mercoledì 1 febbraio 2012

blog febbraio 2012


 



Blog febbraio 2012

Due stati di essere contrastanti e illusori: povertà e ricchezza



                Di questi tempi non si parla d’altro che di cittadini  ricchi e poveri, povertà e ricchezza; considerando e valutando i due stati sociali soltanto dal punto di vista materiale, cioè sulla base della quantità di soldi, beni  e proprietà a disposizione, al di sopra di una certa soglia si è ricchi, rispetto al fisco, al di sotto, si è poveri, senza però considerare qualità, caratteristiche particolari, modi di essere e comportarsi che descrivono con maggiori particolari lo stato di essere ricchi o poveri.

            Il ricco, secondo l’opinione comune, è colui che nella dichiarazione dei redditi annuale al fisco, se la fa, denuncia tante decine di migliaia di euro e/o di beni e proprietà per cui si presume che abbia un potere di acquisto notevole nella società in cui vive potendo procurarsi qualsiasi cosa in rapporto al suo reddito: case, beni e proprietà, auto, viaggi, yacht e servizi di ogni genere, quindi il ricco si configura come un individuo che si può permettere molto.

           Le persone comuni pensano che il ricco sia felice, che abbia raggiunto uno stato di essere di pienezza, di sicurezza (economica, sì) interiore libero da paure, ansie e preoccupazioni e che abbia capito il senso profondo della vita, dato che non deve combattere per pagare bollette, servizi e spese quotidiane.

            Tale pensiero è il più illusorio ed errato che si possa formulare; infatti, ogni essere umano è conformato in maniera tale da sentire esigenze di carattere spirituale (logica dell’essere) e materiale (logica dell’avere), per cui di fronte a tali richieste naturali,  gli individui si comportano secondo la loro legge interiore e il modo di concepire l’esistenza che rispecchia il loro rapporto karmico con la vita. La ricchezza e la povertà sono aspetti in certo modo secondari, contingenti.

           Conosco gente ricca e benestante che come mentalità è più povera del più spiantato disoccupato che ruba per vivere, perché è attaccata ai soldi, alle sue proprietà, ha paura di spendere, di essere derubata o ingannata, è bloccata nella mente, spera solo di mantenere il proprio stato di sicurezza economica fino alla morte e oltre…. In realtà per tali persone la ricchezza è una terribile illusione, sanno di possedere sostanze e beni ma non godono gli effetti del loro benessere, della sicurezza almeno di fronte alle richieste quotidiane, non viaggiano per conoscere e divertirsi, non spendono per approfondire e sviluppare le proprie doti e potenzialità o per aumentare il proprio bagaglio di conoscenze, di cultura e di esperienze.

          Allora ci si domanda:- Ma a che serve la ricchezza a tali persone? Secondo il buon senso alcuni ricchi sono svantaggiati e condizionati negativamente dal benessere che li blocca mentalmente, mentre altre persone, povere, senza risorse materiali in realtà si godono la vita meglio di loro in quanto la loro mente è occupata da pensieri positivi, di piacere, di soddisfazione per cose semplici e naturali, godono appagate quel poco che hanno sfruttandolo al meglio; tale corrente di pensieri suscita in loro uno stato reale, non illusorio, di benessere mentale che li accontenta. Non è difficile incontrare persone vestite con indumenti di poco prezzo, comprati sulle bancarelle dei mercatini rionali, spesso anche usati, comportarsi con un tocco di signorilità, eleganza e misura, che non corrispondono affatto al loro stato sociale di bisogno, di ristrettezze ma al loro stato mentale di abbondanza, ricchezza e benessere; parlare con loro è una bella esperienza perché i fatti della vita da loro raccontati assumono un colore diverso, più caldo e umano, più positivo e sicuro.

          Quindi, la ricchezza esteriore, l’opulenza e il lusso rare volte sono l’espressione di un animo elevato, di un certo spessore e livello mentale e spirituale, sono manifestazioni karmiche da rispettare in quanto effetti di chissà quali cause remote in altre vite che, se non utilizzate in questa, secondo la precisa legge che governa il denaro: produzione, potere, uso e risparmio, si disperdono senza alcun frutto; infatti, il ricco ha il dovere di usare consapevolmente le conseguenze positive del suo operato in altre vite, acquisite probabilmente anche con sacrifici e privazioni, perché la ricchezza non dura oltre questa vita, se non usata ragionevolmente anche a servizio del prossimo, non come dono ma come mezzo per creare a sua volta ricchezza. Il ricco è più sfidato dalla vita  in quanto ha continue occasioni per mettere alla prova le sue doti di equilibrio, di misura nell’uso della ricchezza, di controllo dell’impulso di preponderanza, di sopraffazione, di dominio dei suoi ego che potrebbero scatenarsi nel cattivo uso della libertà, di rispetto del più debole, di altruismo e generosità, di non condizionamento dallo stato di benessere che potrebbe soffocare l’impulso alla crescita spirituale; il ricco, se consapevole e animato dal desiderio e dalla volontà di maturare anche spiritualmente, ha molte possibilità di utilizzare questa vita come una palestra di prove e sfide evolutive.

           Comunque, ancora una volta osservando i fatti del mondo spassionatamente si può capire il valore e il senso del pensiero: ciò che penso, sono,  per creare nuove cause di un destino più favorevole anche materialmente; infatti, chi attualmente non ha sicurezze materiali, può acquisirle sforzando la sua volontà a creare situazioni, occasioni favorevoli seguendo un certo programma di lavoro psicomentale ben studiato e mirato, sostenuto da un adeguato supporto di pensieri positivi (formule di autoterapia o autoaffermazioni). Qualcuno, magari fra quelli che si ritengono concreti con i piedi a terra, sorriderà sostenendo che è difficile per una persona, se non addirittura impossibile, modificare solo con il pensiero le sue condizioni attuali di carattere economico; la realtà di alcune esperienze fatte da persone molto interessate a migliorare le proprie condizioni, contraddicono quelle affermazioni negative che ostacolano qualsiasi tentativo di rinnovamento e miglioramento, che sono le premesse di un nuovo modo di concepire la esistenza segnata dal karma passato.

            Quindi, pensarsi ricco, significa esserlo; ci sono tuttavia diverse persone che, pur avendo benessere ricchezza e proprietà, pensano male cioè hanno paura di perdere i loro averi, temono di essere derubate ingannate…..pertanto pensano da povere e lo sono mentalmente, non godono dello stato di benessere che hanno. Viceversa, altre che, pur non avendo sostanze materiali, pensano in modo molto positivo, spendono e spandono quel poco che hanno e conducono  esteriormente una esistenza da signori, questi sono i veri ricchi nell’animo e nella mente, si godono la vita, gli altri, no!!!

            In tutte le situazioni della vita molto spesso siamo soggetti all’illusione delle apparenze, giudichiamo da ciò che ci appare senza penetrare nell’essenza vera delle cose, dell’essere, specie delle persone. Povertà e ricchezza sono i due stati umani più appariscenti ma ingannevoli, basta liberarsi dai luoghi comuni e dalle ingannevoli apparenze per entrare nella logica dell’essere, in cui ci si renderà conto di cosa significhi essere ricchi o poveri secondo la legge reale del pensiero: se mi penso ricco, lo sono, se mi penso povero, lo sono.  E’ molto interessante sperimentare questi due stati di essere perché si può capire la chiave della legge della vita spirituale: l’energia pensante, unico e reale strumento di crescita e trasformazione individuale.      


domenica 1 gennaio 2012

blog gennaio 2012


Blog gennaio 2012



IL PERDONO

  Nelle conversazioni con familiari, amici e persone anche estranee, con cui si parla di problemi comuni ma importanti per il vivere quotidiano e per la propria maturazione e crescita personale, appena si tocca il tasto del perdono, scattano le reazioni più strane che mi fanno riflettere seriamente sul tipo di cultura, maturità e concezione di vita e sulle reali capacità individuali di accettare e comprendere anche chi compie azioni ”cattive” colpendo persone apparentemente senza colpa. Penso alla infinita diversità dei caratteri, dei comportamenti, dei pensieri e della azioni individuali.

