sabato 9 novembre 2013

blog novembre 2013



Blog novembre 2013

Riflessioni e consigli sul rapporto individuale con la conoscenza e il suo significato

           Siamo continuamente disturbati, in questo periodo dopo il 2012, dal desiderio indistinto ma molto forte di ottenere subito risultati positivi dalla conoscenza acquisita con letture, studio o con altri mezzi; questo perché lo scorrere della vita anche spirituale si è velocizzata, è diventata più rapida e il bisogno di avere certezze, sicurezze e risultati concreti si è fatto parte importante del nostro vivere e delle nostre aspirazioni e desideri.
         Vorremmo saltare  tutti i passaggi intermedi  per giungere alla mèta che noi immaginiamo tale da risolvere tutte le nostre preoccupazioni e ansie, come uno stato di assoluta calma, neutra  statica e serena fuori dal contesto quotidiano di conflitti battaglie e sofferenze varie; ma non è così, invece, che si raggiunge quello stato energetico dinamico che consente di orientarsi con consapevolezza e spirito di accettazione e adattamento a circostanze e condizioni quotidiane anche pesanti e difficili. Si avverte la necessità di fare qualcosa pur di uscire da paure, disagi e malessere.
           Sono molti e di vario genere i fatti, gli avvenimenti che viviamo ogni giorno e affrontarli senza una base di conoscenze acquisite o in via di acquisizione e sperimentazione è difficile, non dà sicurezze interiori dinamiche nel senso che non permette di valutare direttamente le cose e di trovare il giusto atteggiamento adattandosi alle circostanze per risolverle. Dipende esclusivamente da noi perché le richieste spirituali sono molto insistenti e precise: se vuoi realizzarti, devi sforzarti di concretizzare almeno una delle tante, troppe verità che girano nel mondo della cultura sia della vecchia che della nuova energia; infatti, le verità cosiddette “nuove” non sono altro che la riscoperta delle “vecchie”, risultato di ispirazioni e ricerche  da parte di maestri e iniziati, ampiamente sperimentate a livello spirituale da millenni. E’ sufficiente sforzarsi di attuare l’accettazione e la fiducia in se stessi per fare un salto di qualità: da individui dipendenti da giudizi e valutazioni esterne si può, anzi si deve diventare persone sicure di sé e nel bene e nel male, rispettosi della propria identità, dignità e libertà. Se si riesce anche per un minimo, la vita cambia perché si aprono nuovi orizzonti e ci si sente spinti ad avanzare e progredire, nuovi valori e idee da realizzare ci vengono incontro, siamo entrati nell’onda dell’energia che suscita gioia entusiasmo e amore per la vita.
          Occorre però seguire un certo comportamento e impegnarsi per una educazione della volontà, che risulta un po’ difficile in questi tempi in cui si vuole tutto e subito; si tratta di fare innanzitutto una scelta precisa tra il vivere sbattuti a dritta e a manca in mezzo ai flutti della quotidianità: rapporti personali e di lavoro, circostanze varie e strane, colpi imprevisti del destino e altro e imporsi una regola, l’abitudine di accettare, osservare e capire ogni cosa cercando di sviluppare consapevolezza e la chiara visione del significato di ogni esperienza-messaggio. Tale comportamento è la base di ogni crescita e maturazione personale perché, quando si vive affrontando esperienze-prove con tale atteggiamento, si realizzano veramente i valori e gli obiettivi del processo conoscitivo. Il saggio dice:- Vuoi realizzarti? Ebbene, fai un passo sulla via della conoscenza e tre su quella della realizzazione. E’ questo il giusto comportamento verso la conoscenza!!! Essa illumina ma per divenire strumento efficace di trasformazione e miglioramento va messa in pratica, altrimenti, illude e inganna sull’effettivo valore dei risultati raggiunti solo teoricamente con lo studio.
            Prova di ciò sono i moltissimi casi di persone che seguono corsi, seminari, incontri….spendendo anche tanti soldi ma che dopo un po’ di tempo si ritrovano daccapo a scontrarsi con i propri difetti, limiti e carenze che vengono lasciati in disparte senza essere riconosciuti e trasformati attraverso la scuola della vita e senza la consapevolezza di dover lavorare  sul proprio carattere, unica fonte delle nostre naturali potenzialità; queste, se non vengono riconosciute ed esercitate, si disseccano e muoiono. In fin dei conti l’unico reale scopo della conoscenza è proprio quello di trasformare il carattere per raggiungere “la perfezione” cioè il vero obiettivo della nostra evoluzione. Per fortuna ci sono tantissimi casi di persone, invece, che hanno capito e si mettono in gioco con umiltà e con il gusto della lotta, della sfida e del confronto diretto, sono le persone vive piene di entusiasmo e interesse per la vita, hanno capito che questa esistenza se la sono scelta loro per raggiungere determinati obiettivi: amore attivo, libertà e creatività, gioie esistenziali, condivisione e fratellanza e che se si lasciano sfuggire le moltissime occasioni quotidiane, queste non tornano più lasciando rimpianti e rimorsi.
