di esercizi: 1) in un rapporto sentimentale, in una situazione di contrasto, mi sforzo di controllare e dominare le reazioni consce ed inconsce di aggressione e di critica, di ribellione, fastidio e paura, vivo l’idea di chi crea armonia, serenità ed equilibrio, facendo trionfare la comprensione e l’amore per libera scelta: mi realizzo nella forza amore nella coscienza superiore.

2) In una situazione lavorativa, difficoltà di iniziare, dubbi e incertezze o ribellione ad ordini e imposizioni, con coraggio e fiducia prendo la decisione più giusta al momento e mi sforzo di portarla a termine con convinzione ed entusiasmo senza calcoli o pretese eccessive: la conclusione sarà una positiva esperienza di vittoria su me stesso e sull’ambiente che mi circonda;

3) lo stesso esercizio si può fare anche riguardo ad un problema di crescita personale: uscire da una situazione di stallo, accettarsi come si è, mancanza di fiducia in sé….. volontà, iniziativa e decisione rapida, entusiasmo e capacità di concretizzazione non devono mancare per sentirsi alla fine realizzati con sforzi e sacrifici ma soddisfatti.


martedì 1 maggio 2012

blog maggio 2012


Blog maggio 2012

Condizione psico-spirituale dei giovani d’oggi

         Gli adolescenti dai 12-13 anni e oltre vivono attualmente una condizione di estrema solitudine, di incomunicabilità con il prossimo vicino, genitori e famiglia, e anche fra loro, non si sentono capiti forse perché hanno pochi contenuti da scambiare, salvo quelli che sono impegnati in ambito culturale e religioso.

         In questi ultimi tempi, un loro modo abbastanza diffuso, concreto e diretto per dare un senso alla quotidianità e per sentirsi vivi, è quello di praticare, ad esempio, durante gli incontri in discoteca, “lo sballo”, l’ubriacatura da alcolici totale fino a sentirsi fuori (esperienza che spiritualmente significa esporsi a entità molto basse che li occupano completamente fino all’incoscienza, cioè alla perdita dell’Io). E’ un bisogno di spegnimento e di annullamento della coscienza per non sentire, soffocandolo, quel naturale istinto che porta ad osservarsi, a giudicarsi e a fare qualcosa per crescere e maturare; ma ciò richiede sacrifici, impegno e lavoro costante su se stessi che costano fatica (ma chi te lo fa fare?); la maggior parte degli adolescenti non è abituata al sacrificio, alla rinuncia ad un benessere immediato seppur illusorio.

         La ragione profonda è che questi giovani si sono rincarnati con uno scarso o addirittura assente bagaglio di esperienze sofferte (coscienza), di valori, di qualità e attitudini forti da altre vite; sono anime giovani, inesperte e incapaci di affrontare situazioni che richiedano coraggio, testa e cuore abbastanza collaudati.

         La domanda che ci facciamo noi che conosciamo la legge del karma e della rincarnazione:     perché scendono tali anime che vivono mezze vite, stroncate da morti premature o, peggio, da esperienze oscure, suicidio, droga, alcolismo, violenza, delinquenza e sesso sciolto e  altro?                    Siccome la legge della rincarnazione, uguale per tutti, prevede che un’anima, prima di rincarnarsi, veda in immagini spiritualmente il senso della sua vita terrena futura e la accetti, allora tali anime giovani scendono inconsciamente inconsapevoli per affrontare certe esperienze che servono loro per rafforzarsi, in fin dei conti l’hanno loro scelta la propria vita.

        Sappiamo però, che per vivere certe esperienze ci vuole anche una guida, cioè persone esperte che sappiano ben indirizzare, spiegare e illustrare un modo giusto per affrontare una situazione; il problema è trovare tali persone esperte, sarebbe naturale che fossero i genitori, gli educatori nelle scuole o nei centri culturali; purtroppo non è così, sono proprio i genitori il perno manchevole, perché la maggior parte di essi sono privi di valori spirituali: rispetto per se stessi e per gli altri, amore, cultura che trasforma, apprezzamento per la vita non solo materiale, (soldi, benessere, possesso), ma anche spirituale, ( miglioramento di se stessi, crescita e maturazione personale attraverso lo studio, il lavoro se c’è). Se i genitori non hanno certi valori, come fanno ad educare i figli? Che trasmettono loro? Ciò che non hanno? L’educazione avviene non solo a parole ma con l’esempio, cioè con parole dimostrate dall’azione.

           Che pretendono, quindi, genitori ed anche educatori, di allevare figli e allievi sani, forti, determinati e ben impostati per affrontare prove quotidiane, se non sono loro stessi ad essere tali? C’è da fare una precisazione: il processo educativo si basa su tre elementi fondamentali interagenti fra loro: la persona, l’ambiente familiare (educazione), il contesto sociale; è chiaro che l’elemento più importante è quello personale, cioè l’individuo con il suo bagaglio karmico che si può conoscere con la numerologia e l’astrologia. Se la persona è predisposta per certi valori è naturalmente più facile educarla ad esprimerli nel tempo, cominciando dall’infanzia dall’adolescenza e oltre, a patto però che incontri prima l’ambiente familiare adatto in cui possa germogliare e fiorire il suo patrimonio di esperienze del passato e poi il contesto sociale in cui possa riversare e sviluppare le sue doti, capacità e attitudini….. La scuola e l’ambiente di lavoro sono, infatti, la palestra ove l’individuo si esercita a contatto con gli altri in un rapporto dinamico spesse volte condizionante: lì, si apprendono più vizi che virtù e, se non c’è una base solida caratteriale, sorgono quei problemi che conosciamo quotidianamente.

          Di questi tempi va di moda, come dicevamo, un’abitudine scioccante: “lo sballo”, l’ubriacatura totale fino alla perdita di coscienza. Questi ragazzi e ragazze vanno in discoteca, si scatenano nel ballo, alcuni si drogano, poi escono, si mettono alla guida rischiando spesso la vita propria e altrui senza rendersene conto ( sono fuori coscienza), fanno sesso sciolto non considerando i pericoli: malattie e conseguenze varie, come la gravidanza. Tale è la obiettiva situazione di moltissimi giovani.

           I benpensanti si accaniscono contro di loro giudicandoli incoscienti, irresponsabili, delinquenti e scansafatiche ma non tengono conto che è mancato loro e manca tuttora l’anello fondamentale del processo educativo: l’esempio. Quando esso è positivo, educa, quando no, diseduca e spinge verso il male: mancanza di rispetto verso persone, cose e regole. E’ tutto qui spiritualmente, il motivo del malessere giovanile, l’esempio al negativo; mi spiego: hai bisogno di soldi? Bene!  Siccome è difficile trovare lavoro, allora ci si arrangia o facendo lavori sottopagati che sembrano colpire la dignità personale (ma se si lavora con spirito di sacrificio ed entusiasmo, anche il più umile e disgraziato lavoro può avere un significato “universale”) o si spaccia, ci si prostituisce, si ruba, insomma si delinque perché la molla esemplare comune è fare soldi ad ogni costo. Alcune ragazze belle e intelligenti guadagnano facendo un lavoro strano: si mostrano seminude in posizioni erotico-porno nella propria webcam ad un numero ristretto di clienti affezionati, non molto normali ma disposti a pagare. In sostanza, in questo periodo storico vale in misura fortissima quasi virulenta, l’esempio del denaro facile, della corruzione, e dell’accaparramento di denaro e di potere.