E’, quindi, opportuno spiegare il significato profondo del perdono, quando deve intervenire nella vita personale e quali gli effetti positivi che possono essere davvero eccezionali, se uno tiene ad usare l’energia che sta dietro l’atto del perdono per liberarsi definitivamente dal peso dell’odio, della vendetta e di altri sentimenti che soffocano il cuore e la mente.

C’è, però, da fare una premessa molto importante suggerita dalla considerazione che in questo periodo storico cosiddetto “dell’anima cosciente” anche la volontà, la saggezza, la conoscenza spirituale e ogni aspetto culturale dovranno essere compenetrati di forza amore, come lo sono la fede e la compassione.

Infatti, risulta, alla luce di una saggezza universale che l’esperienza più profonda di realizzazione ad alto livello spirituale si può sintetizzare nella frase: “ Non io amo, ma l’energia amore dell’Io Sono fluisce per mio tramite sulle creature del mondo incondizionatamente”. Tutte le esperienze che una persona può fare nel suo vivere quotidiano a contatto con la realtà sensibile e nei suoi pensieri, sentimenti ed emozioni, improntati a tale energia cosmica di amore, possono ritenersi senza alcun dubbio, le nuove cause di un radioso futuro destino e di un miglioramento dell’attuale, seppur doloroso e pesante.

 Chi vive con spontanea e naturale continuità tale esperienza di amore impersonale, sforzandosi il più possibile di non lasciarsi contaminare dagli istinti, impulsi e desideri dei suoi Ego personali, rafforza notevolmente il rapporto con se stesso, cioè con la sua rinnovata coscienza, ma specialmente capirà ed userà l’aspetto più attivo ed efficace dell’energia impersonale: il perdono, che spezza la catena delle connessioni karmiche e discioglie ogni egoità.



Nasce la domanda: come si inserisce allora la forza del perdono nella vita comune e di conseguenza  nella legge del karma?

Innanzitutto è necessario spiegarne il significato più profondo e sostanziale: perdonare non vuol dire soltanto non vendicarsi o non reagire malamente a certe azioni né sostituire a certe reazioni violente e aggressive modi gentili e garbati, se poi nella mente e nel cuore persistono sentimenti di rifiuto e risentimento, di fastidio, astio e disgusto.

Il vero significato di perdono è contenuto nell’etimologia della parola: per-donare, cioè donare attraverso, al di là dei torti subiti e dei sentimenti feriti di qualche Ego particolare, donare malgrado ciò, stima e affetto, considerazione e fiducia, comprensione e benevolenza.

Il perdono in sé esige anche la cancellazione totale dell’offesa e il ripristino della condizione serena e normale della coscienza prima dell’offesa ricevuta. Infatti, chi perdona non dovrebbe identificare l’offensore con l’errore, la mala azione commessa, ma dovrebbe sviluppare una reale capacità di comprensione verso il colpevole, perché è contrario al vero spirito del perdono dimenticare o annullare gli aspetti positivi umani e apprezzabili del colpevole, che sono la più vera espressione del suo Io.

Chi invece conserva risentimento, rancore e desiderio di vendetta, è vittima di se stesso, perché non riesce a controllare le forze più basse che si insinuano istintivamente e subdolamente nella sua coscienza spingendolo alla vendetta. Tali sentimenti e impulsi indistinti lesionano e distruggono l’energia vitale profonda e l’equilibrio totale dell’individuo.

Risulta, infatti, da indagini eseguite a livello psicofisicomentale da medici e ricercatori, specie delle medicine alternative, che spesso la causa di gravi malattie che distruggono l’organismo (tumori ecc..), è da ricercarsi in continui e costanti stati d'animo di rabbia, di astio e di vendetta contro persone o contro la vita; i sentimenti di odio o di malanimo creano l’effetto boomerang, ottenendo il duplice risultato di danneggiare seriamente chi li emette e chi li riceve.

Sarebbe invece importante e costruttivo vivere fino in fondo l’esperienza del perdono sviluppando con serena e obiettiva imparzialità la consapevolezza delle probabili cause, da ricercarsi anche nelle precedenti vite (karmiche), che hanno provocato l’offesa, (la regressione a vite precedenti spiega le ragioni remote).  

E’ molto saggio, infatti, porsi una domanda quando riceviamo un’offesa: “Sono proprio del tutto innocente ed estraneo anche nel profondo inconscio?” Io me la pongo e spesse volte la risposta non è assolutamente affermativa, perché avverto un sottile e nascosto coinvolgimento che sfugge alla coscienza nel momento della rabbia o del dolore.

E’ consigliabile, per superare la sofferenza causata dalla mala azione, non ricordare e ripassare nella mente sempre tutti i particolari delle circostanze in cui è avvenuto il fatto (così non ci si libererà mai dal rancore o dall’odio perché sempre vivi e presenti), ma sforzarsi di capire la persona che lo ha commesso, cercando di sviluppare anche una certa compassione; io mi dico, per esempio:-Ma da una persona come lui/lei, che cosa mi potevo aspettare di diverso? E’ un povero essere, un povero diavolo che crede di fregare gli altri non accorgendosi di fregare prima di tutti se stesso, perché il male ritorna sempre indietro, specie come conseguenza karmica, e altre argomentazioni che mi fanno alla fine “perdonare” il malfattore.

Parecchie saranno le obiezioni a tali consigli: - Perché non hai subito tu quel che ho subito io; perdere un figlio per la cattiveria di una persona, è un fatto intollerabile……portare le conseguenze di un atto inconsulto per tutta la vita, è inconcepibile… e altre obiezioni, ma se si parte dall’idea che tutto ha un senso, prima o poi deve subentrare l’accettazione e il perdono per ritrovare un certo equilibrio… 



Effetti positivi del perdono



Ora è molto importante capire come l’azione del perdono influisca sul karma individuale e altrui e quanto sia altrettanto rilevante riparare immediatamente ad un torto o ad una offesa fatta verso qualcuno, quindi il perdono attivo. Chi perdona spezza realmente con il suo atteggiamento interiore e comportamento esteriore ogni concatenazione karmica con chi lo ha offeso sia in questa che nella successiva esistenza, esercita quindi un’azione liberatoria in quanto rafforza il rapporto con l’energia amore (comprensione), registrando al contempo un atto di stima e rispetto verso l’offensore improntato all’amore.

Chi commette la mala azione prima o poi riceverà il giusto correttivo, interiore o esteriore, dalle diverse situazioni della vita e non sarà risparmiato dagli effetti karmici per pareggiarla, ma chi perdona registra nel suo libro dell’avere effetti benefici e positivi, al pari di quelle azioni compiute con amore disinteressato e libero.

Il perdono e l’amore sono le reali emanazioni dell’impulso di amore universale e impersonale, che permea di sé il pianeta terra e particolarmente la legge del karma, permettendo agli uomini di volontà di vivere compenetrati totalmente nell’energia cosmica di amore; solo così si realizza l’ideale della fratellanza.