          Quindi, lasciamoci trasportare dall’entusiasmo iniziale per affrontare con fantasia e creatività la nostra esistenza sempre supportati dalla conoscenza ma animati dal desiderio di realizzare anche il minimo obiettivo, non importa quale, purché smuova il desiderio e la volontà di fare qualcosa. Ecco l’utilità indispensabile di agire, di praticare una disciplina della volontà, sono sufficienti pochi minuti, un piccolo spazio-tempo da dedicare alla educazione dei propri sentimenti, emozioni e in specie pensieri, proprio per creare i muscoli della mente, dello spirito, come in palestra si allenano i muscoli del corpo; la nostra bella (anche se piena di sofferenze) esistenza deve diventare una spirit-gym, allora ci sentiremo più attivi, meno attaccati dalle forze negative che sono energeticamente la cause prime del malessere e del disagio e perciò vanno debellate.
           Nella mia famiglia, come prevenzione, ci siamo imposti di non “raccontare” il nostro malessere: dolori fisici vari (ce ne sono di tutte le specie, dalla testa ai piedi), reazioni ed emozioni giuste e umane agli eventi ma, se comunicate agli altri, creano le “egregore”, motori energetici che coinvolgono e stravolgono chi entra nel loro influsso, specie se negative; siccome pratichiamo da molto tempo tale abitudine, ne vediamo gli effetti positivi. Quando però la sofferenza tocca il massimo livello di sopportazione, e ciò avviene piuttosto spesso, allora ognuno di noi trova il tempo e il modo di recitare formule e preghiere, poi, se non è una situazione molto grave, ci scappa anche qualche sommessa risatina se ci accorgiamo che la “la mente” ci ha offuscati e impauriti, sì, perché la sua funzione è quella della “masturbazione mentale”,  al 90% causa del disagio e del malessere psicofisico e spirituale. Oltre agli esercizi individuali da svolgere quotidianamente, c’è una formula-meditazione accanto al Padre Nostro cristiano e al mantra buddistico (Nam myoho renge kyo), che è la 5°essenza energetica più potente conosciuta nell’esoterismo occidentale e apprezzata anche in quello orientale:……Sii calmo! E sappi: Io Sono Dio! E’ sufficiente recitarla con profonda intenzione ed emozione tante e tante volte, in qualsiasi tempo e luogo, per sentirsi centrati calmi e pieni di amore verso la vita; provare per credere!
        Quando si tratta di situazioni e condizioni di vita molto pesanti e gravi, come malattie e stati difficili, occorre fare appello a tutte le risorse, oltre anche alle preghiere agli arcangeli, ognuno deve trovare in sé il modo più confacente ed efficace per affrontare con consapevolezza e amore la propria condizione; talvolta si deve ricorrere ad una totale trasformazione del proprio modo di pensare e vivere sempre sostenuti da conoscenza e pratica.
      Per concludere, è giusto sforzarsi di concretizzare cioè praticare quelle verità che sentiamo più affini a noi per entrare nel flusso della energia-pensiero di amore che ci guida, tutti, se lo vogliamo verso i nostri obiettivi evolutivi con l’intenzione di realizzarci  armonizzando pensieri sentimenti e azioni. Tale è stato, è e sarà sempre il fine ultimo di ogni sano e cosciente cammino spirituale di crescita e realizzazione. Quale consiglio più appropriato della spinta a mettersi in gioco, a sperimentare proprio la conoscenza per trasformare la nostra vita in una palestra, spirit-gym, fonte di qualche sacrificio ma di molte soddisfazioni e gratificazioni? Certo, la nostra esistenza l’abbiamo scelta noi per r e a l i z z a r e il nostro e solo nostro programma di sviluppo. Per questo la conoscenza traccia una strada, dà una direzione ma le gambe le dobbiamo usare noi per camminare e raggiungere una dopo l’altra le diverse tappe, i diversi traguardi, quindi esortazione a praticare esercizi,  pregare, recitare formule e altro…….. per diventare maghi nuovi, Merlino.
         
         

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