             Ma allora, che si deve fare per aiutare i ragazzi fin da bambini e poi adolescenti e oltre? Ci sono doveri familiari e individuali e doveri e responsabilità collettive e sociali. In famiglia è necessario comunicare non solo a parole cioè dialogare ma dimostrando da parte dei genitori, di esserci totalmente come perone  nel loro ruolo, animato e sostenuto dal rispetto e dall’amore.   Un  esempio: se un figlio minorenne passa una crisi di identità, il genitore più pronto lo deve sostenere nella maniera più adatta al momento e al carattere, in modo concreto e amorevole, tale comportamento è di una efficacissima e unica importanza (solo dopo anni si riconosce la validità di quell’aiuto in quel preciso momento). Il figlio/a impara ad essere considerato già come persona pronta e in potenziale crescita, sperimenta il rapporto a due costruttivo (specie quando si mettono in evidenza gli aspetti positivi di un fatto e del carattere), la fiducia in sé e nel prossimo, la voglia di migliorare e spesso di fare progetti per il futuro. Se poi in famiglia si parla di tematiche culturali a sfondo psicologico-spirituale e si discutono, ad esempio,  casi di vita quotidiana vissuta a scuola, a casa o visti in TV, il ragazzo/a cresce in un contesto vivo, sano, costruttivo e critico e, se anche dovesse incontrare ambienti e persone diverse per livello di cultura, sensibilità ed educazione, ha una buona autodifesa.

             Allora quegli adolescenti che si comportano “male”, che soffrono di crisi, di complessi strani, che si esprimono con violenza e tutta la rabbia che hanno in corpo, dovrebbero essere guidati con mano ferma vellutata verso valori “universali”, perché soltanto i pensieri e le idee, i concetti e le rappresentazioni uniscono gli uomini, mentre le emozioni, le passioni, i sentimenti e gli impulsi separano in quanto troppo personali. Il problema non è assolutamente semplice né di facile soluzione, mancano strutture e persone adatte ad educare, invece sono frequentissimi gli esempi devianti di “cattivi“ comportamenti che inconsciamente condizionano i più deboli.

            La domanda è sempre la stessa: che possiamo fare per aiutarli? Ognuno può trovare il suo modo ma è importante in qualsiasi occasione parlare adeguatamente di alti valori (è bene prepararsi, interessarsi ed essere pronti anche a discuterne, bisogna studiare sempre  ed essere aperti a nuove esperienze): rispetto, libertà, consapevolezza, bene comune, cultura che tocca e trasforma il profondo dell’uomo, il senso della vita e della morte ma con esempi vivi, concreti ed efficaci (quanti ricordi abbiamo da raccontare?). Sono parole talvolta poco comuni fra i giovani ma esprimono pensieri e concetti che entrano, bucano e, detti in maniera entusiastica, convincono, diventano semi e spesso germogli. Quindi, tutti noi possiamo dare anche il nostro contributo a questo problema così importante ai nostri giorni, prima di tutto pensando positivamente che ogni adolescente possa trovare il momento di apertura e di inizio di una sana trasformazione e contemporaneamente che le forze cristiche siano sempre più presenti nella sfera terrena vicino agli uomini ispirando movimenti culturali, religiosi, iniziative sociali efficaci per diffondere sani valori morali.

           




domenica 1 aprile 2012




Blog aprile 2012

Accettazione Consapevole

         Prima di spiegare che cosa è l’accettazione consapevole e come si può applicare, vorrei descrivere qual è il suo fine ultimo e a cosa serve in questo periodo così intenso di trasformazione e di cambiamenti che tutti, volenti o no, avvertono.

         C’è da fare subito una precisazione: in questo momento storico avvengono in ogni ambito, dal lavoro al rapporto con se stessi e con gli altri, spesso forti conflitti di concezioni, di idee, di comportamenti e di atteggiamenti mentali diversi, dovuti allo scontro di due correnti energetiche per ragioni culturali opposte, contrarie ma tese ambedue allo stesso obiettivo: quello di prendere consapevolezza delle proprie potenzialità e difetti per svilupparle al meglio; per quale scopo? ci si domanda: per diventare individui padroni del proprio destino presente e futuro e pensare ed agire in un contesto dove ognuno rispetta l’altro cercando di aiutarsi a vicenda con spirito di fratellanza e condivisione.

         Infatti, l’esigenza, che tutti coloro che vogliono lavorare su se stessi per trasformarsi e cambiare schemi di pensiero adeguandoli alle nuove richieste sentono, è quella  di rafforzare se stessi, di migliorarsi in funzione di uno scambio energetico con l’altro; è il rapporto interpersonale (in senso lato anche rapporti tra comunità, stati) che è centrale nel contesto della vita del pianeta terra, iniziando dai rapporti quotidiani con chi ci vive intorno. Che tipo di rapporto? Una relazione che rispetti il valore dell’altro, che valorizzi le peculiarità individuali per dare il meglio di se stessi, per costruire un mondo in cui tutti abbiano il loro spazio per esprimere i propri ideali, aspirazioni e necessità. Ciò può avvenire solo se ci abituiamo a conoscerci e ad accettarci per quello che siamo e  possiamo divenire rispettandoci.

         Allora, l’accettazione consapevole gioca un ruolo molto importante perché stimola la conoscenza di sé; infatti, stimola ad approfondire il rapporto con gli altri Ego Psicologici portatori del karma individuale, illuminandoli alla luce della coscienza con lo scopo di stabilire con essi una connessione di pieno equilibrio e armonia. Scoprire limiti, difetti e carenze, pregi virtù e potenzialità significa riconoscere le forze del Karma che ci condizionano, perché noi siamo la conseguenza di ciò che abbiamo pensato e sentito, voluto e agito in precedenti vite; ma per questo non vuol dire che non si possa raggiungere la libertà di pensare e agire secondo le nostre convinzioni acquisite con un onesto lavoro di conoscenza su noi stessi.