Nel buddismo i vari Ego dell’uomo devono essere annullati, disciolti nel Nirvana, per liberare mente corpo e anima da passioni, brame e desideri che li occupano nella esistenza terrena. Con l’esperienza: “Non io agisco, ma l’Io Sono in me” l’individuo che la vive, si unisce in piena indipendenza, libertà e autonomia allo spirito dell’umanità intera con tutta la potenza dei suoi Ego, penetrando nella forza attiva dell’Io Sono; in ogni attimo può trasfondere nei suoi pensieri, sentimenti e azioni l’energia creativa pensante che vuole fluire liberamente in ogni manifestazione della vita. Chi è giunto a tale livello, può considerarsi un vero evoluto che, rispetto a qualsiasi altro evoluto e maestro di altre dottrine, ha come una “marcia” in più, nel senso che, al di là di tutte le possibili virtù e poteri, attitudini e capacità, è penetrato nell’energia creativa pensante, fonte inesauribile di ogni possibile facoltà e attributo umano e divino, reale emanazione dell’IO Sono.

Ciò è possibile ad ogni uomo che lo voglia,  perché l’energia di amore universale pervade la terra e l’intera umanità permettendole di sperimentare la sua vera libertà, identità e dimensione eterna.



Auguri sinceri per un anno 2012 di grandi realizzazioni, almeno interiori, con positività e coraggio, volontà e tanta accettazione e comprensione!!!

giovedì 1 dicembre 2011






Blog  dicembre 2011

UNA ESPERIENZA DI TRASFORMAZIONE





Rimaniamo sempre in tema dì cambiamenti e trasformazioni, perché esistono molti libri, si fanno

molti seminari, conferenze e incontri che indicano tante vie e tecniche per raggiungere l'obiettivo finale:

risvegliare in sé quella forza, insieme di consapevolezza, dì accettazione e dì amore-condivìsione che fa apprezzare, tra l'altro, in modo molto positivo la vita propria, qualsìasi essa sia, in relazione anche a quella degli altri e apre un modo nuovo di essere e vivere dai risultati molto efficaci, naturalmente se ci sì impegna con volontà e costanza.

C'è una tecnica ma io la considero piuttosto una innovativa opportunità di considerare e valutare la

propria esistenza che, capita e praticata, riesce a nobilitare e a rendere degna di essere sperimentata con

piacere e soddisfazione la propria quotidianità e la problematica dell'essere e può considerarsi l'inizio di

una radicale trasformazione.

         Alla domanda: come si cambia? rispondo descrivendo l'inizio di tale esperienza (vorrei avvertire il

lettore che conviene provarla ogni tanto, e durerà brevemente, però con convinzione profonda e desiderio di

avanzare, di andare sempre oltre, essa con il tempo aprirà una nuova strada verso la vera consapevolezza),

si comincia così: in un momento di pausa dalla propria attività, per fumare una sigaretta, per respirare aria pulita, per leggere un giornale o durante una meditazione, pensare con convinzione che il passato.(insieme di ricordi, emozioni, pensieri legati a determinate circostanze) che tanto ci condiziona, è passato, quindi, deve essere abbandonato e lasciato scorrere come un fiume verso la sua foce in mare.

        // passato è veramente morto, perché deve pesare gravemente sull'anima, opprimendola,

offuscandola e impedendole di trovare quel barlume di luce che rischiara e riscalda la mente e lo spirito?

       Finché si è attaccati ad atti, esperienze, ricordi e anche ad insegnamenti e conoscenze del passato, si

è offuscati, annebbiati e impediti di entrare e penetrare in quella dimensione della coscienza in cui non

esistono più limitazioni e condizionamenti.

      Alcuni diranno che nei momenti di pausa pensano al futuro, secondo loro libero da condizionamenti e

influenze del passato e del presente. Grande illusione!!! Perché il futuro è incatenato al passato, è una

proiezione di tutti i desideri e aspirazioni irrealizzati nel passato e proiettati illusoriamente nel tempo

avvenire che autorizzano a pensare addirittura che non si possa essere liberi, finché la mente non sia scarica delle conseguenze delle proprie azioni.

      Ma allora, qua! è l'aspetto caratterizzante di tale esperienza di trasformazione? La coscienza e

l'apprezzamento del momento presente, del qui ed ora, hic et nunc; dobbiamo pensare che nulla ci

riguarda fuorché l'eterno presente, perché solo ciò che ci si presenta immediatamente ci riguarda cioè come

ci dobbiamo comportare, esprimere, in questa precisa circostanza per realizzare la nostra idea (quanto è più

impersonale, tanto più da completezza e serenità) nelle condizioni attuali.

     Questo è il nocciolo delia questione: vivere l'esperienza al presente ma, una volta vissuta, lasciarla dietro di sé invece di trascinarsela dietro a gravare mente e anima con il suo peso condizionante e talvolta offuscante. Si è pronti così per una nuova esperienza liberi da catene e pesi, si prova una leggerezza e un  amore per la propria vita in ogni suo aspetto e manifestazione; essa acquista un nuovo significato in ciò che ci viene dal passato e ci riempie dandoci la possibilità di completare e consumare ogni nostra esperienza attirata per karma e di aprirci successivamente al nuovo; si mettono in moto tutta la nostra fantasia, la creatività e la gioia di essere, vivere ed amare. In certi momenti, purtroppo sempre brevi, se si vive bene l'esperienza con spirito nuovo, si ha la sensazione di vivere una esistenza unica, irripetibile e fonte di soddisfazione e completezza; non si cercano più scappatoie superficiali per sfuggire al peso, alla noia e alla ripetitività. Tali sentimenti ed emozioni vengono bruciati da questa nuova forza che sempre più si potenzia e si affina, la forza della coscienza e dell'amore per la vita nella piena libertà dai legami con il passato.

       Qualche tempo dopo tale esperienza di liberazione dal passato e di affermazione del presente, si

possono fare delle riflessioni, tutta una serie di riflessioni che illuminano il cammino verso l'obiettivo finale, l'autorealizzazione: 1) potresti avere la sensazione che i pensieri che caratterizzano e sostengono la tua  nuova esperienza siano tuoi, soltanto tuoi, non attinti da libri, insegnamenti, filosofie e religioni o altro;

2) tutti I tuoi studi, interessi conoscitivi e Insegnamenti appresi durante iI tuo lungo tirocinio, pur essendo belli e veri, ti sono serviti a raggiungere questo stato di liberazione in cui tu ti sentirai al centro delle tue esperienze interiori come un gran sacerdote della forza che sempre più risplende in te, l’energia universale dell'io SONO o Sé Superiore; 3) avvertirai il grande valore del pensiero che, se positivo, ti farà avanzare con gioia e responsabilità sulla via dell'autorealizzazione: ad ogni pensiero positivo corrisponde un'energia che rafforza la fiducia in te stesso e nelle verità che cogli e senti rispondenti al senso evolutivo: ad esempio, l'Idea che il karma, che può bloccare la libera attività creativa concepito al negativo, manifesterà tutta la sua potenza, quando al momento presente, qui ed ora, pensi ed agisci positivamente esprimendo energia di amore incondizionato come durante la trasmissione di energie curative a distanza (telementazione) a persone o situazioni che ne hanno bisogno; e avvertirai effettivamente di essere libero in quel momento e solo in quel momento da condizionamenti karmici; 4) puoi percepire che, se ti attacchi ad esperienze, azioni e Insegnamenti del passato, ti sentirai come annebbiato, incapace di cogliere la luce della coscienza quasi impersonale che non conosce limitazioni e penetra nella infinita realtà delle cose.

       Per concludere, tale esperienza da vivere nel qui ed ora è uno dei pochissimi modi per superare il karma passato creandone del nuovo positivo libero da ogni condizionamento. Quando la si vive bene, nasce nella propria interiorità anche per pochissimi attimi, la coscienza dì essere uno con il tutto e tutti, di sentire nell'altro come un fratello con le sue personali caratteristiche ma soprattutto di riconoscere che è la nostra personalità terrena con pregi e difetti, con le proprie opinioni, desideri egoistici ed egoistiche ricerche ad essere legata mani e piedi al passato con la mente e l'Intelletto e destinata al trapasso, il solo corpo se ne va, perché lo spirito eterno ìndìstruttibile, unico e  irripetibile è unito all’IO SONO, di cui ogni essere creato e quindi ogni uomo è un meraviglioso attributo.

mercoledì 2 novembre 2011

Blog novembre 2011 VOLONTA’ DI CAMBIAMENTO Seguo da parecchi anni corsi, conferenze e seminari, leggo moltissimi libri e articoli di diverse fonti sempre nel campo della conoscenza psicospirituale e ho capito che tutte le informazioni, le terapie e gli stimoli che si possono trarre mirano ad un solo ed unico scopo: cambiamento e trasformazione di se stessi. Infinite sono le tecniche suggerite come sono infiniti gli appelli al cambiamento ma, come al solito, pochi sono i risultati raggiunti palesi. Quest’ultima frase è un po’ azzardata forse, perché non si possono calcolare i sottili e impalpabili effetti psicologici che sfuggono magari ad una concreta quantificazione, ma da certi comportamenti, espressioni, giudizi e pensieri espressi in certe situazioni difficili e negative si può arguire che cambiamenti sostanziali non ci sono ancora in molte persone che si definiscono attive spiritualmente. Io non mi accontento del bel parlare, dell’argomentare sottile infarcito di verità profonde ma di un reale e concreto modo di affrontare con energia nuova situazioni, eventi e rapporti, che dimostri veramente che qualcosa di vivo, nuovo e sostanziale sta operando efficaci risultati. Porto un esempio abbastanza recente: un mio caro amico, Piero, colpito da mancanza di lavoro, quindi di sostentamento, è caduto inizialmente in profonda depressione e crisi di valori, gli son venuti fuori dal subconscio sensi di colpa, di incapacità, inadeguatezza e di impotenza, giudizi molto pesanti negativi sul suo valore intrinseco, insomma condizioni interiori quasi per farla finita. Io l’ho seguito nei miei limiti condividendo la sua problematica e mi sono accorto che, se lui non avesse iniziato un cambiamento di rotta ai suoi pensieri, sarebbe veramente finito male. Cosa ha fato concretamente per uscire da tale situazione? Ha vissuto con lucida consapevolezza tutto il processo nei suoi aspetti psicomentali (la autoconsapevolezza e la presenza di spirito lo hanno salvato) fino ad arrivare al fondo, al punto in cui si è detto:-Se continuo così nella negatività e nella distruzione di me stesso, vado in rovina; se invece opero un cambiamento nei miei pensieri, in positivo, una speranza di riprendermi almeno psicospiritualmente, ce l’ho. Così ha fatto, servendosi dell’autoterapia: ha cominciato a pensare positivo con effetti tangibili, si è sentito subito meglio, più attivo, reattivo e creativo con maggiori energie vitali e qualcosa sul lavoro ha cominciato a muoversi. Complessi di colpa, di incapacità, inadeguatezza e paure sono quasi improvvisamente scomparsi; ora ha ripreso a lavorare con sostanziali e innovativi cambiamenti nel suo lavoro e si sente più contento e realizzato. E’ importante e decisivo fare una scelta, prendere la decisione di operare un cambiamento, seguirà senza dubbio una trasformazione sostanziale del modo di pensare e quindi di agire. Ogni tanto, io seguo questa tecnica: mi guardo fisso materialmente nello specchio e psichicamente nell’anima e mi dico ad alta voce, determinata e suadente: -Voglio cambiare!!! Mi vengono fuori parecchie resistenze che alla luce di una giusta consapevolezza rivelano la loro origine nell’infanzia-adolescenza. In molte situazioni, (l’ultima pochi giorni fa in un incontro-scontro condominiale) ho capito chiaramente di avere usato nel passato lo stesso potere di pensiero in negativo attirandomi tutta una serie di esperienze che mi hanno condizionato e limitato e bloccato le mie effettive potenzialità. Una volta guardatisi negli occhi (tecnica consigliata dai sicuri effetti), dovrebbe nascere la necessità di capire il senso del proprio essere, della propria vita attraverso la consapevolezza, unico strumento in grado di guidare il lavoro di cambiamento; vengono fuori difetti, limiti, strani comportamenti (tutti gli aspetti del doppio che non sono stati modificati), idee e rappresentazioni sorpassate e legate ad un passato difficile e penoso. Allora qual è il mezzo per effettuare la trasformazione e il cambiamento? Risposta semplice ma concreta: ripetersi continuamente, decine e decine di volte: - Mi accetto incondizionatamente e mi apprezzo…… Mi amo e mi approvo…… Sembrerebbe una soluzione infantile o addirittura una presa in giro, perché secondo la logica comune, il ripetersi semplici parole-verbi non può avere il potere di trasformazione che si cerca con le tecniche più sofisticate. La logica comune o la riflessione mentale è la causa prima di ogni mancata reale trasformazione: provare per credere!!! Mi viene di sorridere al pensiero che moltissime persone pagano anche prezzi alti per sentire le più sofisticate teorie sulle possibilità di trasformazione individuale, vengono specialisti da tutte le parti del mondo per parlare della trasformazione interiore ma di risultati se ne vedono pochi; io, siccome sono un ottimista di natura, sono convinto che ci vuole tempo, come in tutti i processi profondi, per capire che occorre praticare esercizi su quelle semplici ma sicure “verità” e non accontentarsi di sole parole. Per tornare alla mia esperienza, dico semplicemente che, quando recito queste semplici formule, e lo faccio da moltissimo tempo, mi sento attraversato da una notevole energia vitale, da un coraggio e da una fiducia in me stesso veramente eccezionali. Perché non deve funzionare anche per gli altri? Il segreto della risoluzione dei nostri problemi è in noi stessi: il di fuori è una proiezione speculare del di dentro. Quando siamo contenti e soddisfatti, vediamo tutto e tutti al positivo, ci sembra di aver trovato il paradiso in terra; quando, invece, siamo scontenti e disarmonici, consideriamo tutto e tutti al negativo: è una realtà, qualsiasi spiegazione di certe situazioni esteriori caotiche, disarmoniche, apportatrici di sofferenze e ansie, in chiave sociale o psicologica spicciola non ha alcun valore, perché è pura teoria incapace di penetrare nell’intimo delle cose, quindi, ancora una volta, è necessario rafforzare il nostro nucleo interiore: mi accetto così come sono, significa riconoscere e risvegliare infinite potenzialità nascoste; mi amo e mi approvo, vuol dire mettere in moto la fiducia, la stima per se stessi e il coraggio per affrontare e superare ogni sfida e prova. Il segreto racchiuso in ogni essere umano è che in tutti c’è una forza di unione a tutto e a tutti che va risvegliata ed esercitata continuamente; guai a chi si scoraggia se fallisce qualche volta prima di raggiungere qualche effetto sicuro, si deve sempre provare e riprovare per dimostrare la sincerità e la forza della propria determinazione a cambiare. Quando si ottengono risultati validi, ti senti in comunione con Dio dentro di te, negli altri umani e in tutte le cose visibili e invisibili. La causa di ogni malessere è la separatività da sé e dal mondo che ci circonda. Pensarsi e sentirsi uno con il tutto è la massima conquista di vita, ma ciò richiede pratica, esercizio, grande entusiasmo e determinazione.