         Il passaggio dalla vecchia logica, che ha preso forma nelle dottrine esoteriche tradizionali iniziatiche, alla nuova consiste  proprio nel modo più fiducioso di rivolgerci alle entità superiori che ci guidano apparentemente da lontano: arcangeli, angeli e soprattutto il Cristo, l’Io Sono.           Tali entità altissime, ormai ci si può accorgere facilmente, sono scese più a contatto con gli umani dando loro il massimo aiuto, salvando il libero arbitrio individuale, per risolvere proprio le problematiche quotidiane. Quindi, appena riconosciamo che gli aspetti negativi degli Ego Psicologici superano un certo livello, occorre con pensieri mirati (autoterapia), con preghiere particolari invocare il loro intervento per darci la forza di accettare e di operare con consapevolezza i giusti cambiamenti. Tali altissime entità non risolvono i nostri problemi ma ci danno la giusta visione di essi e l’energia necessaria per farlo noi, offrendoci così l’opportunità di rafforzarci per diventare sempre più indipendenti, fiduciosi e autonomi.

       Porto un semplice esempio: durante le mie esperienze quotidiane mi riconosco di essere ribelle e di evadere dalle mie responsabilità con malcontento, ostinazione e  volontà di piegare eventi, situazioni e persone a mio piacimento e vantaggio, opponendomi all’accettazione consapevole dei miei difetti e soprattutto alla necessità di modificarli con un giusto lavoro su me stesso; il risultato di tale mio comportamento è intuibile: scontentezza, rifiuto, sfiducia e negatività, insomma una corrente di energie molto negative che non fanno vivere bene e impediscono una crescita liberatoria. Se intervengo con la forza dell’accettazione consapevole, ho subito la visione abbastanza chiara del mio limite, del mio difetto per cui accettandolo posso intervenire esercitando la capacità di adeguarmi come l’acqua ad ogni situazione; così si sviluppa l’Io Superiore in grado di avere la visione chiara dei miei debiti e crediti karmici contratti nelle vite precedenti. Praticamente l’Io Superiore rafforza il rapporto di fiducia con me stesso e la capacità di agire saggiamente in ogni situazione che il Karma mi pone innanzi.

         Ma non è tutto, c’è da aggiungere, ormai da qualche tempo, una nuova energia che è a disposizione di tutti, l’energia di amore, di verità e di giustizia che si può attingere dal rapporto diretto con le altissime entità, Io Sono, arcangeli e angeli. In che cosa consiste il rapporto diretto con le altissime entità? Occorre osservare alcuni accorgimenti: a) espandere la mente oltre la razionalità (se ragioni troppo non riesci a cogliere l’aggancio con l’energia, è sperimentato); b) accendere la fiamma della consapevolezza per illuminare il quadro della situazione in tutti i suoi particolari, da cui scaturiscono limiti, carenze e difetti che impediscono l’azione diretta; c) quindi invocare con una preghiera l’aiuto delle entità che immediatamente si mettono a disposizione, come? Trasmettono una delicata energia, calda e luminosa che ti fa accettare con atteggiamento “fraterno” qualsiasi lato oscuro, debole o troppo forte degli Ego Psicologici, permettendoti di plasmarlo alla luce dell’amore, della compassione, del perdono e della consapevolezza.

        Si discioglie quel comportamento conflittuale, di lotta tra luce e ombra che fa tanto soffrire, subentra una serena armonia con se stessi (lo scopo è quello della fiducia in sé) che in alcune situazioni, quelle non eccessivamente pesanti, si trasforma in gioia, allegria e benessere; è come se si stabilisse in noi un nuovo rapporto fra il Sé Superiore (che cresce sempre più) e gli Ego Psic.: di padre comprensivo con i propri figli che hanno tanto bisogno di luce e calore per maturare. Il condizionamento e la stretta del Karma si allentano notevolmente perché si apre lo spiraglio della disponibilità comprensiva e amorevole per sé e per gli altri.

         La persona che si esercita nello sviluppo di tale strumento evolutivo, l’accettazione consapevole, capisce sempre più le ragioni profonde del suo Karma, è come se se lo fosse dato da sé (effettivamente è così) per comprendere e apprezzare il saggio meccanismo dell’esistenza.

        Allora, quali possono essere gli effetti della pratica di tale strumento evolutivo? Un primo e importantissimo effetto è il seguente e si può riassumere in una legge matematica: chi non si accetta e non si comprende, non si approva e non si ama, non potrà mai accettare e comprendere, apprezzare e amare gli altri, il suo prossimo. La persona che si è come risvegliata a questo nuovo sentire, avverte nel profondo della sua coscienza la sua unione all’umanità intera e al tutto perché i suoi Ego Psic. sono quelli presenti con diverse sfumature in ogni essere umano, si sentirà soddisfatta, realizzata e in piena armonia con se stessa , condizione unica per progredire  seriamente nel cammino evolutivo.

    Qualche risultato concreto? Massima comprensione per le diverse razze, popoli e religioni, per i singoli individui appartenenti a qualsiasi classe sociale, livello culturale ed evolutivo, predisposizione alla fratellanza universale.

        Per sviluppare l’accettazione consapevole occorre fare gli esercizi, possibilmente quotidiani perché solo con la pratica si acquisiscono certi poteri e certe facoltà.

         Per comodità e chiarezza è opportuno distinguere gli esercizi in due categorie: quelli per il corpo fisico e quelli di carattere interiore.

         Riguardo al corpo fisico sostanzialmente essi mirano all’accettazione degli aspetti negativi del proprio corpo: a) guardarsi con serena obiettività (è fondamentale) allo specchio per riconoscere ed apprezzare particolari e caratteristiche mai prima scoperte del proprio corpo (ce ne sono molte mai prima osservate); b)  accettarle e valorizzarle consapevolmente recitando la formula: “ Mi accetto totalmente apprezzando tutti gli aspetti fisici miei molto personali e originali”; è una formula che può fare miracoli, purché si voglia e si creda fermamente in se stessi. Specie le donne  dovrebbero fare tale esercizio modificando lo schema di pensiero che si portano dietro fin da bambine; sicuramente ognuna avrà qualche particolare del proprio corpo: occhi, bocca e viso, seno, cosce e fondoschiena ecc. che sono apprezzabili e già apprezzati da altri. Occorre far leva su questi particolari per rafforzare l’autostima e ribellarsi ai modelli di bellezza fisica diffusi dai mass-media; ciò vale anche per gli uomini. Per rafforzare o modificare qualità psicomentali e spirituali bisogna ricorrere più decisamente all’autoterapia, cioè all’uso di formule mirate che vogliono rafforzare e sviluppare qualità o modificarne altre.  

        Per praticare esercizi relativi all’accettazione di qualità interiori per migliorarle e svilupparle, è opportuno fare un esame attento delle proprie qualità positive e delle potenzialità, dei limiti, difetti e carenze ma in modo sereno e obiettivo non critico autodistruttivo (come avviene di solito), per riconoscere specialmente i pregi su cui è bene far leva per suscitare fiducia, rispetto e autostima e poi recitare per 15-20 volte:Mi accetto totalmente con rispetto e considerazione, con volontà di migliorarmi e potenziare i miei pregi, sono serenamente armonico ed equilibrato”.