sabato 1 ottobre 2011

blog ottobre 2011

Blog ottobre 2011 IL POTERE DEL PENSIERO PRESENTE (QUI ED ORA) Tutti i problemi personali provengono da schemi di pensiero e questi possono essere cambiati In tutte le persone che seguono una via di conoscenza ma anche in quelle che hanno solo qualche curiosità sulle realtà spirituali, è presente come una duplice personalità: una, la chiameremo ego conoscente, animato da curiosità e spirito di ricerca, segue ogni occasione per ampliare il suo bagaglio di sapere con letture, corsi , conferenze e seminari … da ogni esperienza trae risultati conoscitivi anche molto importanti che possono avere positive conseguenze sulla propria esistenza; l’altra, è costituita dall’insieme di tutti gli istinti, impulsi, desideri, esperienze sofferenze e delusioni e anche di virtù, attitudini ed energie positive che sono il motore della nostra esistenza e crescita: tale personalità viene comunemente chiamata con un termine specifico spirituale, il doppio, insieme di tutti gli ego psicologici, frutto di vite e vite di esperienze che purtroppo condizionano la nostra vita attuale (la numerologia li scopre ed identifica consapevolmente, la regressologia li risolve e discioglie). Ho notato con mio disappunto, già da molti anni, che non tutti coloro che hanno acquisito un notevole patrimonio di informazioni, nozioni e conoscenze nel campo della cultura spirituale, si sentono sereni e realizzati, positivi e gioiosamente attivi nella loro vita ma soprattutto, e questa è l’aspetto più sconcertante, nel rapporto con se stessi. Infatti, dialogando con tali persone su argomenti conoscitivi anche profondi e difficili, si riconosce la loro preparazione profonda, specifica in specie sulle leggi fondamentali dell’esistenza, il karma e la reincarnazione, la libertà e l’amore…. Sentirle parlare crea piacere, soddisfazione e all’inizio l’illusione che siano tutte verità già sperimentate e acquisite….. ma quando la conversazione scivola più nel particolare personale o si vedono agire, saltano agli occhi tutte le carenze e i limiti, le incapacità e gli ostacoli interiori alla realizzazione, alla messa in pratica di tali talvolta semplici verità. Perché? Andiamo a vedere quali sono i reali impedimenti, senza il loro superamento non c’è libertà, gioia serenità e benessere. Sono diversi i pensieri negativi (difficoltà e aspetti positivi tutti vanno riportati a pensieri, è il pensiero il motore di ogni riscossa) che disturbano il rapporto con se stessi: a) incapacità: sono un buono a nulla; b) senso di colpa: è sempre colpa mia!; c) odio per se stessi: mi odio e non mi accetto; d) risentimenti e disapprovazione: ce l’ho con me!; e) paura e inadeguatezza, biasimo…. sono queste le Malerbe che vanno sradicate, altrimenti ogni progresso spirituale è semplicemente un’illusione. Non è molto facile individuarne le cause però, si va a colpo sicuro se facciamo un salto indietro alla nostra infanzia e adolescenza, quando sentivamo rimproveri più che lodi per i nostri primi e goffi approcci con la realtà quotidiana; papà, mamma, nonni e zii ci bacchettavano se sbagliavamo, ci punivano e molto raramente ci elogiavano e premiavano (loro anche erano stati educati così, cosa ci potevano trasmettere?); per fortuna ora i tempi e i modi educativi sono almeno in parte cambiati! Tali comportamenti hanno lasciato un’impronta molto forte nel nostro inconscio e difficile da cancellare, solo la tecnica di cui parlerò ora può dare una garanzia di miglioramento e superamento di tali pensieri ed energie condizionanti. Come dicevo poc’anzi, il motore di ogni conoscenza e quindi di ogni esperienza e cambiamento è il pensiero: cambia il pensiero e il problema si risolve! Quando dico: sono un incapace, io esprimo un pensiero-energia negativo, se lo correggo dicendo: sono bravo e all’altezza, esprimo un altro pensiero-energia ma positivo. Allora, il potere del pensiero presente è questo: quando io penso, credo e affermo in questo istante una realtà, praticamente ho in mano il mio futuro perché il mio pensiero forma, indirizzando le sue energie, lo schema mentale che condizionerà le mie esperienze di oggi, di domani, dei prossimi giorni, settimane, mesi e anni. Ciò che io penso di me stesso diventa reale, è la mia realtà del momento presente che però mi condiziona nel futuro. Pensieri, sentimenti ed emozioni generano le mie esperienze, io plasmo la mia realtà; ciò che credo di me stesso e della vita in genere, si realizza senza limiti di scelta e tende a diventare sempre più convinzione. Allora, se vogliamo risolvere un problema, dobbiamo modificare il pensiero che lo genera. Come funziona tale meccanismo? Prendiamo l’esempio precedente: io sono un incapace (ma quando esprimo tale pensiero in realtà avverto prima sentimenti indistinti, emozioni confuse, poi lo formulo), tale affermazione-giudizio crea esperienze interiori ed esteriori di dolore e sofferenza, di limitatezza e inferiorità, in sostanza tutta la gamma delle negatività riconducibili al senso di incapacità e inadeguatezza; qui e ora entra in azione il potere del pensiero presente: sostituiamo al pensiero: io sono un incapace, il pensiero: io sono capace, sono all’altezza di ogni situazione e mi approvo, che per la legge del pensiero, che è quella dell’energia unica ( nuova), creerà corrispondenti esperienze interiori: sentimenti ed emozioni questa volta di gioia e sicurezza, pienezza ed efficienza….. Allora è tutto qua il segreto del potere del pensiero presente capace di trasformare il nostro schema mentale e quindi di risolvere problemi. Mille volte avremo sentito parlare in conferenze, seminari o letto in libri del potere del pensiero, ma sono pochi i risultati che si vedono intorno, perché? La risposta è univoca, semplice e universale: perché non si fa pratica, cioè non si fanno quei semplici esercizi che portano via, sì e no, 10 minuti di tempo al giorno: sono essi che trasformano realmente ogni schema mentale, se vogliamo, da negativo in positivo, non ci sono altri mezzi veramente efficaci. Si parla di un numero imprecisato di tecniche fisiche: Reiki, Bioenergetica, metodo Alexander, Feldenkrais, riflessologia, agopuntura…. con risultati apprezzabili anche sul corpo; di tecniche mentali e psicologiche: Gestalt, Rebirthing, Regressioni a vite passate, Art therapy, Reconnection….. che danno risultati validi a livello mentale e psicologico. Ci sono inoltre gruppi spirituali: Fondazioni Siddha, Rajneesh, chiesa Scientology, antroposofia, chiese cristiane ….. tutte le pratiche che si fanno con tali tecniche non danno però quei risultati sperati di cambiamento reale (ho diverse e numerose prove di ciò che dico), che ci si aspetterebbe, perché? La solita risposta, ci si bea dei risultati immediati per tranquillizzare la mente, per conoscere nuovi punti di vista della propria vita, per mettersi in contatto con la propria sorgente di luce, per parlare con entità superiori, ma si trascura di praticare quotidianamente il semplice esercizio di ripetere molte volte piccole frasi di autoaffermazione. Per esempio: mi approvo, mi apprezzo, mi accetto così come sono, sono grato alla vita per quel che sono e quel che ho… esse rafforzano il rapporto con se stessi, il rispetto, l’autostima, l’amore… che sono la pozione magica che risolve ogni problema e difficoltà. Occorre tuttavia fare una precisazione-osservazione sul modo, sullo spirito con cui fare gli esercizi recitando le formule: è molto utile praticare gli esercizi con un atteggiamento leggero, spontaneo e naturale fino a rasentare il gioco (ho notato che alcuni problemi affrontati con spirito giocoso e scherzoso perdono notevolmente la carica negativa e drammatica che li appesantiva). E ancora, quando si inizia questa importante svolta della propria vita con la ferma intenzione di cambiare atteggiamenti e modi di affrontarla, può accadere, anzi accade di sicuro, che vengano fuori dal subconscio pensieri strani del tipo: son tutte stupidaggini, sciocchezze, prese in giro……. ed emozioni, istinti e impulsi che magari non sentivamo da qualche tempo, è naturale perché il passato avverte di perdere sempre più potere su di noi e si vendica. Conviene prendere atto di tali contenuti, sorriderci su ma continuare imperterriti a recitare le formule. La prima fondamentale è la seguente: 1)mi amo e mi approvo, seguita da: 2) mi accetto e mi apprezzo totalmente, da recitare quasi no stop nella giornata. Basta provare e presto si vedranno effetti miracolosi!!! E’ chiaro che è opportuno essere consapevoli di questo piano di trasformazione e fare scelte consapevoli da portare avanti con un minimo di volontà, interesse e costanza nella pratica, come per esempio, cercare di sapere da dove viene il contenuto negativo del passato che ci condiziona; per rimanere saldi nella nostra esistenza attuale, occorre passare in rassegna possibilmente la nostra infanzia e adolescenza per individuare tutti quegli episodi che ci hanno creato vari complessi: di inferiorità, inadeguatezza, incapacità, disistima di se stessi. Nei nostri primi ricordi ma soprattutto nel subconscio sono custoditi tanti fatti, eventi ed esperienze che ci condizionano ora (la regressologia aiuta moltissimo a liberare il nostro subconscio). Tali esercizi iniziali possono considerarsi il mezzo più naturale per pulire la nostra mente liberandone tutte le energie potenziali, ma le formule 1 e 2 sono l’ottimo rimedio per rafforzare la nostra identità e coscienza.