         Per facilitare l’esercizio interiore si potrebbe concentrarsi sull’idea o schema mentale della qualità desiderata, molto chiaro e preciso nei particolari da realizzare con costanza e determinazione fino a quando non si ottengono risultati apprezzabili e concreti.

         In sostanza l’accettazione consapevole è lo strumento che attiva la capacità di analisi psicologica molto profonda e l’autostima, base fondamentale per ogni tipo di autorealizzazione; infatti, se non ci si riconosce e accetta, non si può andare oltre la superficiale ed epidermica comprensione intellettuale dei processi psicospirituali, si ritorna sempre indietro alla concreta realtà degli Ego Psicologici che vanno conosciuti, accettati e amati e alla realtà del proprio corpo fisico da cui alcuni fuggono per paura di accettarlo, quasi schifati, altri, invece, lo apprezzano oltre misura senza domandarsi il perché delle sue forme; in esse si può leggere il carattere psicofisico e spirituale della persona. Ci sono autori che hanno approfondito nei loro studi la conoscenza della psiche umana  attraverso la configurazione fisica, la fisionomia e la gestualità di un individuo. Sarebbe molto interessante approfondire tale tipo di studi per arrivare a capire che ogni aspetto particolare di un corpo fisico è la manifestazione concreta visiva di una qualità, di una caratteristica o di una facoltà psichica dell’individuo.

          Mi sono rimaste nella memoria alcune affermazioni espresse da un autore che conosce molto bene il rapporto corpo fisico corpi sottili: eterico, astrale e io, Rudolf Steiner, su cui si può meditare  e, volendo, approfondire. (Sviluppo del karma umano attraverso la configurazione fisica, la fisionomia e la gestualità, di R. Steiner)

a)      “L’aspetto esteriore rivela un’immagine del comportamento morale e spirituale in una o più vite di una persona, particolarmente il volto esprime il nesso tra il comportamento e la disposizione morale.

b)      Costituzione corporea: esile e magra di chi ha riflettuto e pensato molto, grassa di chi ha vissuto intensamente il mondo esterno e tende ad ingrassare; chi non si è interessato di poco o di nulla, avrà un’ossatura poco sviluppata, capelli che crescono lentamente e gambe a O o a X.

c)      Un pensatore che ha usato molto la testa avrà una pelle morbida liscia e bella, chi non fu un pensatore, invece, ruvida e lentigginosa.



E’ facile capire, da tali esempi riportati, quanto sia stretto il legame fra corpo fisico e struttura morale e spirituale di un individuo, per cui l’accettazione consapevole rappresenta il mezzo per poter pareggiare squilibri antichi e creare nuove cause di un diverso e migliore destino.

   

        






venerdì 2 marzo 2012




Blog marzo 2012



Una possibile spiegazione karmica di un evento molto doloroso:

la morte di una persona cara, molto giovane



L’oggetto della riflessione è una storia presentata nel programma di Rai 1 “Verdetto finale” del 25.1.2012, una storia come tante che accadono nella quotidianità, lasciando uno strascico di pensieri, emozioni e sentimenti molto dolorosi che esigono però una spiegazione; non è possibile che eventi del genere si accettino così come fatalità inspiegabili, frutto di chissà quali scherzi del destino.

       Io ne ho sentita la conclusione, ne sono rimasto molto colpito ma subito mi sono venuti alla memoria più casi simili studiati e verificati con metodi di indagine spirituale, regressione non ipnotica a vite precedenti.

      Riassumo sinteticamente la vicenda: un giovane di 24 anni muore in un incidente stradale lasciando la fidanzata ventenne e i genitori nella disperazione più nera. Subito dopo il funerale la ragazza chiede ai genitori di lui di rimanere qualche giorno con loro; di qui inizia la vera tragedia, quei giorni si sono trasformati in un periodo di quasi due anni  in cui madre e fidanzata non fanno altro che vivere di ricordi del figlio-fidanzato, abbandonando i propri doveri. La madre, insegnante, non si sente di trattare con ragazzi poco più giovani di suo figlio trapassato e rinuncia al suo lavoro, la fidanzata non frequenta più l’università né esce con le sue amiche e insomma non riprende la sua vita di giovane con speranze aspirazioni e progetti. Madre e fidanzata stanno tutto il giorno a guardare foto, filmini e oggetti del giovane senza una via d’uscita dal dolore e senza lo sforzo di farsene una ragione per avere pace e riprendere a vivere.

       A parte tutte le altre considerazioni di ordine pratico, per cui la giuria, il giudice e gli esperti presenti (si tratta di un processo) hanno dato ragione al padre del ragazzo estinto che richiedeva l’allontanamento della ragazza dalla sua famiglia per farla rientrare nella propria casa riprendendo una esistenza normale per una giovane poco più che ventenne, ciò che mi ha colpito è stata la situazione in se stessa, cioè il fatto che le due donne, madre e fidanzata, siano disperate e attaccate ai ricordi dedicandosi al culto del trapassato e sacrificandosi come a ricompensarlo forse di ciò che non gli hanno dato “prima”.

       Quando “prima”? Che significa? Mi risulta per esperienza diretta  da indagini a livello spirituale con la tecnica  della regressione non ipnotica che certi rapporti, certe situazioni, certi comportamenti vissuti in precedenti vite, hanno un preciso riscontro nella presente, secondo la legge del karma; mi spiego portando esempi concreti, risultati di sedute di regressing fatte da me e da una collega: in un rapporto di coppia, lui, Daniele, molto attento, premuroso, geloso e molto attaccato  alla moglie Stefania, scopre improvvisamente, vedendola in macchina con un uomo, di essere tradito meschinamente. Allora accade un episodio molto simile a quelli narrati nei film di azione: lui, fa una conversione pericolosa, rincorre la macchina del rivale, la blocca frenandole davanti, scende, scopre che l’uomo con la moglie è un suo amico, inizia a ”fare a botte”, inveisce contro di lei ma Stefania con forza e rabbia, mentre tenta di dividerli, gli grida in faccia: - Vattene, Daniè, è tutto finito tra noi!

        Daniele, come tramortito  da un colpo, continua a picchiarsi con l’uomo ma appena finita la lite e tornato in sé, si rende conto della gravità della situazione, torna a casa dai genitori disperato.

         E’ chiaro che Daniele, venendo da me per una seduta, ha voluto sapere quale suo comportamento, quale sua azione in una vita precedente ha causato una simile tragedia, sì, proprio tragedia, perché per ragioni evidenti  non posso narrare tutti i gravi risvolti di tale evento; a me interessa far capire il motivo profondo di questa situazione.

         Daniele durante la seduta ha rievocato il ricordo di una esperienza molto simile a quella da lui ora vissuta in cui i ruoli dei protagonisti erano esattamente opposti: lui, giovane intraprendente sentimentalmente, curioso di esperienze, dopo aver sposato Stefania e avere avuto da lei una figlia  (rincontrata in un rapporto diverso come attuale sorella) si lega sentimentalmente con una giovane creando in Stefania un tale dolore da farle perdere la ragione e finire in ospedale psichiatrico. Daniele in regressione riprova la sofferenza destabilizzante di Stefania, capisce e si rende conto di averle fatto un grave torto che deve essere riparato, secondo la legge del karma.

        Dopo tale rievocazione, lui comprende che lei con il suo comportamento gli dà l’occasione in certo modo di accettare e riparare l’antico torto subito; egli lo fa, si rasserena, supera il risentimento, perdona e si sente pronto a ripartire per costruire un nuovo rapporto basato sulla fiducia e il rispetto. Non ha ricostruito con la moglie perché evidentemente in lei il ricordo del torto subito è stato molto forte ma ha capito il senso dell’esperienza correggendo il suo modo di rapportarsi con le persone, specie legate sentimentalmente, ha imparato grazie al tradimento subito ora il giusto comportamento per il futuro.

      Che riferimento può avere l’esperienza di Daniele e Stefania all’episodio trasmesso in TV a Verdetto Finale? Un primo aspetto dovrebbe essere chiaro: il fatto che madre e fidanzata siano state così violentemente e tragicamente abbandonate lascia presupporre, secondo il karma, che qualche grave mancanza, qualche atto drammatico e luttuoso, avvenuto nel passato, sia la causa remota dell’attuale situazione: nulla avviene per caso e senza un preciso significato e scopo nella vita di una persona, in questo caso addirittura di due persone.

      Un secondo aspetto più pertinente all’episodio televisivo l’ho percepito quando ho ripensato ad una seduta di regressing, fatta da una collega diverso tempo fa e raccontatami con grande commozione. Si trattò di una signora abbastanza matura, sofferente ancora dopo molti per la perdita di una figlia adorata cui aveva dedicato tutta la sua vita ricevendone in cambio gratitudine, apprezzamento e amore; sembrava il loro rapporto tra madre e figlia un esempio di amore perfetto da seguire e apprezzare sempre come modello.

       Un giorno maledetto la figlia Giorgia, ventenne, per un malore improvviso venne ricoverata in ospedale dove morì quasi subito per un attacco di leucemia fulminante. Luisa, la madre, cadde in uno stato depressivo che rasentò per poco la morte: disperazione e incapacità di capire perché un rapporto bello, sereno e costruttivo come il loro fosse così bruscamente e tragicamente interrotto.

       Se in tali circostanze si ha fede in qualcosa, si riesce a superare il dramma pensando che una ragione nascosta e misteriosa ci deve pur essere nel disegno universale di cui ognuno di noi fa parte, altrimenti è la più cupa disperazione, la rabbia contro ogni legge umana e divina, l’ignoranza offuscatrice di ogni ragione; ciò che provava la madre.

       Luisa andò dalla regressologa per cercare di capire la causa prima di tale tremenda esperienza e per sua fortuna la trovò. Riassumo brevemente: in una precedente vita, madre e figlia erano legate da un rapporto diverso, erano persone che appartenevano ad una comunità non proprio religiosa: la madre era un capo, uomo, con potere e autorità che esercitava non sempre in modo giusto e rispettoso, specie verso una giovane ragazza che pendeva dalle sue labbra, lo stimava, lo onorava come guida, ricevendone in cambio poca stima, disapprovazione, rifiuto e talvolta anche umiliazioni. La ragazza non manifestava odio o risentimento, gli obbediva e lo rispettava ma soffriva per tale incomprensibile comportamento fino quasi ad ammalarsi.

       La seduta terminò con la chiara scoperta di un torto tanto grave che, secondo la legge del karma, doveva essere riparato. Come è intervenuta la legge karmica per permettere a Luisa di rimediare  alla grave mancanza? Nella attuale rincarnazione Luisa come madre concepisce Giorgia, la alleva con tanto amore, dandole tutto (quanto non le aveva dato nella precedente vita!!) l’ama addirittura fino a considerarla come l’unica persona al mondo capace di condizionare i suoi stati d’animo, il suo essere madre e donna, in una parola, la sua vita.

      Quando Luisa raggiunge, secondo la legge del Karma, il culmine della riparazione del suo torto, della sua mancanza verso Giorgia nella vita pregressa, le viene tolta fulmineamente la persona più cara su cui ha fondato la ragione della sua esistenza. Perché tale improvvisa privazione?? Il Karma l’ha punita, l’ha castigata, sembrerebbe secondo la legge del “taglione”:- Tu mi hai fatto questo, io te lo rifaccio? No…!!! le ha fatto pesantemente capire che le attenzioni amorevoli, le cure affettuose e l’amore non vanno rivolte solo a chi ci piace e ci ricambia ma a tutti, l’amore è uno stato d’essere basato sul dono disinteressato di sé. Io ho chiesto alla mia amica regressologa quali sono stati gli effetti di quella terapia su Luisa; mi ha rassicurato che lei ha capito il perché le è stata tolta Giorgia in maniera così violenta e tragica e ha ringraziato la legge del Karma proprio per tale lezione. Sì, ha capito cosa significa rispetto, dignità, libertà e amore disinteressato e proprio dalla scoperta della causa di quell’evento drammatico ha iniziato ad agire in maniera più altruistica e quasi impersonale, non aspettandosi nulla in cambio ( aveva iniziato a fare volontariato negli ospedali); ma se non avesse vissuto quella tragica esperienza, quando si sarebbe mai risvegliata in lei la coscienza che vivere nel rispetto dell’altro, nell’amore altruistico, nella ricerca di un miglioramento di se stessi, è l’obiettivo primario di vita di una persona evoluta?? La legge di vita o Karma gliel’ha fatto capire!!

       Per ritornare all’episodio trattato in “Verdetto finale”, posso affermare serenamente che madre e fidanzata avevano qualcosa da riparare: torto o mancanza, comportamenti e modi di fare suggeriti da trascuratezza, da mancanza di attenzioni e cure? Spero che le due donne si risveglino alla coscienza dell’amore disinteressato e apprezzino la vita che è data loro di vivere per condividerla costruttivamente  e altruisticamente con il prossimo.

        Io ho rinfrescato nella mia mente alcune regole di saggezza molto importanti: non esprimere giudizi e accettare l’idea che c’è una spiegazione, più o meno chiara, per ogni evento e situazione di vita.   