giovedì 1 settembre 2011

blog settembre 2011

Blog settembre 2011 AMORE E SESSUALITA’ COME RIPORTARE IL SESSO ALL’AMORE CONSAPEVOLE SECONDA PARTE Lo stato di coscienza dei due partner nell’atto sessuale ha effetti concreti nell’ambiente in cui essi vivono, condizionando il loro modo di vivere e comportarsi: il raggiungimento o meno dei loro obiettivi, i rapporti familiari in particolare. Infatti, i figli, se vivono in famiglia specialmente, sono i primi ad essere influenzati dall’energia emotivo -mentale dei genitori: se questi sono in armonia, nel senso che cooperano con entusiasmo e disponibilità all’andamento familiare secondo schemi mentali ed emozionali positivi e salutari, la famiglia sarà un organismo sano, in piena crescita, pronto sempre ad affrontare e risolvere ogni sfida o prova o problema (nei limiti del karma), perché l’energia che sprigionano i genitori, caricandosi di sessualità positiva e amorevole, sostiene e nutre l’atmosfera che si respira nell’ambiente familiare. E’ ormai comprovato da studi di carattere sociologico e psicologico che la famiglia è un prodotto vivo del carattere e del comportamento dei suoi componenti nei propri ruoli quotidiani; una famiglia è efficiente e attiva, funzionale e produttiva materialmente e spiritualmente, se i genitori si amano reciprocamente nel senso che si rispettano, si comprendono stimandosi e praticando una sessualità sostenuta da affetto sincero e puro, consapevole, si sostengono psicoemotivamente e lavorano su stessi per raggiungere un equilibrio dinamico sempre attivo. Se, viceversa, i partner genitori cominciano a praticare la sessualità in senso negativo, nutrendo consciamente o no, la critica, la denigrazione, l’ostilità nascosta e l’astio rancoroso, presto la famiglia diviene disfunzionale: , la sessualità finisce, la coppia si divide, nell’ambiente si respira aria di nervosismo, insicurezza, di decadimento e morte psichica. Potrebbe capitare il caso in cui i partner o uno solo riescano a mantenere una coscienza attiva che permetta loro di uscire dalla negatività e dal senso di decadimento psicoemotivo e di incontrare un nuovo partner con cui ricostruirsi una nuova vita, quindi, un nuovo rapporto, un nuovo ambiente; ciò risulta possibile in alcuni casi perché subentrano in aiuto le forze del karma. Che significa aiuto karmico? Quando parliamo di legami sentimentali e rapporti personali, quasi tutti ragioniamo secondo una logica comune e banale che non tiene conto degli effetti di nostre azioni, pensieri e sentimenti espressi in vite precedenti; sono questi che ci condizionano inconsciamente riportandoci situazioni, condizioni ed eventi talvolta molto strani che però avvertiamo come parte di noi; infatti è molto difficile spiegare secondo schemi logici razionali certe situazioni strane: la realtà picospirituale che si manifesta fisicamente, richiede ben altri strumenti di indagine per essere compresa e spiegata. Occorre capire le motivazioni profonde remote che ci spingono ad incontrare ora una persona ora un’altra con un “conto” in mano da saldare o da riscuotere (si possono vedere le cause prime profonde di certi legami attraverso la tecnica della regressione). Tale è la “vera realtà” che sta dietro ad ogni rapporto non solo sentimentale; se ci sta a cuore capire la complessità della nostra vita interiore ed esteriore, dobbiamo tenere conto di tali fattori nascosti condizionanti. Uno di questi è di fondamentale importanza: la nascita dei figli. Ormai è risaputo che un’anima prima di rincarnarsi “sceglie” i genitori che le daranno la possibilità di crearsi lo strumento fisico e non solo, per entrare in vita: tale scelta è karmica (tra persone addette ai lavori non si discute tale verità). Quanti casi esistono di persone che avvertono un’attrazione fisico emotiva improvvisa, una simpatia così forte da entrare in una sintonia sessuale che le porta a procreare, magari al di fuori anche da un rapporto legale? . O addirittura (caso limite che fa discutere) una donna può concepire dopo uno stupro; ci sono sempre spinte karmiche. Poi con il tempo può iniziare quel processo di esaurimento del rapporto come espresso precedentemente con la prospettiva dell’inizio di una nuova relazione. Ma la realtà più sconcertante è decisamente quella che si vive tutti quotidianamente nei rapporti personali: è semplicemente inconcepibile che per caso noi incontriamo quella persona che ci fa soffrire o ci dà piacere, che condiziona pesantemente in modo positivo o negativo la nostra esistenza facendoci fare certe esperienze che poi alla fine ci fanno crescere. Ogni relazione sentimentale o personale noi la attiriamo per legge di attrazione(karma) perché dobbiamo fare certe esperienze, se al positivo, comprensione, condivisione, partecipazione, accettazione e perdono, se al negativo, insoddisfazione e conflittualità, egoismo, durezza e dispotismo, rigore e cattiveria… Quindi, è un viaggio lungo, tortuoso ma gratificante(se vissuto bene) quello che nasce da una relazione e si addentra nei meandri della psiche (vedi blog luglio 2009). E’ una legge di natura psicospirituale quella che governa le esperienze sentimentali e di amicizia: una prima fase, la passione e l’attrazione fisico emotiva, il piacere erotico, le aspettative, l’idea che lui/lei sia la persona più speciale al mondo per le sue qualità fisiche, intellettive e spirituali, è tutto bello, fantastico e meraviglioso, specie i rapporti sessuali; tale fase iniziale, peccato, dura poco perché è la base su cui va costruito un rapporto consapevole degno di essere vissuto con gratificazione. Infatti, le qualità che riconosciamo al nostro partner, in realtà, noi già le possediamo cioè le riscontriamo in noi o già acquisite o come aspirazioni, altrimenti non le potremmo riconoscere, ma, è qui il segreto, nel rapporto sentimentale vanno come risvegliate e compenetrate di sentimenti ed emozioni, seconda fase, allora, come per un processo magico, possiamo sperimentare il vero possesso del nostro partner perché con i nostri sentimenti pensieri ed emozioni lo intessiamo nel nostro mondo interiore e lo sentiamo parte di noi. Se tale processo lo viviamo consapevolmente, siamo a buon punto nella realizzazione dell’Amore reale che non teme usura e crisi di ogni tipo. Le crisi avvengono in quanto non si ha la forza di credere a lungo e con fiducia, senza delusioni in quelle qualità che il partner ci risveglia ( il partner è il mago che, in un attimo o lentamente, risveglia e accende il nostro mondo di bellezza e armonia), non le si accetta più, diventano superate forse perché si desidera sempre del nuovo, esperienze più emozionanti, di effetto più immediato; l’erotismo e la pornografia sono lo stimolo per le persone deboli a cambiare, a ricercare nuove esperienze coinvolgenti. Perché definisco “deboli” quelle persone che si lasciano distogliere da rapporti che magari hanno bisogno di una lieve correzione di rotta nei pensieri e nei comportamenti per restare o divenire solidi e sicuri? C’è una ragione molto profonda: riconoscere e vivere per realizzare le qualità come la bellezza e l’intelligenza, la ricchezza di sentimenti ed emozioni, la tenerezza e la dolcezza, la potenza e il fascino erotico, la comprensione, la disponibilità e l’apertura mentale, è molto faticoso (una persona spassionatamente una volta mi disse: se ce le hai ,bene, se no, …..) richiede attenzione e sincera consapevolezza, fiducia e qualche sacrificio, comporta, quindi, anche diverse delusioni, in sostanza non è molto semplice ma è una via da seguire con volontà che porta a soddisfacenti risultati: trovare in sé le certezze che normalmente si richiedono agli altri. Ciò è possibile solo quando si riesce con pratiche particolari o tecniche: esercizi di autoterapia, meditazioni, preghiere…. a rafforzare energeticamente il proprio Io per acquisire indipendenza e autosufficienza interiore come base per costruire un rapporto dinamico sereno e gratificante in cui i partner crescono insieme, maturano ciascuno secondo il proprio programma evolutivo. Mi rendo conto di aver tolto con tali considerazioni alla sessualità diretta e immediata, che senza tanti arzigogoli ti fa provare un attimo di godimento, quel piacere naturale cui forse siamo ancora inconsciamente attaccati; ma poiché siamo nel periodo dell’anima cosciente, è giusto che un istinto, una spinta così forte nella natura umana venga illuminata con la luce della coscienza e acquisti un senso nuovo e più profondo e gratificante…………. In fin dei conti chi segue un cammino per elevarsi al di sopra dei condizionamenti della natura, chi sente come un obiettivo fondamentale per la sua autorealizzazione acquisire consapevolezza dei suoi più profondi impulsi e istinti (ego psicologici=doppio, vedi blog ottobre 2008), ritengo che lavorando sulla propria sessualità possa riuscire a capire forse il mistero più profondo : l’Amore nei suoi aspetti, naturale e spirituale. Non è un parlare saggio e veritiero sul significato dell’Amore più alto e completo quello di una persona che non ha provato il coinvolgimento dei sensi, magari nell’età giusta dell’adolescenza e della prima maturità, e non continua a lavorare su se stessa per affinare sempre più sensibilità e consapevolezza, piena disponibilità, condivisione e accettazione dell’altro. Quanto più si avanza negli anni, tanto più avvengono delle trasformazioni ad ogni livello, fisico, animico e spirituale, occorre capirle, accettarle e sforzarsi di realizzarle, così ci si sente autorealizzati e si diventa un valido aiuto e supporto per chiunque.