         

Blog marzo 2012

Una possibile spiegazione karmica di un evento molto doloroso:
la morte di una persona cara, molto giovane

L’oggetto della riflessione è una storia presentata nel programma di Rai 1 “Verdetto finale” del 25.1.2012, una storia come tante che accadono nella quotidianità, lasciando uno strascico di pensieri, emozioni e sentimenti molto dolorosi che esigono però una spiegazione; non è possibile che eventi del genere si accettino così come fatalità inspiegabili, frutto di chissà quali scherzi del destino.
       Io ne ho sentita la conclusione, ne sono rimasto molto colpito ma subito mi sono venuti alla memoria più casi simili studiati e verificati con metodi di indagine spirituale, regressione non ipnotica a vite precedenti.
      Riassumo sinteticamente la vicenda: un giovane di 24 anni muore in un incidente stradale lasciando la fidanzata ventenne e i genitori nella disperazione più nera. Subito dopo il funerale la ragazza chiede ai genitori di lui di rimanere qualche giorno con loro; di qui inizia la vera tragedia, quei giorni si sono trasformati in un periodo di quasi due anni  in cui madre e fidanzata non fanno altro che vivere di ricordi del figlio-fidanzato, abbandonando i propri doveri. La madre, insegnante, non si sente di trattare con ragazzi poco più giovani di suo figlio trapassato e rinuncia al suo lavoro, la fidanzata non frequenta più l’università né esce con le sue amiche e insomma non riprende la sua vita di giovane con speranze aspirazioni e progetti. Madre e fidanzata stanno tutto il giorno a guardare foto, filmini e oggetti del giovane senza una via d’uscita dal dolore e senza lo sforzo di farsene una ragione per avere pace e riprendere a vivere.
       A parte tutte le altre considerazioni di ordine pratico, per cui la giuria, il giudice e gli esperti presenti (si tratta di un processo) hanno dato ragione al padre del ragazzo estinto che richiedeva l’allontanamento della ragazza dalla sua famiglia per farla rientrare nella propria casa riprendendo una esistenza normale per una giovane poco più che ventenne, ciò che mi ha colpito è stata la situazione in se stessa, cioè il fatto che le due donne, madre e fidanzata, siano disperate e attaccate ai ricordi dedicandosi al culto del trapassato e sacrificandosi come a ricompensarlo forse di ciò che non gli hanno dato “prima”.
       Quando “prima”? Che significa? Mi risulta per esperienza diretta  da indagini a livello spirituale con la tecnica  della regressione non ipnotica che certi rapporti, certe situazioni, certi comportamenti vissuti in precedenti vite, hanno un preciso riscontro nella presente, secondo la legge del karma; mi spiego portando esempi concreti, risultati di sedute di regressing fatte da me e da una collega: in un rapporto di coppia, lui, Daniele, molto attento, premuroso, geloso e molto attaccato  alla moglie Stefania, scopre improvvisamente, vedendola in macchina con un uomo, di essere tradito meschinamente. Allora accade un episodio molto simile a quelli narrati nei film di azione: lui, fa una conversione pericolosa, rincorre la macchina del rivale, la blocca frenandole davanti, scende, scopre che l’uomo con la moglie è un suo amico, inizia a ”fare a botte”, inveisce contro di lei ma Stefania con forza e rabbia, mentre tenta di dividerli, gli grida in faccia: - Vattene, Daniè, è tutto finito tra noi!
        Daniele, come tramortito  da un colpo, continua a picchiarsi con l’uomo ma appena finita la lite e tornato in sé, si rende conto della gravità della situazione, torna a casa dai genitori disperato.
         E’ chiaro che Daniele, venendo da me per una seduta, ha voluto sapere quale suo comportamento, quale sua azione in una vita precedente ha causato una simile tragedia, sì, proprio tragedia, perché per ragioni evidenti  non posso narrare tutti i gravi risvolti di tale evento; a me interessa far capire il motivo profondo di questa situazione.
         Daniele durante la seduta ha rievocato il ricordo di una esperienza molto simile a quella da lui ora vissuta in cui i ruoli dei protagonisti erano esattamente opposti: lui, giovane intraprendente sentimentalmente, curioso di esperienze, dopo aver sposato Stefania e avere avuto da lei una figlia  (rincontrata in un rapporto diverso come attuale sorella) si lega sentimentalmente con una giovane creando in Stefania un tale dolore da farle perdere la ragione e finire in ospedale psichiatrico. Daniele in regressione riprova la sofferenza destabilizzante di Stefania, capisce e si rende conto di averle fatto un grave torto che deve essere riparato, secondo la legge del karma.
        Dopo tale rievocazione, lui comprende che lei con il suo comportamento gli dà l’occasione in certo modo di accettare e riparare l’antico torto subito; egli lo fa, si rasserena, supera il risentimento, perdona e si sente pronto a ripartire per costruire un nuovo rapporto basato sulla fiducia e il rispetto. Non ha ricostruito con la moglie perché evidentemente in lei il ricordo del torto subito è stato molto forte ma ha capito il senso dell’esperienza correggendo il suo modo di rapportarsi con le persone, specie legate sentimentalmente, ha imparato grazie al tradimento subito ora il giusto comportamento per il futuro.