venerdì 1 luglio 2011

blog luglio 2011

Blog luglio 2011

AMORE E SESSUALITA’
Come riportare il sesso all’Amore consapevole

Avvertenza: anche quest’anno nel mese di agosto non metterò in rete il blog, ai primi di settembre andrà in rete la seconda parte di questo argomento, auguri di buone vacanze e simpatiche esperienze!

Prima parte

Ci sono sostanzialmente 3 modi di considerare la sessualità umana: uno, come espressione dell’istinto di procreazione con i conseguenti ruoli naturali dell’uomo-maschio, inseminatore e della donna-femmina, ricettiva nei rapporti sessuali; il secondo, riguarda l’aspetto più spirituale, quello che caratterizza l’essere umano che ha trasceso l’aspetto istintuale, la coscienza egoica che in momenti particolari può giungere a livelli molto alti di amore consapevole, gratificante, come culmine di un cammino personale di ascesa per capire, comprendere e amare l’altro come se stesso; il terzo, è quello dei nostri giorni, il più pericoloso e illusorio in cui si può assistere all’uso di tutti i mezzi (attraverso i media e pubblicazioni varie) per rendere migliore il prodotto, il sesso, più appetibile, più intrigante, più soddisfacente personalmente considerando il partner una pedina per soddisfare i propri interessi egoistici, desideri e appetiti.
Vorrei iniziare a parlare del primo aspetto, quello che ci apparenta ai nostri fratelli minori, gli animali, nell’istinto, nelle pulsioni a livello genitale che sono purtroppo molto frequenti fra gli esseri umani, basta ricordare qualche esempio che ciascuno di noi avrà sicuramente incontrato e sperimentato.
Ci sono, infatti, molte persone di ambo i sessi, al di là dell’età cronologica, che davanti ad un corpo attraente e bello, avvertono come un risveglio di impulsi sessuali, la spinta a conquistarlo a possederlo per godere della sua forma sostanziale, per soddisfare i loro appetiti e desideri; è la forma più comune che nasce da una spinta istintuale che inconsciamente desidera provare il delirio/piacere dell’atto sessuale. Sono quelle persone sensibilissime al magnetismo personale che percepiscono nell’altro, possibile partner, prima di qualsiasi implicazione emotivo-mentale, l’energia vitale. ne annusano l’odore, ne avvertono il calore, la consistenza fisica prima di attaccare o di concedersi al gioco erotico, cercano d’istinto il loro appagamento sensuale e sessuale. E’ un primo stadio di un viaggio nel mondo della conoscenza di se stessi.
Viene spontaneo domandare: perché ricerchiamo, spesso anche spasmodicamente, l’appagamento dei nostri sensi, l’orgasmo, attraverso il sesso? Nella risposta è racchiuso il mistero più profondo e affascinante della vita: il bisogno assoluto di sentirsi uniti, fusi, tramite il partner, all’energia del tutto; infatti, nei pochi attimi dell’orgasmo piacere/delirio chi gode, si sente come amalgamato, unificato e armonizzato con la forza universale (divina), seppur inconsciamente. Questa è la spinta che tutti gli esseri umani sentono, consciamente o inconsciamente, e si danno daffare per soddisfarla. Da tale istinto nascono tutte le interpretazioni e i significati della sessualità, a livello mistico-religioso, filosofico, energetico e altro…….
Qui ora sorge il problema la cui impostazione e soluzione determina il tipo di sessualità che una persona vive. Se si ascolta e si segue solo l’istinto naturale per un appagamento personale del desiderio di unione, appagamento che suscita un’attività dell’ego personale sempre più forte ed impulsiva, che rimane però nei limiti di reazioni egoistiche individuali con esclusione del partner, si resta solo imprigionati nell’ambito personale egoico e si è costretti a vivere l’atto sessuale secondo una logica-programma ben preciso: si inizia con una forte eccitazione sostenuta dal desiderio di unione intima, si procede con atti e parole per raggiungere il culmine dell’orgasmo/delirio/piacere ma quando poi segue il rilassamento, si ricade nella coscienza abituale da cui è nato l’impulso e si avverte sempre più pressante la voglia di ricominciare per uno strano senso di insoddisfazione.
Se non si ha consapevolezza di tale processo che muove dall’istinto, non si è liberi dalla necessità della natura e soprattutto non si può parlare di Amore, condivisione e libera partecipazione perché è come se si fosse inconsciamente guidati e coerciti dalla legge naturale senza possibilità di far valere la propria libera volontà di scelta.
Però, per chi intende entrare con coscienza e consapevolezza nella sessualità non istintuale-naturale ma improntata all’Amore inteso come rispetto, accettazione e dono di se stesso all’altro, non dovrebbe essere difficile, occorre capire e praticare alcuni aspetti della sessualità con una diversa e nuova consapevolezza, quella di un rapporto sostenuto da un sentimento puro e sincero di affetto, tenerezza e condivisione; se c’è una tale sincera predisposizione, allora l’atto sessuale assume l’aspetto di un momento di fusione, di unione totale della mente, delle emozioni e del corpo che crea una sensazione durevole di bellezza, armonia e compenetrazione nel tutto, molto difficile a cancellarsi perché è un’esperienza profonda e rinnovatrice. Tale stato d’animo importantissimo per rafforzare, rinnovare e vivificare un legame si può conquistare solo quando uno o ambedue i partner praticano l’atto sessuale con affettuosa disponibilità, con il cuore e con la coscienza che il bene dell’altro è quasi più importante del proprio, ciò comporta un lavoro su se stessi finalizzato a migliorare e liberare il proprio bagaglio di ego psicologici dalle tante carenze, limiti e difetti che purtroppo inquinano il nostro karma. Altrimenti si fa, ed è diffusissima, l’esperienza molto personale, dopo un certo periodo di tempo, di un decadimento graduale e costante dello stato d’amore, una volta bello esaltante e quasi perfetto; si rimane soli, tristi e sconsolati e fisico emotivamente debilitati nel processo di degenerazione e morte del proprio amore.