      Che riferimento può avere l’esperienza di Daniele e Stefania all’episodio trasmesso in TV a Verdetto Finale? Un primo aspetto dovrebbe essere chiaro: il fatto che madre e fidanzata siano state così violentemente e tragicamente abbandonate lascia presupporre, secondo il karma, che qualche grave mancanza, qualche atto drammatico e luttuoso, avvenuto nel passato, sia la causa remota dell’attuale situazione: nulla avviene per caso e senza un preciso significato e scopo nella vita di una persona, in questo caso addirittura di due persone.
      Un secondo aspetto più pertinente all’episodio televisivo l’ho percepito quando ho ripensato ad una seduta di regressing, fatta da una collega diverso tempo fa e raccontatami con grande commozione. Si trattò di una signora abbastanza matura, sofferente ancora dopo molti per la perdita di una figlia adorata cui aveva dedicato tutta la sua vita ricevendone in cambio gratitudine, apprezzamento e amore; sembrava il loro rapporto tra madre e figlia un esempio di amore perfetto da seguire e apprezzare sempre come modello.
       Un giorno maledetto la figlia Giorgia, ventenne, per un malore improvviso venne ricoverata in ospedale dove morì quasi subito per un attacco di leucemia fulminante. Luisa, la madre, cadde in uno stato depressivo che rasentò per poco la morte: disperazione e incapacità di capire perché un rapporto bello, sereno e costruttivo come il loro fosse così bruscamente e tragicamente interrotto.
       Se in tali circostanze si ha fede in qualcosa, si riesce a superare il dramma pensando che una ragione nascosta e misteriosa ci deve pur essere nel disegno universale di cui ognuno di noi fa parte, altrimenti è la più cupa disperazione, la rabbia contro ogni legge umana e divina, l’ignoranza offuscatrice di ogni ragione; ciò che provava la madre.
       Luisa andò dalla regressologa per cercare di capire la causa prima di tale tremenda esperienza e per sua fortuna la trovò. Riassumo brevemente: in una precedente vita, madre e figlia erano legate da un rapporto diverso, erano persone che appartenevano ad una comunità non proprio religiosa: la madre era un capo, uomo, con potere e autorità che esercitava non sempre in modo giusto e rispettoso, specie verso una giovane ragazza che pendeva dalle sue labbra, lo stimava, lo onorava come guida, ricevendone in cambio poca stima, disapprovazione, rifiuto e talvolta anche umiliazioni. La ragazza non manifestava odio o risentimento, gli obbediva e lo rispettava ma soffriva per tale incomprensibile comportamento fino quasi ad ammalarsi.
       La seduta terminò con la chiara scoperta di un torto tanto grave che, secondo la legge del karma, doveva essere riparato. Come è intervenuta la legge karmica per permettere a Luisa di rimediare  alla grave mancanza? Nella attuale rincarnazione Luisa come madre concepisce Giorgia, la alleva con tanto amore, dandole tutto (quanto non le aveva dato nella precedente vita!!) l’ama addirittura fino a considerarla come l’unica persona al mondo capace di condizionare i suoi stati d’animo, il suo essere madre e donna, in una parola, la sua vita.
      Quando Luisa raggiunge, secondo la legge del Karma, il culmine della riparazione del suo torto, della sua mancanza verso Giorgia nella vita pregressa, le viene tolta fulmineamente la persona più cara su cui ha fondato la ragione della sua esistenza. Perché tale improvvisa privazione?? Il Karma l’ha punita, l’ha castigata, sembrerebbe secondo la legge del “taglione”:- Tu mi hai fatto questo, io te lo rifaccio? No…!!! le ha fatto pesantemente capire che le attenzioni amorevoli, le cure affettuose e l’amore non vanno rivolte solo a chi ci piace e ci ricambia ma a tutti, l’amore è uno stato d’essere basato sul dono disinteressato di sé. Io ho chiesto alla mia amica regressologa quali sono stati gli effetti di quella terapia su Luisa; mi ha rassicurato che lei ha capito il perché le è stata tolta Giorgia in maniera così violenta e tragica e ha ringraziato la legge del Karma proprio per tale lezione. Sì, ha capito cosa significa rispetto, dignità, libertà e amore disinteressato e proprio dalla scoperta della causa di quell’evento drammatico ha iniziato ad agire in maniera più altruistica e quasi impersonale, non aspettandosi nulla in cambio ( aveva iniziato a fare volontariato negli ospedali); ma se non avesse vissuto quella tragica esperienza, quando si sarebbe mai risvegliata in lei la coscienza che vivere nel rispetto dell’altro, nell’amore altruistico, nella ricerca di un miglioramento di se stessi, è l’obiettivo primario di vita di una persona evoluta?? La legge di vita o Karma gliel’ha fatto capire!!
       Per ritornare all’episodio trattato in “Verdetto finale”, posso affermare serenamente che madre e fidanzata avevano qualcosa da riparare: torto o mancanza, comportamenti e modi di fare suggeriti da trascuratezza, da mancanza di attenzioni e cure? Spero che le due donne si risveglino alla coscienza dell’amore disinteressato e apprezzino la vita che è data loro di vivere per condividerla costruttivamente  e altruisticamente con il prossimo.
        Io ho rinfrescato nella mia mente alcune regole di saggezza molto importanti: non esprimere giudizi e accettare l’idea che c’è una spiegazione, più o meno chiara, per ogni evento e situazione di vita.   

         


Blog marzo 2012

Una possibile spiegazione karmica di un evento molto doloroso:
la morte di una persona cara, molto giovane

L’oggetto della riflessione è una storia presentata nel programma di Rai 1 “Verdetto finale” del 25.1.2012, una storia come tante che accadono nella quotidianità, lasciando uno strascico di pensieri, emozioni e sentimenti molto dolorosi che esigono però una spiegazione; non è possibile che eventi del genere si accettino così come fatalità inspiegabili, frutto di chissà quali scherzi del destino.
       Io ne ho sentita la conclusione, ne sono rimasto molto colpito ma subito mi sono venuti alla memoria più casi simili studiati e verificati con metodi di indagine spirituale, regressione non ipnotica a vite precedenti.
      Riassumo sinteticamente la vicenda: un giovane di 24 anni muore in un incidente stradale lasciando la fidanzata ventenne e i genitori nella disperazione più nera. Subito dopo il funerale la ragazza chiede ai genitori di lui di rimanere qualche giorno con loro; di qui inizia la vera tragedia, quei giorni si sono trasformati in un periodo di quasi due anni  in cui madre e fidanzata non fanno altro che vivere di ricordi del figlio-fidanzato, abbandonando i propri doveri. La madre, insegnante, non si sente di trattare con ragazzi poco più giovani di suo figlio trapassato e rinuncia al suo lavoro, la fidanzata non frequenta più l’università né esce con le sue amiche e insomma non riprende la sua vita di giovane con speranze aspirazioni e progetti. Madre e fidanzata stanno tutto il giorno a guardare foto, filmini e oggetti del giovane senza una via d’uscita dal dolore e senza lo sforzo di farsene una ragione per avere pace e riprendere a vivere.
       A parte tutte le altre considerazioni di ordine pratico, per cui la giuria, il giudice e gli esperti presenti (si tratta di un processo) hanno dato ragione al padre del ragazzo estinto che richiedeva l’allontanamento della ragazza dalla sua famiglia per farla rientrare nella propria casa riprendendo una esistenza normale per una giovane poco più che ventenne, ciò che mi ha colpito è stata la situazione in se stessa, cioè il fatto che le due donne, madre e fidanzata, siano disperate e attaccate ai ricordi dedicandosi al culto del trapassato e sacrificandosi come a ricompensarlo forse di ciò che non gli hanno dato “prima”.
       Quando “prima”? Che significa? Mi risulta per esperienza diretta  da indagini a livello spirituale con la tecnica  della regressione non ipnotica che certi rapporti, certe situazioni, certi comportamenti vissuti in precedenti vite, hanno un preciso riscontro nella presente, secondo la legge del karma; mi spiego portando esempi concreti, risultati di sedute di regressing fatte da me e da una collega: in un rapporto di coppia, lui, Daniele, molto attento, premuroso, geloso e molto attaccato  alla moglie Stefania, scopre improvvisamente, vedendola in macchina con un uomo, di essere tradito meschinamente. Allora accade un episodio molto simile a quelli narrati nei film di azione: lui, fa una conversione pericolosa, rincorre la macchina del rivale, la blocca frenandole davanti, scende, scopre che l’uomo con la moglie è un suo amico, inizia a ”fare a botte”, inveisce contro di lei ma Stefania con forza e rabbia, mentre tenta di dividerli, gli grida in faccia: - Vattene, Daniè, è tutto finito tra noi!
        Daniele, come tramortito  da un colpo, continua a picchiarsi con l’uomo ma appena finita la lite e tornato in sé, si rende conto della gravità della situazione, torna a casa dai genitori disperato.
         E’ chiaro che Daniele, venendo da me per una seduta, ha voluto sapere quale suo comportamento, quale sua azione in una vita precedente ha causato una simile tragedia, sì, proprio tragedia, perché per ragioni evidenti  non posso narrare tutti i gravi risvolti di tale evento; a me interessa far capire il motivo profondo di questa situazione.
         Daniele durante la seduta ha rievocato il ricordo di una esperienza molto simile a quella da lui ora vissuta in cui i ruoli dei protagonisti erano esattamente opposti: lui, giovane intraprendente sentimentalmente, curioso di esperienze, dopo aver sposato Stefania e avere avuto da lei una figlia  (rincontrata in un rapporto diverso come attuale sorella) si lega sentimentalmente con una giovane creando in Stefania un tale dolore da farle perdere la ragione e finire in ospedale psichiatrico. Daniele in regressione riprova la sofferenza destabilizzante di Stefania, capisce e si rende conto di averle fatto un grave torto che deve essere riparato, secondo la legge del karma.
        Dopo tale rievocazione, lui comprende che lei con il suo comportamento gli dà l’occasione in certo modo di accettare e riparare l’antico torto subito; egli lo fa, si rasserena, supera il risentimento, perdona e si sente pronto a ripartire per costruire un nuovo rapporto basato sulla fiducia e il rispetto. Non ha ricostruito con la moglie perché evidentemente in lei il ricordo del torto subito è stato molto forte ma ha capito il senso dell’esperienza correggendo il suo modo di rapportarsi con le persone, specie legate sentimentalmente, ha imparato grazie al tradimento subito ora il giusto comportamento per il futuro.
      Che riferimento può avere l’esperienza di Daniele e Stefania all’episodio trasmesso in TV a Verdetto Finale? Un primo aspetto dovrebbe essere chiaro: il fatto che madre e fidanzata siano state così violentemente e tragicamente abbandonate lascia presupporre, secondo il karma, che qualche grave mancanza, qualche atto drammatico e luttuoso, avvenuto nel passato, sia la causa remota dell’attuale situazione: nulla avviene per caso e senza un preciso significato e scopo nella vita di una persona, in questo caso addirittura di due persone.
      Un secondo aspetto più pertinente all’episodio televisivo l’ho percepito quando ho ripensato ad una seduta di regressing, fatta da una collega diverso tempo fa e raccontatami con grande commozione. Si trattò di una signora abbastanza matura, sofferente ancora dopo molti per la perdita di una figlia adorata cui aveva dedicato tutta la sua vita ricevendone in cambio gratitudine, apprezzamento e amore; sembrava il loro rapporto tra madre e figlia un esempio di amore perfetto da seguire e apprezzare sempre come modello.
       Un giorno maledetto la figlia Giorgia, ventenne, per un malore improvviso venne ricoverata in ospedale dove morì quasi subito per un attacco di leucemia fulminante. Luisa, la madre, cadde in uno stato depressivo che rasentò per poco la morte: disperazione e incapacità di capire perché un rapporto bello, sereno e costruttivo come il loro fosse così bruscamente e tragicamente interrotto.
       Se in tali circostanze si ha fede in qualcosa, si riesce a superare il dramma pensando che una ragione nascosta e misteriosa ci deve pur essere nel disegno universale di cui ognuno di noi fa parte, altrimenti è la più cupa disperazione, la rabbia contro ogni legge umana e divina, l’ignoranza offuscatrice di ogni ragione; ciò che provava la madre.
       Luisa andò dalla regressologa per cercare di capire la causa prima di tale tremenda esperienza e per sua fortuna la trovò. Riassumo brevemente: in una precedente vita, madre e figlia erano legate da un rapporto diverso, erano persone che appartenevano ad una comunità non proprio religiosa: la madre era un capo, uomo, con potere e autorità che esercitava non sempre in modo giusto e rispettoso, specie verso una giovane ragazza che pendeva dalle sue labbra, lo stimava, lo onorava come guida, ricevendone in cambio poca stima, disapprovazione, rifiuto e talvolta anche umiliazioni. La ragazza non manifestava odio o risentimento, gli obbediva e lo rispettava ma soffriva per tale incomprensibile comportamento fino quasi ad ammalarsi.
       La seduta terminò con la chiara scoperta di un torto tanto grave che, secondo la legge del karma, doveva essere riparato. Come è intervenuta la legge karmica per permettere a Luisa di rimediare  alla grave mancanza? Nella attuale rincarnazione Luisa come madre concepisce Giorgia, la alleva con tanto amore, dandole tutto (quanto non le aveva dato nella precedente vita!!) l’ama addirittura fino a considerarla come l’unica persona al mondo capace di condizionare i suoi stati d’animo, il suo essere madre e donna, in una parola, la sua vita.
      Quando Luisa raggiunge, secondo la legge del Karma, il culmine della riparazione del suo torto, della sua mancanza verso Giorgia nella vita pregressa, le viene tolta fulmineamente la persona più cara su cui ha fondato la ragione della sua esistenza. Perché tale improvvisa privazione?? Il Karma l’ha punita, l’ha castigata, sembrerebbe secondo la legge del “taglione”:- Tu mi hai fatto questo, io te lo rifaccio? No…!!! le ha fatto pesantemente capire che le attenzioni amorevoli, le cure affettuose e l’amore non vanno rivolte solo a chi ci piace e ci ricambia ma a tutti, l’amore è uno stato d’essere basato sul dono disinteressato di sé. Io ho chiesto alla mia amica regressologa quali sono stati gli effetti di quella terapia su Luisa; mi ha rassicurato che lei ha capito il perché le è stata tolta Giorgia in maniera così violenta e tragica e ha ringraziato la legge del Karma proprio per tale lezione. Sì, ha capito cosa significa rispetto, dignità, libertà e amore disinteressato e proprio dalla scoperta della causa di quell’evento drammatico ha iniziato ad agire in maniera più altruistica e quasi impersonale, non aspettandosi nulla in cambio ( aveva iniziato a fare volontariato negli ospedali); ma se non avesse vissuto quella tragica esperienza, quando si sarebbe mai risvegliata in lei la coscienza che vivere nel rispetto dell’altro, nell’amore altruistico, nella ricerca di un miglioramento di se stessi, è l’obiettivo primario di vita di una persona evoluta?? La legge di vita o Karma gliel’ha fatto capire!!
       Per ritornare all’episodio trattato in “Verdetto finale”, posso affermare serenamente che madre e fidanzata avevano qualcosa da riparare: torto o mancanza, comportamenti e modi di fare suggeriti da trascuratezza, da mancanza di attenzioni e cure? Spero che le due donne si risveglino alla coscienza dell’amore disinteressato e apprezzino la vita che è data loro di vivere per condividerla costruttivamente  e altruisticamente con il prossimo.
        Io ho rinfrescato nella mia mente alcune regole di saggezza molto importanti: non esprimere giudizi e accettare l’idea che c’è una spiegazione, più o meno chiara, per ogni evento e situazione di vita.