Ciò è dovuto al fatto che prevale lentamente nel rapporto sentimentale la coscienza personale egoica, inquinata dai valori così frequenti ai nostri giorni; prima di tutti, il calcolo: “Io ti do ma voglio in cambio qualcosa che soddisfi il bisogno di sentirmi al centro del legame sentimentale, non mi interessa il tuo stato d’animo, ma il mio benessere”. Tale ragionamento, frequentissimo nella coppia che sta esaurendosi, causa il senso di separazione e solitudine, di tristezza e insoddisfazione che corrode il rapporto, il legame anche il più solido perché prevale l’impulso egoistico.
Analizzato dal punto di vista energetico, significa che entrano in gioco energie negative, molto egoiche che creano separazione, diffidenza e amor proprio male inteso, come quando si fa sesso per guarire da ferite emotive causate da divergenze sostanziali; l’atto sessuale dovrebbe essere un momento gioioso anche dopo un litigio seguito però da perdono reciproco e rinnovo del sentimento amoroso, ma mai il modo per pareggiare un’offesa o sentire l’illusoria e momentanea sensazione di benessere e benevolenza proveniente dal partner. Infatti, se i due partner compiono l’atto sessuale mantenendo nel subconscio consapevolmente o no, rancore o pensieri critici o denigratori, mettono in circolo nel loro sistema energetico forze negative logoranti che iniziano inconsapevolmente ad erodere e consumare, prima di tutto l’attrazione fisica, poi influenzano profondamente tutti i livelli di comunicazione energetica del loro essere.
La legge che regola il flusso energetico dei pensieri è molto precisa e attiva iniziando proprio dal nostro modo di pensare (legge di attrazione): se penso positivo, attiro e sento positività (nei rapporti sentimentali è la sorgente inesauribile di sentimenti ed emozioni soddisfacenti e di successo), viceversa, se entro nella negatività, attiro esattamente l’opposto: critica, denigrazione quindi erosione e fine del rapporto.
Molti aspetti della vita di coppia sono condizionati da livelli energetici negativi; infatti, abbassandosi le frequenze, automaticamente si cade nella conflittualità quotidiana, basta una parola o un gesto per far scattare dentro il rancore, l’astio, la discussione logorante, vengono alla luce i torti subiti, il disprezzo, l’odio e la critica demolitrice. Si può fare sesso in tale condizione interiore? Parecchie coppie per paura di perdere uno straccio di sicurezza illusoria, lo fanno con effetti disastrosi dal punto di vista psicospirituale, perché si scarica tutta la violenza, l’aggressività, la volontà di possesso, di dominio e di manipolazione, oltre la repulsione e il disprezzo con la conseguenza di avvertire frustrazione e disillusione e, quindi, perdita di rispetto e amore reciproci.
Quei problemi che hanno creato discussioni e conflittualità, non risolti con accettazione e rispetto e con la volontà di reciproca libertà, ritornano continuamente fino a quando individualmente non si decide di controllare e superare la propria coscienza egoica in nome di un reciproco rispetto e amore.
Allora riassumo brevemente per concludere questa prima parte, quando e come fare sesso positivo (consapevole) e quando non è il caso per evitare conseguenze molto negative: 1) quando i partner si amano di un affetto sincero, puro senza calcolo, con tenerezza e amorevolezza, si danno sostegno emotivo e lavorano insieme per raggiungere un equilibrio dinamico di sentimenti ed emozioni, la loro sessualità si esprime ad un livello superiore, significa che l’atto sessuale è un momento di reciproca comprensione, considerazione e fusione; allora, l’atto dà la carica e l’energia per affrontare anche tutte le problematiche non solo di coppia ma anche familiari; si possono raggiungere picchi di piacere/delirio non illusori e passeggeri ( occasione ideale per procreare attirando un’anima che vibri ad alto livello) ma sicurezze emotive e spirituali, amore e sessualità consapevoli (risulta che tale modo di fare sesso è la cura più efficace per guarire l’impotenza virile, la frigidità e il nervosismo femminili) ; 2) viceversa, se si pratica il sesso come se fosse il rimedio insostituibile per risolvere ogni problema, con dentro tutti quei sentimenti negativi di rivalsa, di critica, di desiderio di rifarsi da un torto subito, di ostilità nascosta, di disprezzo e denigrazione oppure come un mezzo per soddisfare la coscienza egoica, il desiderio di divertimento senza tener conto del partner, dei suoi problemi o per provare quel piacere sensuale simile a quello che si prova quando si degusta un piatto speciale, allora ci si deve preparare ad un sottile decadimento, ad un esaurimento delle energie in un rapporto anche il più solido.
In sostanza l’Amore come rispetto, condivisione e partecipazione, come cammino di crescita e gioia di vivere insieme certi processi emotivi e psicospirituali, ripaga molto anche nella sessualità e di conseguenza a tutti i livelli di comunicazione.